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Record: 2,56 Terabit/s in wirelessAttorcigliando le onde elettromagnetiche si possono raggiungere velocità incredibili. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 28-06-2012] ![]() Un gruppo di scienziati - composto da menti provenienti dal Jet Propulsion Laboratory della NASA e da alcune università di USA, Cina e Israele e guidato da Alan Wilner dell'Università della California del Sud - sono riusciti a trasmettere dati in modalità wireless alla strabiliante velocità di 2,56 Tbit/s. Per raggiungere questo risultato, hanno utilizzato una tecnica che concettualmente richiama le "onde elettromagnetiche a fusillo" sperimentate da Fabrizio Tamburini dell'Università di Padova e dai colleghi dello svedese Istituto Angstrom nello scorso marzo. Anche nel caso delle ricerche di Wilner le onde elettromagnetiche sono state attorcigliate su sé stesse: in questo caso non sono però state usate delle onde radio, ma si è scelto di adoperare la luce. Il primo esperimento è avvenuto utilizzando su una distanza di circa un metro. Normalmente, quando si usa la luce per inviare i dati (come nei cavi a fibre ottiche), per trasmettere più dati si utilizzano luci di colori leggermente diversi. Inoltre, dato che per ogni colore esistono due differenti polarizzazioni, ecco che già così è possibile raddoppiare il quantitativo di informazioni. L'idea di Wilner è stata di attorcigliare su sé stesse le onde luminose, inviando più fasci attorcigliati in maniera leggermente diversa l'uno dall'altro, manipolando il loro momento angolare orbitale. Sondaggio
Nell'esperimento sono stati usati due gruppi di quattro fasci luminosi ciascuno, ognuno con un diverso momento angolare orbitale e polarizzato; poi i due gruppi sono stati messi a formare un unico segnale con quattro fasci al centro e quattro intorno, disposti a forma di "ciambella". La ricezione è stata fatta "spacchettando" il segnale negli otto fasci: è in questo modo che sono stati superati i 2,5 Tbit/s. Questa tecnica, descritta nel dettaglio su Nature Photonics, funziona sia utilizzando cavi a fibre ottiche che trasmettendo in modalità wireless; i ricercatori contano di poter far funzionare il sistema su distanze fino a 1 km: andare oltre potrebbe essere impossibile per via delle interferenze causate dall'atmosfera. «Naturalmente» - aggiunge poi il professor Wilner - «ci sono anche opportunità per le comunicazioni a lunga distanza da satellite a satellite nello spazio, dove le interferenze non sono un problema».
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