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RapidShare, traffico in calo dopo il cambio di policyTutte le mosse intraprese per compiacere la RIAA hanno fatto calare drasticamente il traffico del popolare servizio. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 17-01-2013] ![]() L'evoluzione che RapidShare ha compiuto negli ultimi tre anni circa è significativa. Per passare da protettore di ogni illegalità - come appariva agli occhi della RIAA nel 2010 - a "volto pulito" del file sharing, ha cambiato pelle numerose volte nel corso del tempo, introducendo misure sempre più restrittive per ridurre al minimo la presenza di file illegali sui propri server. Nel 2010, RapidShare era nella lista dei siti sospetti; nel 2011, dopo essersi impegnato nella tutela del copyright, era sparito dalla lista: aveva compiaciuto la RIAA. Tutto ciò, naturalmente, aveva avuto un prezzo: in quel lasso di tempo il traffico generato dai server del servizio aveva continuato a calare, almeno fino a gennaio 2012. Proprio in quel mese che si registrò un improvviso aumento, la cui causa è persino ovvia: la chiusura di Megaupload, che aveva lasciato orfani moltissimi utenti. Sondaggio
Il problema è che gli orfani di Megaupload non si stavano trasferendo unicamente per scambiare file legali e così RapidSahre ridusse la velocità disponibile per gli utenti del servizio gratuito, riduzione che restò in vigore sino alla fine dello scorso ottobre, accompagnata da un progressivo e pressoché costante nuovo calo del traffico. Ma è da novembre in avanti che il traffico subisce un nuovo tracollo: in quel mese, infatti, RapidShare ha adottato una nuova policy, che limita a 1 Gbyte al giorno il traffico che gli utenti gratuiti possono generare verso l'esterno, e a 30 Gbyte il giorno il traffico generabile dagli utenti a pagamento. ![]() La mossa è stata decisa ancora per venire incontro alle richieste della RIAA, che non vedeva certo di buon occhio la possibilità per gli utenti anonimi di scaricare contenuti senza limiti. Nel complesso, insomma, dal 2010 a oggi il traffico di RapidShare non ha fatto altro che continuare a calare, appure il sito non si dice preoccupato: «È nella natura delle cose che i limiti al traffico portino a una riduzione del traffico stesso. Possiamo anche confermare una riduzione nelle violazioni del copyright da quando abbiamo lanciato il nuovo modello di business».
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