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Roma è la seconda città al mondo per numero di zombieAumentano in Italia i computer infetti usati per inviare spam e portare attacchi informatici. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-05-2012] ![]() Symantec ha presentato i risultati dell'Internet Security Threat Report, Volume 17, il report annuale che valuta le minacce presenti in Internet. Globalmente, il 2011 è stato un anno piuttosto attivo sul fronte della sicurezza: Symantec calcola che ogni giorno siano stati inviati, in media, 42 miliardi di messaggi di spam, e che 1,1 milioni di identità siano state esposte per ogni singola violazione di dati, per un totale di 187 milioni di identità esposte. Inoltre, l'anno scorso sono state scoperte 4.989 vulnerabilità, e le minacce per i dispositivi mobili sono cresciute del 93%; una particolare attenzione ormai è rivolta dai malintenzionati verso i dispositivi che montano il sistema operativo Android. Per quanto riguarda i pericoli che si corrono navigando in Internet, l'azienda rileva che i siti religiosi/ideologici superano i siti pornografici per numero di minacce medie presenti per sito infetto, con un rapporto di 115 a 25. Il motivo è comprensibile: sta infatti aumentando la consapevolezza dell'effetto negativo delle infezioni sul numero di visitatori dei siti; dato che i siti per adulti sono fonte di business, i loro gestori hanno imparato che, se infettano i computer dei propri clienti, questi non torneranno a visitarli, e quindi lavorano duramente per tenere sempre alta la guardia. Sondaggio
Restringendo lo sguardo all'Italia, si apprende che il nostro Paese è scesa al nono posto (al quarto in quella EMEA) nella classifica mondiale che misura la quantità di attività malevole, mentre nel 2010 si trovava all'ottavo. Aumenta, tuttavia, il numero di computer infetti: l'Italia è al primo posto nella classifica dei Paesi dell'area EMEA, mentre a livello mondiale è al quarto posto; ed è Roma - si legge nel rapporto - la seconda città al mondo per il numero di bot e computer zombie presenti (nel 2010 era quarta). Tutto ciò ha una conseguenza abbastanza ovvia: una parte rilevante dello spam dell'area EMEA proviene dall'Italia. In percentuale il numero è contenuto - siamo al 4% - e il nostro Paese si trova all'ottavo posto nella classifica degli Stati produttori di spam, dopo Russia, Pakistan, Ucraina, Bielorussia, Kazakistan, Romania e Iran.
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