Il terrorismo come scusa per controllare il mondo

Rilanciato Carnivore, il sistema di monitoraggio mondiale.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 15-11-2002]

La scusa è quella di contrastare il terrorismo, la realtà è che ogniqualvolta vengano messi a punto nuovi strumenti di comunicazione il Governo più potente del mondo decide di imbrigliarli e metterli sotto osservazione. Il Pentagono - organo di controllo incaricato - comunica che presto verrà utilizzato un sistema di intercettazione delle comunicazioni di tutto il mondo. Il vicedirettore della Defense Advanced Research Projects Agency John Pointdexter dichiara che le motivazioni sono di difesa.

Il progetto si chiama Total Information Awareness ed è stato descritto sul New York Times qualche giorno fa. Consiste appunto nella creazione di una rete telematica in grado di accedere a messaggi di posta elettronica, telefonate, fax, conti correnti bancari e documenti di viaggio senza autorizzazione di chi custodisce quei dati. "Stiamo sviluppando tecnologie e sistemi informatici per rivoluzionare la capacità di trovare, classificare e identificare terroristi stranieri", dice un portavoce della difesa, "Questo ci permetterà di decifrare i loro piani e permettere di prevenire in tempo reale azioni terroristiche".

La nostra fortuna nasce dal fatto che i governanti si stanno rendendo conto che un sistema del genere mette in dubbio la sicurezza nazionale di tutti gli Stati, se consideriamo che tutto ciò che viaggia sulle reti sarà monitorato: poniamo l'esempio di discussioni private fra ministri, di e-mail fra assistenti e tutto ciò che riguarderà argomenti scottanti. I nostri Senatori hanno deciso di presentare un'interrogazione parlamentare rivolta al Presidente del Consiglio e ai Ministri Pisanu, Martino e Stanca per sapere quali saranno le misure che verranno prese a tutela della privacy dei cittadini italiani.

Il progetto Total Information Awareness preoccupa i nostri parlamentari. Come abbiamo già detto, questo programma è stato presentato con la scusa della prevenzione di attacchi terroristici. Quello che ci disturba è il fatto che vengano di prepotenza anche a casa nostra a dettare legge e a fare controlli. Non gli basta il loro territorio, si sono eletti a protettori del mondo.

"La Costituzione tutela la segretezza della corrispondenza", si legge nell'interrogazione parlamentare, che continua dicendo: "la legge italiana proibisce l'acquisizione di dati sensibili senza la previa autorizzazione dell'interessato". Come dire: se a casa loro non gli interessano i diritti dei cittadini, a casa nostra abbiamo una Costituzione, troviamo il modo di fargliela rispettare, visto che per spiare l'e-mail il Pentagono non chiederebbe il permesso non solo al diretto interessato, ma neanche all'autorità giudiziaria dei singoli paesi.

Certo, pensate ad una richiesta che parte dall'America per ogni e-mail che intercettano: pare un'idea ridicola, inapplicabile. Al momento, anche se il progetto è stato presentato, non è ancora attivo a causa di una legge simile alla nostra vigente negli States e che il Congresso dovrebbe modificare per poter mettere in funzione questo nuovo sistema. E' una legge che in realtà ha alte probabilità di venire modificata, visto che il Governo americano ha come leader e come maggioranza persone appartenenti allo stesso schieramento politico, cioè con le stesse idee e gli stessi progetti.

Anche in America comunque, le voci sono discordi: mentre il progetto del nuovo Echelon è approdato sul tavolo del segretario della difesa Donald Rumsfled, il direttore dell'Electronic Privacy Information Center di Washington Marc Rotenber ha tuonato: "Verrebbero messi in crisi i diritti civili degli americani". Ma intanto il piano di difesa va avanti.

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