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Attacchi alle connessioni radio e controllo droniCyberwarfare 4 [ZEUS News - www.zeusnews.it - 27-04-2012] Articolo multipagina - leggi la prima parte![]() Una delle linee di ricerca più seguite nel settore della "cyberwarfare", al momento, riguarda le connessioni radio. Già durante la primavera araba diversi servizi di intelligence hanno cercato di entrare nella mischia agendo sulle connessioni Wi-Fi, Wi-MAX, HyperLAN e 3G/4G che è possibile ricevere nelle immediate vicinanze della frontiera o dai satelliti. Sfruttando questi segnali si è tentato di far uscire dai paesi in rivolta informazioni interessanti (foto e reportage dei rivoltosi) e di far entrare informazioni utili (posizione e consistenza delle forze avversarie, e via dicendo). I servizi di intelligence hanno anche tentato di inserirsi nelle comunicazioni delle forze avversarie a scopo di spionaggio e di sabotaggio (non si sa con quali risultati). In questo senso si può dire che le forze armate di vari paesi stiano effettivamente cercando di sviluppare degli strumenti che permettano loro di attaccare i sistemi avversari anche in assenza di connessione a Internet sfruttando, per l'appunto, le connessioni radio. A dire il vero, sistemi di questo tipo sono disponibili da tempo, anche sul mercato civile. Ad esempio, la distribuzione Linux Backtrack, usata per i test di penetrazione, ha addirittura un'intera sezione dedicata agli attacchi wireless. Sondaggio
I militari, però, stanno cercando di portare questo tipo di strumenti ad un altro livello di efficacia attaccando, per esempio, i "ponti radio" usati dall'esercito e dalla polizia per le loro comunicazioni interne e quelli usati dalle TelCo per creare i "backbone" nazionali di Internet. I militari sono anche interessati a sistemi che permettano loro di prendere il controllo dei canali di comunicazione radio tra gli UAV (i cosiddetti "droni") e le loro centrali di controllo. Quest'ultima linea di ricerca sembra essere molto promettente. Sembra infatti che dei terroristi arabi siano già riusciti a prendere il controllo di alcuni droni americani usando un'antenna parabolica da TV satellitare e un "modem" wireless opportunamente taroccato (vedi qui e qui). A quanto pare, le comunicazioni radio tra i droni e le loro centrali di controllo non sono sempre protette crittograficamente, come sarebbe lecito aspettarsi. Se questo vi sorprende e vi preoccupa, sappiate che siete in buona compagnia. Anche il Pentagono è rimasto di sasso di fronte a questa notizia e ha subito ordinato alle aziende interessate di prendere le necessarie contromisure.
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