Zeus News è un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell'informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile: non è un semplice amplificatore di comunicati stampa ma riserva ampio spazio ai commenti e alle riflessioni, proponendosi quale punto di osservazione libero e indipendente.
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Ospedale Meyer intasato da richiesteFermate l'appello che chiede di donare sangue B+ per un bambino leucemico. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-03-2007] ![]() Leggi la Versione blog Sta circolando da alcuni giorni un appello, sotto forma di e-mail e SMS, che invita a donare sangue del gruppo B+ per un bambino ricoverato all'ospedale Meyer. Ecco un esempio del testo dell'appello (ho rimosso il numero di telefono per evitare abusi e il nome del bambino in ossequio alle norme sulle notizie riguardanti minori): "E' vero, ho controllato su internet!! Baci KriUna raccomandazione: quando vedete un appello che inizia con le parole "è vero" o, peggio ancora, "ho controllato su Internet", assicuratevi che il vostro bufalometro vada al massimo. Più un appello contiene affermazioni di autenticità (senza però fornire alcun link di conferma), più è probabile che sia una fandonia. Infatti l'appello non va diffuso, perché il bambino esiste realmente ma non c'è alcuna carenza di sangue e l'ospedale è intasato da richieste di informazioni. Lasciateli lavorare. Ecco infatti cosa scrive l'ospedale nel proprio sito: In merito alle e-mail e agli sms nei quali si fa appello per la ricerca di sangue B+ per un bambino leucemico, l'Ospedale Pediatrico Meyer precisa che non esiste una situazione di urgenza, nè di emergenza e di non aver mai comunicato alcun appello. Il Centro Sangue del Meyer ha abbondanti scorte di sangue per questo bambino. Anzi in tutta la Toscana assistono a un fenomeno di sovrabbondanza di questo tipo di sangue.Non è la prima volta che dei genitori o familiari ansiosi lanciano appelli via Internet, spinti dall'emozione, senza rendersi conto del disagio che causano proprio alle strutture sanitarie che stanno curando i loro cari. E' già successo con l'ospedale Maggiore di Novara, il Bambino Gesù di Roma, il Regina Margherita di Torino, e i risultati sono sempre gli stessi: disagi per l'ospedale, appelli che girano per la Rete molto tempo dopo che sono scaduti, tanti soldi spesi in SMS inutili. Lo stato d'animo di chi ha un figlio gravemente malato è comprensibile; è meno comprensibile quello di chi pensa pigramente di aiutare il prossimo senza fatica inoltrando un e-mail o un SMS senza fare una semplice verifica su Internet.
(C) by Paolo Attivissimo - www.attivissimo.net.
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