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Fidanzati sospettosi o inguaribili diffidenti, qual è la vostra arma preferita tra quelle che Facebook mette a disposizione di voi gelosoni per controllare il vostro partner?
I cuoricini in bacheca: un segno per far sentire sempre e dovunque la propria presenza, nonché un espediente per marcare il territorio del partner.
L'applicazione "Chi ti segue di più?": bisogna convincere il partner a usare questa applicazione (apparentemente innocua) per scovare eventuali vittime da annotare sulla propria black list.
Facebook Places: permette di taggare compulsivamente il partner e rendere noto al mondo intero il fatto che lei e il suo lui si trovano sempre insieme.
L'auto tag nelle foto: indispensabile strumento per essere certi di ricevere notifiche qualora un'altra persona osasse commentare o piazzare "Mi piace" alle foto del/della partner.
I commenti minatori: il simpatico approccio ossessivo-compulsivo verso chi tagga il partner o ne invade la bacheca. Di solito consiste in un discreto: "Che bello il MIO amore!"
Il profilo Facebook in comune: un unico profilo scoraggia anche il più audace dei rivali dal tentare un approccio.
La password nota al partner: Della serie: "Amore, se non mi nascondi niente allora posso avere la tua password?". Nessun messaggio di posta, commento o notifica è al sicuro.
Il tasto "Rimuovi dagli amici": una volta in possesso della password del partner, qualsiasi rivale dalla foto profilo provocante o la cui identità è sconosciuta verrà subito rimosso dagli amici.
La trappola: spacciandosi per il partner (password nota), si inizia a contattare i presunti rivali e testare le loro intenzioni con domande e allusioni per far cadere in trappola anche i più astuti.
Il Mi piace minatorio: post, foto, tag, nuove amicizie sono regolarmente marchiati da un Mi piace del partner. Dietro una parvenza di apprezzamento, dimostrano quanto in realtà NON piaccia l'elemento.

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Il professore, la bambina e il microchip antirapimento

In realtà il microchip localizzatore esiste soltanto nella fantasia del professore, che sta approfittando del clamore e dell'indignazione di fronte a questi crimini per farsi una squallida pubblicità.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 22-09-2002]

Dopo la recente tragedia di Holly e Jessica, le due bambine rapite e uccise in Inghilterra, quasi tutti i giornali e telegiornali, compresi quelli italiani, hanno parlato della notizia secondo la quale il professor Kevin Warwick dell'università di Reading intenderebbe impiantare un microchip localizzatore in una bambina, come riportato in esclusiva dal quotidiano The Mirror.

In realtà il microchip localizzatore esiste soltanto nella fantasia del professor Warwick, che sta approfittando del clamore e dell'indignazione di fronte a questi crimini per farsi una squallida pubblicità. Infatti un conto sono i microchip che vengono impiantati negli animali domestici e da allevamento, che esistono ma sono dispositivi passivi (non alimentati) rilevabili soltanto avvicinando un apposito apparecchio all'animale; un conto è realizzare un aggeggio che trasmette un segnale ricevibile a grande distanza ed è impiantato in un organismo. Per dirne una, come si cambieranno le batterie? L'articolo dice che l'intervento è economico (meno di 30 euro) e rapido (inserimento in un braccio, in anestesia locale), quindi di certo non si tratta di impiantare un affare grosso per esempio come un pacemaker.

Leggendo l'approfondita analisi di The Register e del quotidiano Sunday Herald saltano fuori anche altri aspetti poco chiari della vicenda. Warwick ha preso a chiedere soldi per parlare (75 sterline, circa 110 euro, per un'intervista di dieci minuti), non ha ancora chiesto la necessaria approvazione del comitato etico dell'università (dopotutto si tratta di fare sperimentazione non salvavita su esseri umani) e si è rifiutato di confermare o negare l'esistenza di un prototipo.

Considerato che l'intervento dovrebbe avvenire entro fine anno, se fossi nei panni dei genitori dell'undicenne cavia Danielle Duval non dormirei sonni tranquilli. Soprattutto quando penso che un rapitore non si farà certo fermare da un microchip sotto pelle, neutralizzabile, ahimè, con una semplice lama affilata.

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (2)

Paolo Attivissimo
microchip inseriti nel corpo umano Leggi tutto
6-1-2003 11:11

pasquale lippolis
microchip Leggi tutto
5-1-2003 23:37

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