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Fidanzati sospettosi o inguaribili diffidenti, qual è la vostra arma preferita tra quelle che Facebook mette a disposizione di voi gelosoni per controllare il vostro partner?
I cuoricini in bacheca: un segno per far sentire sempre e dovunque la propria presenza, nonché un espediente per marcare il territorio del partner.
L'applicazione "Chi ti segue di più?": bisogna convincere il partner a usare questa applicazione (apparentemente innocua) per scovare eventuali vittime da annotare sulla propria black list.
Facebook Places: permette di taggare compulsivamente il partner e rendere noto al mondo intero il fatto che lei e il suo lui si trovano sempre insieme.
L'auto tag nelle foto: indispensabile strumento per essere certi di ricevere notifiche qualora un'altra persona osasse commentare o piazzare "Mi piace" alle foto del/della partner.
I commenti minatori: il simpatico approccio ossessivo-compulsivo verso chi tagga il partner o ne invade la bacheca. Di solito consiste in un discreto: "Che bello il MIO amore!"
Il profilo Facebook in comune: un unico profilo scoraggia anche il più audace dei rivali dal tentare un approccio.
La password nota al partner: Della serie: "Amore, se non mi nascondi niente allora posso avere la tua password?". Nessun messaggio di posta, commento o notifica è al sicuro.
Il tasto "Rimuovi dagli amici": una volta in possesso della password del partner, qualsiasi rivale dalla foto profilo provocante o la cui identità è sconosciuta verrà subito rimosso dagli amici.
La trappola: spacciandosi per il partner (password nota), si inizia a contattare i presunti rivali e testare le loro intenzioni con domande e allusioni per far cadere in trappola anche i più astuti.
Il Mi piace minatorio: post, foto, tag, nuove amicizie sono regolarmente marchiati da un Mi piace del partner. Dietro una parvenza di apprezzamento, dimostrano quanto in realtà NON piaccia l'elemento.

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Tutti gli Arretrati

Aruba risarcirà gli utenti spontaneamente

L'azienda indennizzerà i clienti colpiti da disservizio a causa dell'incendio della server farm.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-05-2011]

Aruba ha deciso di rimborsare i clienti dopo i disservizi causati dal principio d'incendio nella server farm di Arezzo.

La decisione - precisa l'azienda - è stata presa «spontaneamente» e non è motivata da alcun accordo con le associazioni di consumatori.

Già dallo scorso 13 maggio Aruba sta avvisando via email i propri utenti della volontà di indennizzarli per quanto accaduto, ma finora non aveva voluto fare pubblicità alla cosa.

I risarcimenti potranno prendere varie forme, dal buono sconto di 5 euro per i prodotti FotoAruba al prolungamento del contratto fino all'attivazione gratuita di un servizio Business Mail.

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Commenti all'articolo (5)


Gladiator
Che tra l'altro in questi giorni è spesso sugli scudi... Però, purtroppo, non è l'unica... :evil: Leggi tutto
22-5-2011 18:59


OXO
Ogni riferimento ad azienda giapponese è puramente voluto... :evil: Leggi tutto
22-5-2011 16:17


freemind
Infatti Gladiator, molti si sono lamentati e già erano pronti a far cause su cause per esser risarciti delle immani perdite dei loro inutili servizi! Appena uno vede uno spiraglio per portar a casa due soldi subito ci si butta!
21-5-2011 14:59


Gladiator
Avevo già commentato positivamente la reazione di Aruba al guasto occorsole, questa iniziativa non fa altro che rafforzare il mio apprezzamento nei confronti di un'azienda che - cosa molto rara nel panorama attuale - ha deciso di indennizzare i propri clienti per i disservizi causati senza attendere alcuna richiesta o che venga avviata... Leggi tutto
21-5-2011 14:25


OXO
Finalmente una lodevole iniziativa da parte di un'azienda a tutela dei propri clienti... :shock:
20-5-2011 16:28


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