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Nuvole nere sull’information technology italianaAbbassare le tasse sembra l'unica soluzione possibile per rilanciare l'economia: nessuno si sogna di investire in sapere. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 05-12-2004] In questi giorni assistiamo al tran tran politico/economico atto a dimostrare, o meno, l’efficacia dell’abbassamento delle tasse da parte del governo. Per rilanciare l’economia sembra l’unica soluzione percorribile; nessuno si sogna di investire in sapere. E’ innegabile che ormai la mano d’opera, anche nella fabbricazione di Pc, si stia spostando in Asia (molto spesso in Cina, ma non solo). Ora che Ibm ha deciso di vendere (per 92 miliardi di dollari, alla cinese Lenovo la sua divisione “storica” nata nel 1981, che riuscì laddove molti fallirono, ovvero portare il personal computer nelle case di milioni di persone, la partita si gioca sul sapere, sulla capacità di essere all’avanguardia. L’industriale medio italiano soffre della sindrome di non competitività; è una strana malattia che porta a fare una fatica immane per conquistarsi fette di mercato e poi, una volta raggiunte, si rimane perennemente con quei prodotti e i propri dipendenti non vedranno mai l’ombra di un corso di aggiornamento. L’IT italiano soffre di questa malattia, che sta sempre più distruggendo il tessuto lavorativo di questa settore (strategico) che ancora porta lavoro e occupazione. Invece di investire in sapere, in “cose nuove da fare”, si usa la solita ricetta retrò: fondiamo due realtà importanti e abbiamo la coscienza a posto. La possibile fusione Telecom-Tim non porterà nulla di nuovo sotto il sole: solo un altro monopolio ed esuberi; e ci sentiremo dire che è nata una bellissima nuova realtà industriale super competitiva. La cara Telecom poi sta per vendere l’ultimo fardello informatico in suo possesso: Finsiel. Questo gruppo vanta quattordici aziende che danno lavoro a 4000 dipendenti, che molto presto verranno messe all’asta nella più classica formula dello spezzatino. Tutta questa manovra serve solo per tappare buchi di debito alla casa madre. Mettiamoci dentro il declino lento, ma inesorabile, di Tiscali (senza Soru è poca cosa), delle innumerevoli piccole software house che oggi ci sono, domani chissà; le nuvole sempre più nere si addenseranno sopra il cielo di IT Italia... Speriamo che i nostri ombrelli siano sufficienti per resistere a questo acquazzone di non sviluppo.
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