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Fidanzati sospettosi o inguaribili diffidenti, qual è la vostra arma preferita tra quelle che Facebook mette a disposizione di voi gelosoni per controllare il vostro partner?
I cuoricini in bacheca: un segno per far sentire sempre e dovunque la propria presenza, nonché un espediente per marcare il territorio del partner.
L'applicazione "Chi ti segue di più?": bisogna convincere il partner a usare questa applicazione (apparentemente innocua) per scovare eventuali vittime da annotare sulla propria black list.
Facebook Places: permette di taggare compulsivamente il partner e rendere noto al mondo intero il fatto che lei e il suo lui si trovano sempre insieme.
L'auto tag nelle foto: indispensabile strumento per essere certi di ricevere notifiche qualora un'altra persona osasse commentare o piazzare "Mi piace" alle foto del/della partner.
I commenti minatori: il simpatico approccio ossessivo-compulsivo verso chi tagga il partner o ne invade la bacheca. Di solito consiste in un discreto: "Che bello il MIO amore!"
Il profilo Facebook in comune: un unico profilo scoraggia anche il più audace dei rivali dal tentare un approccio.
La password nota al partner: Della serie: "Amore, se non mi nascondi niente allora posso avere la tua password?". Nessun messaggio di posta, commento o notifica è al sicuro.
Il tasto "Rimuovi dagli amici": una volta in possesso della password del partner, qualsiasi rivale dalla foto profilo provocante o la cui identità è sconosciuta verrà subito rimosso dagli amici.
La trappola: spacciandosi per il partner (password nota), si inizia a contattare i presunti rivali e testare le loro intenzioni con domande e allusioni per far cadere in trappola anche i più astuti.
Il Mi piace minatorio: post, foto, tag, nuove amicizie sono regolarmente marchiati da un Mi piace del partner. Dietro una parvenza di apprezzamento, dimostrano quanto in realtà NON piaccia l'elemento.

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ADSL, finisce l'era dell'anonimato?

Sta circolando un e-mail che si spaccia per un comunicato Ansa pieno di inquietanti rivelazioni su presunte capacità di spionaggio dell'ADSL. E' chiaramente una bufala.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 08-08-2002]

Il titolo del messaggio è "ADSL: finisce l'era dell'anonimato ma... finiremo tutti sotto controllo?"

Il testo del messaggio contiene numerosissime stupidaggini tecniche sulle quali non mi dilungo: il concetto fondamentale è che l'ADSL non facilita il monitoraggio delle vostre attività informatiche da parte della Microsoft e/o delle forze dell'ordine. O per dirla meglio, a questi signori non fa nè caldo nè freddo se usate ADSL, la normale linea telefonica o i segnali di fumo per accedere a Internet. Se devono entrare, entrano con la stessa facilità a prescindere dal modo in cui siete collegati alla Rete. Sto facendo soltanto una considerazione tecnica; sugli aspetti legali non metto bocca, ma penso siano abbastanza intuitivi.

La cosa più importante di questo messaggio è che non va diffuso. Si tratta infatti di un messaggio-esca, usato da uno spammer (un pubblicitario-spazzatura) per collaudare i propri sistemi. Messaggi analoghi sono stati usati per lo stesso motivo qualche tempo fa: qualcuno si ricorderà della "preghiera di Pasquale".

Se lo fate circolare, lo spammer saprà che il suo test ha avuto successo e quindi lancerà la propria ondata di e-mail pubblicitari. Inoltre, siccome molti utenti hanno la pessima abitudine di inoltrare i messaggi di questo genere usando il CC (la copia carbone) invece del BCC (copia carbone nascosta), le copie inoltrate viaggiano accompagnate da un interminabile elenco di indirizzi di e-mail, utilissimi agli spammer come fonte per le loro campagne pubblicitarie.

In altre parole, se inoltrate questa bufala, regalate automaticamente ai vostri amici un abbonamento a tutta la posta-spazzatura di Internet.

Imparate a usare la copia carbone nascosta o BCC: le istruzioni sono nella guida del vostro programma di posta.

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Paolo Attivissimo

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