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Il Vaticano e le intercettazioni
Si riaccende il dibattito sulle intercettazioni delle conversazioni telefoniche. Crociata contro l'Osservatore Romano.
di Alessandro Bottoni
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Google+ a confronto con FacebookIl dibattito sul potenziale di Google Plus è aperto, anche se c'è chi giura che non potrà mai impensierire Facebook. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-10-2011] ![]() Google Plus, il social network del colosso di Mountain View, ha recentemente aperto al pubblico. Da un lato la crescita del numero di utenti indica un successo strepitoso, ma il livello di attività è decisamente ridotto, specialmente se confrontato con l'ovvio concorrente Facebook. Anche se uno degli ingegneri di Google ha definito Google Plus un fallimento, dovuto al fatto che Google che lo ha disegnato come prodotto in sé piuttosto che come piattaforma per altre applicazioni, il dibattito sul potenziale di Google Plus è ancora aperto. Prima di confrontare i due social network, riassumiamo le "avventure" di Google nel mondo del social network. Google e il social networking L'interesse di Google nel social network risale a parecchio tempo fa. Nel Gennaio 2004, Google ha lanciato Orkut, abbastanza simile a Facebook, che sarebbe uscito giusto un mese dopo. Orkut ha avuto grande successo in alcuni paesi, tra cui India, in cui Facebook ha superato Orkut solo a metà del 2010, e Brasile, in cui è ancora leader. Comunque, a livello mondiale, Orkut ha un decimo degli utenti di Facebook. Nell'Ottobre del 2007 Google ha acquisito Jaiku, un social network sviluppato in Finlandia un paio di anni prima. Il pubblicò non ha mostrato molto interesse, tanto che nel 2009 il codice sorgente fu reso pubblico e Jaiku è diventato più un "pacchetto" di social networking (parte di Google App Engine) che un social network in sé. Nello stesso tempo (Ottobre 2007), Google aveva provato ad investire in Facebook, che invece scelse Microsoft. Ovviamente, l'investimento di Microsoft portò con sé collaborazione tra le due aziende: la ricerca di Bing fu incorporata nella home page di Facebook, permettendo agli utenti di fare ricerche tra i post dei loro amici (o nel web). L'articolo continua qui sotto. Sondaggio
Era esattamente questo che Google cercava, più che la minuscola "fetta" finanziaria (1.6% per 240 milioni di dollari) quando aveva cercato di investire in Facebook. Si racconta che i leader di Google siano rimasti molto seccati quando hanno saputo che Facebook aveva scelto Microsoft (e che, probabilmente, Google era stata tirata in ballo solo per alzare il prezzo, ma non aveva nessuna possibilità di essere scelta per la partnership con Facebook). Nel maggio 2009 Google ha lanciato Google Wave, che alcuni hanno definito social network, anche se il suo scopo era più la collaborazione sul posto di lavoro che il tenersi in contatto con gli amici. In ogni caso, Wave non ha avuto molto successo. Quando Google ha deciso di interrompere il progetto, Lars Rasmussen, uno dei product manager che se ne occupavano, ha lasciato l'azienda per Facebook. Oltre a riscuotere poco successo, Google Wave fece perdere a Google uno dei suoi product manager più famosi (il padre di Google Maps). Nel Febbraio 2010, quando Facebook aveva già mezzo miliardo di clienti, Google ha lanciato Buzz. Il "feed" di Buzz era relativamente simile a quello di Facebook e, cliccando sul nome di uno dei propri contatti, si vedeva una schermata non troppo diversa dal "muro" di Facebook. La differenza principale era che Buzz era più orientato alla comunicazione (non a caso era integrato in Gmail) e, rispetto a Facebook, gli mancava un po' la parte "chi sono io": sul "muro" di un amico, puoi vedere una lista di foto, di amici, di interessi su cui ha cliccato "Mi piace", il numero di telefono e la mail (se l'amico ha scelto di renderli pubblici). Su Buzz, c'era solo gli equivalenti dei "post sul muro", tutto il resto era raggiungibile solo con parecchi click. La reazione del pubblico a Google Buzz non è stata molto positiva. Secondo i critici, da un lato non era molto innovativo (nessuna novità rispetto a Facebook), dall'altro il tentativo di Google di sfruttare il grande numero di utenti di Gmail per aumentare la popolarità di Buzz non rispettava il diritto alla privacy (ad esempio, inserire automaticamente le persone a cui si scrive più frequentemente con Gmail tra i propri "amici" su Buzz causò a Google parecchi problemi, incluse cause legali sulla violazione della privacy). Questo articolo prosegue - CONTINUA a leggere
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