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La tassa sugli SMS finanzierà la Protezione Civile, o forse noSino a due centesimi per messaggio permetteranno di raccogliere i fondi in caso di emergenza. -- Aggiornamento: l'ipotesi sembrerebbe tramontata. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-04-2012] ![]() Foto via Fotolia Saranno gli SMS, in caso di emergenza, a finanziare gli interventi della Protezione Civile: non in forma di contributo volontario, ma come tassa imposta agli operatori (che poi si rivarranno sui clienti). Questa possibilità è contenuta nel testo di un decreto, trapelato in Rete, che a quanto pare il Consiglio dei Ministri approverà domani. Si tratta della normativa che riforma la Protezione Civile e, tra le altre cose, stabilisce nuove modalità di finanziamento nei casi di emergenza, come le calamità naturali. Più precisamente la norma prevede che, in caso di dichiarazione dello stato di emergenza, il Fondo Nazionale di Protezione Civile possa essere aumentato attraverso tre interventi. I primi due sono costituiti dall'aumento delle accise sui carburanti per un massimo di 10 centesimi: 5 per decisione delle Regioni e 5 per decisione del Governo. Sondaggio
La terza misura è, per l'appunto, quella che riguarda gli SMS. In alternativa, o in aggiunta alle misure sul carburante, è prevista la «tassazione fino a una misura massima di due centesimi di euro per ciascuna comunicazione effettuata attraverso l'invio di brevi messaggi di testo (SMS) mediante telefono cellulare, computer o siti internet gestiti dalle società telefoniche». La notizia, che ancora non ha avuto alcuna conferma ufficiale, sta suscitando molte reazioni di opposizione; da più parti viene considerata una "tassa sui giovani", che fanno un grande uso di questo mezzo di comunicazione. Aggiornamento ore 22 Sembrerebbe per ora tramontata l'ipotesi di questa nuova tassa, di cui si è discusso per tutto il giorno dopo l'inserimento (articolo 4, comma h) nella bozza del decreto legge di riforma della Protezione Civile. Il provvedimento, di indubbia impopolarità, avrebbe anche avuto difficoltà nell'attuazione, visto che numerosi gestori vendono gli Sms "a pacchetto" o li regalano. Per non parlare dei metodi alternativi per inviare messaggini, sempre più popolari tra gli utenti di smartphone.
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