Zeus News è un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell'informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile: non è un semplice amplificatore di comunicati stampa ma riserva ampio spazio ai commenti e alle riflessioni, proponendosi quale punto di osservazione libero e indipendente.
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Uno smartphone dedicato agli sportivi e in grado di ricaricarsi con la luce solare.
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Due hard disk esterni che sfruttano al massimo delle proprie possibilità il nuovo standard Usb 3.0, ideali compagni per il backup e il trasporto dei dati.
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Un notebook dalla dotazione hardware completa che unisce portabilità e prestazioni, robusto ma anche elegante dal punto di vista estetico.
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Un hard disk esterno capiente e molto sottile, ideale per il backup anche dei dati riservati grazie alle funzioni di crittografia del software.
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Un sistema facile e veloce per estendere una rete Wi-Fi. E che e` anche in grado di trasmettere uno streaming audio.
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Voluto dall'Unione Europea per limitare Internet Explorer e atteso originariamente insieme a Windows 7, il ballot screen ha subito rimandi e rimaneggiamenti successivi finché Microsoft ha ceduto inserendo nella schermata 12 browser scelti dagli utenti.
Nonostante alcune difficoltà tecniche che hanno costretto a un aggiornamento, già si vedono gli effetti con l'abbandono di Internet Explorer a favore dei browser proposti a partire dal primo marzo: Opera, Safari, Firefox, Chrome, Internet Explorer nelle prime posizioni e altri sette browser meno diffusi, scontenti per il trattamento ricevuto.
Ecco le nostre brevi recensioni dei cosiddetti browser "minori":
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Bufale si nasceCome nascono e si diffondono le burle in rete. [ZEUS News - www.zeusnews.com - 19-10-2006] ![]() Oggigiorno quando si parla di bufale, siamo immediatamente portati a pensare alle decine di email che intasano quotidianamente le nostre caselle di posta elettronica. Notizie, avvertimenti e curiosità che spesso sopravvivono sui nostri computer solo per il tempo necessario a premere il tasto Canc. Informazioni la cui frenetica circolazione si fonda sulla rapidità e sulla semplicità di inoltro, scomoda eredità della comunicazione in rete. In realtà però questo fenomeno ha radici molto più lontane nel tempo rispetto alla nascita di internet o dei computer. E le conseguenze tal volta provocate sono state dei veri e propri terremoti sociali. Basti pensare ai Protocolli dei Savi Anziani di Sion, sulla cui supposta veridicità si è basato gran parte del teorema antisemita che ha poi portato all'Olocausto. Oppure alla Guerra dei Mondi di Orson Wells che nel 1938 gettò gli Stati Uniti nel panico. Per passare al filmato dell'autopsia di un alieno che undici anni fa fece il giro del mondo oppure, per tornare in casa nostra, alla beffa delle teste di Modigliani che nel 1984 riuscì a ingannare i più famosi critici d'arte. Abbiamo così in questi pochi e notissimi esempi una rappresentanza delle più comuni motivazioni alla nascita di bufala: il dolo, l'errore, il profitto e la burla. Non tutti però naturalmente dispongono del palcoscenico adatto a garantire la semplice sopravvivenza o addirittura la popolarità della propria invenzione, così viene in aiuto la tecnologia. Con costi pressoché nulli e grazie a tecniche di social engineering è infatti possibile contare sulla cooperazione di incolpevoli internauti, che si troveranno a fare da grancassa alla bufala di turno. Basti pensare infatti che se ognuno mandasse a dieci amici una di queste email, in appena sei passaggi sarebbero un milione le persone contattate. Il fenomeno quindi non è da sottovalutare perché se il tempo è denaro, i pochi minuti che ognuno di noi impiega ogni giorno a scremare tali messaggi dalla corrispondenza ordinaria, riportati su scala globale si trasformano in un enorme calo della produttività, per non parlare dei disservizi a volte patiti a causa dell'intasamento dei server. Ma il danno non termina qui se si pensa che ogni volta che si inoltra una di queste email si aggiunge il proprio indirizzo all'elenco di tutti gli altri indirizzi attivi che se la sono passata. Ed è inutile sottolineare come molte persone lucrino proprio dalla raccolta di indirizzi da utilizzare, nella migliore delle ipotesi, per l'invio di pubblicità. Le bufale, più che come innocuo scherzo, sono quindi classificabili come piaga sociale. Pensateci il prossimo primo di aprile. Secondo te, come nascono la maggior parte delle bufale che girano su internet? 1) Come scherzi rivolti esclusivamente ad amici e conoscenti (che poi involontariamente li propagano in giro) 2) Dalla "buona volontà" di persone che credono di fare un favore al mondo diffondendo dicerie e stranezze dandole automaticamente per buone 3) Dalla curiosità di vedere se una propria invenzione possa diventare "famosa" sulla rete, ma anche quanta gente ci arriverà a credere e con che velocità si propagherà 4) Dalla volontà di creare disinformazione su determinati argomenti 5) Altro (specificare) VOTA e partecipa al dibattito nei Forum dell'Olimpo informatico (nota: è necessaria l'iscrizione) Se vuoi discutere, informarti o segnalare le nuove bufale che circolano in rete vieni all'Olimpo Informatico, il forum di Zeus News, dove troverai una sezione esclusivamente dedicata a Bufale e indagini antibufala.
I commenti dei lettori[1] Bisogna anche dire che ultimamente l'informazione è molto...
[2] Ho votato la quarta, basandomi sulle mie personali...
[3] Salve, votato la prima ma anche la seconda era una forte...
[4] Sì, infatti! Ed è al buio che si inciampa più facilmente. ...
[5] Secondo me vengono creati appositamente da chi vuole raccogliere...
[6] :? La seconda forse è la più cattiva, poiché fa leva sulla buona...
[7] Sinceramente ritengo che ci stiano tutte (compresa "Altro...
[8] e dici poco...
[9] Quoto Liver per "la mamma dei babbei è sempre...
[10] La mamma dei babbei è sempre incinta. Quindi, direi...
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