Foschia e nubi fredde permeano la Via Lattea

Le scoperte della sonda Planck Surveyor sorprendono gli scienziati: nella Galassia c'è una misteriosa foschia di microonde.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-02-2012]

Planck Surveyor nubi fredde foschia

Foschia e monossido di carbonio: non sono i risultati dell'ultimo bollettino meteo per le città della pianura padana, ma quelli ottenuti dalla sonda Planck Surveyor dell'ESA.

Lo scopo ultimo di Planck è studiare la radiazione cosmica di fondo, risalente a soli 380.000 anni dopo il Big Bang, e decodificare le informazioni che contiene sulle componenti fondamentali dell'Universo e l'origine della struttura cosmica.

Per arrivarci, tuttavia, il progetto deve occuparsi prima di rimuovere tutte le contaminazioni che coprono la radiazione di fondo e derivano dalla moltitudine di sorgenti presenti nell'universo (definite foreground proprio perché si trovano "davanti" alla radiazione di fondo).

Nello svolgere questo lavoro di "rimozione", Planck Surveyor si è imbattuto in due importanti scoperte: la prima è la presenza di nubi fredde di idrogeno e monossido di carbonio là dove gli scienziati non si aspettavano di trovarne, riuscendo addirittura a tracciare la prima mappa a tutto cielo delle emissioni di monossido di carbonio.

Le nubi fredde sono importanti in quanto costituiscono i "bacini di gas" da cui nascono le stelle; l'idrogeno, loro componente principale, non emette però facilmente radiazione elettromagnetica, il che rende le nubi stesse difficili da osservare. Invece il monossido di carbonio - altro costituente delle nubi fredde, seppure più raro dell'idrogeno - emette radiazione elettromagnetica nelle frequenze cui è sensibile il satellite europeo.

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L'altra importante scoperta di Planck è la presenza di quella che i ricercatori hanno definito «una misteriosa foschia di microonde che sfida ogni spiegazione», individuata nella regione che circonda il centro galattico.

Appare come una emissione di sincrotrone, generata quando gli elettroni accelerati dalla esplosioni di supernove attraversano campi magnetici.

L'emissione osservata da Planck, tuttavia, presenta caratteristiche insolite rispetto a quella che si trova altrove nella galassia; ha infatti uno spettro che gli scienziati hanno definito più «duro», ossia lo spostamento verso frequenze più alte (energie maggiori) non fa diminuire in modo repentino l'intensità dell'emissione, come avviene normalmente.

Per spiegare questa stranezza le ipotesi prese in considerazione sono le più diverse, e vanno dalla maggiore frequenza di esplosione di supernove al vento galattico sino all'annichilazione delle particelle di materia oscura; la scelta, tuttavia, è difficile.

Tutti questi risultati stanno venendo presentati in questi giorni a Bologna in occasione del convegno internazionale Astrophysics from the Radio to the Sub-Millimetre. Planck and other Experiments in Temperature and Polarization.

Quanto allo scopo principale di Planck Surveyor, ossia fornire dati cosmologici, si prevede che all'inizio del 2013 arriveranno i primi risultati.

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