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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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iPhone, negli Usa il jailbreak è legale

Il Copyright Office americano dà il via libera allo sblocco dei telefonini di Apple.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 27-07-2010]

Apple iPhone jailbreak legale Copyright Office USA

Gli utenti di iPhone si dividono in due categorie: da un lato ci sono quelli che si accontentano del loro acquisto così com'è e sono ben felici di restare all'interno del giardino creato per loro da Apple.

Dall'altro ci sono coloro che, pur essendo soddisfatti del telefonino, desiderano superare quelle limitazioni imposte dal costruttore per essere liberi di installare le applicazioni che desiderano e riprodurre i propri contenuti preferiti.

A costoro è dedicata la pratica del jailbreaking, ossia lo sfruttamento di alcune particolari funzioni o bug del software per ottenere l'accesso completo all'hardware; Apple ha sempre sostenuto che, oltre a invalidare la garanzia, questa pratica fosse illegale, ma ora il Copyright Office and Librarian of Congress degli Stati Uniti dà torto all'azienda di Cupertino.

Accettando le istanze avanzate dalla Electronic Frontier Foundation, il Copyright Office ha riconosciuto, nel processo di revisione triennale della legge americana sul diritto d'autore (il Digital Millennium Copyright Act) che il jailbreak non è in contrasto con la legge e pertanto può essere operato senza necessità di nascondersi.

Il solo fatto di superare le limitazioni imposte all'iPhone non va contro il DMCA; nonostante Apple sostenga che il jailbreak sia un incentivo alla pirateria, il Copyright Office ritiene che tale pratica rientri nel fair use: sbloccare un iPhone non significa violare la proprietà intellettuale, ma può servire semplicemente per accedere con maggiore libertà a contenuti acquisiti legalmente, o operare modifiche egualmente legittime.

Allo stesso modo non viola la legge sul copyright lo sblocco che permette di sganciarsi dall'operatore di riferimento per poter utilizzare le Sim di altri carrier.

Infine il Copyright Office mette fine alle discussioni circa il remix degli spezzoni di video creati a fini non commerciali, definendoli legittimi fintanto che non se ne trae un guadagna (era questa la terza e ultima istanza avanzata dalla Electronic Frontier Foundation in occasione della revisione del DMCA).

Se la EFF può festeggiare la vittoria, Apple certamente non ride: l'iPhone (ma nel discorso rientra anche l'iPad) non è soltanto un dispositivo ma un intero ecosistema chiuso, fatto di applicazioni, iTunes e brani da scaricare. Permettere ad altri di accedere a questo mondo senza la minaccia di conseguenze legali può modificare seriamente l'equilibrio stabilitosi finora.

D'altra parte, il via libera al jailbreaking appena ottenuto non cambia altre condizioni: la garanzia continua a decadere se i dispositivi vengono sbloccati, e Apple ha ancora tutto il diritto di rifiutare le riparazioni agli iPhone guasti e scoperti in queste condizioni; dopotutto, infatti, le condizioni d'uso vietano all'utente di pasticciare con il sistema, se vuole usufruire del servizio di assistenza.

"Come abbiamo già detto" - ha dichiarato una portavoce dell'azienda - "la stragrande maggioranza degli utenti non sblocca il proprio iPhone, poiché questa pratica può far decadere la garanzia e far diventare instabile l'iPhone".

Egualmente l'associazione dei carrier americani mette in guardia gli utenti dal cambiare operatore, sostenendo che così facendo si vanificano le protezioni da spam, virus e problemi vari che l'operatore "ufficiale" mette in campo.

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