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Una donna è stata querelata per una recensione negativa di un ristorante scritta su Trip Advisor. Quale di queste affermazioni trovi più vicina al tuo pensiero?
Non è giusto che un'opinione scritta su Internet sia considerata pari a un articolo su un giornale. Bisogna rivedere al più presto le leggi sulla difesa dell'onore e sulla diffamazione.
E' giusto che anche sui forum o su Facebook o sui siti di recensioni si applichino le leggi relative alla diffamazione. Un'opinione negativa può rovinare la reputazione di un locale.
Gli utenti devono poter esprimere con la massima libertà la propria opinione su ristoranti, alberghi, ma anche prodotti o servizi acquistati. Un'opinione negativa non dovrebbe essere considerata diffamazione.
Trovo che oggi più che mai sia necessario prestare la massima attenzione a quello che si scrive online.
Le recensioni su Internet sono in gran parte inaffidabili: quelle positive sono scritte dai proprietari, quelle negative dalla concorrenza. In ogni caso l'opinione dei pochi singoli onesti non è significativa.
Vorrei dire la mia sul forum di Zeus News ma temo che prima dovrei procurarmi un buon avvocato, non si sa mai.

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VPN con TOR e il bug di IPv6

Rendere le VPN ancora più sicure (2)



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 10-05-2012]

vpn sicure 2

Un altro modo per aumentare la propria sicurezza, specialmente qualora non si riponga una fiducia completa in chi fornisce il servizio di VPN, consiste nell'utilizzare due reti private virtuali, l'una dentro l'altra.

Per chi utilizza Windows, ottenere questo risultato è semplice: basta connettersi a una VPN e, una volta completato il processo connettersi anche alla seconda senza disconnettersi dalla prima.

Un'alternativa è appoggiarsi a servizi di anonimizzazione come TOR, che fornisce un livello di anonimato in più su cui far poggiare la VPN.

Chiaramente, utilizzare VPN e TOR insieme fa calare un po' le prestazioni; inoltre è decisamente sconsigliato utilizzare TOR per il file sharing, dato che non è stato progettato con questo scopo in mente.

Per impostare una VPN che faccia uso di TOR, il sito di AirVPN contiene un tutorial che guida passo passo nella realizzazione.

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Vi sono, infine, alcuni dettagli da tenere in considerazione: per esempio, chi usa una VPN PPTP con IPv6 incorre in un bug (che rende pubblico l'indirizzo IP dell'utente), che tuttavia è aggirabile con pochi comandi.

Nel caso di Windows (da Vista in poi), bisogna digitare in un prompt netsh interface teredo set state disabled.

Nel caso di Ubuntu, invece, le linee sono quattro:
echo "#disable ipv6″ | sudo tee -a /etc/sysctl.conf
echo "net.ipv6.conf.all.disable_ipv6 = 1″ | sudo tee -a /etc/sysctl.conf
echo "net.ipv6.conf.default.disable_ipv6 = 1″ | sudo tee -a /etc/sysctl.conf
echo "net.ipv6.conf.lo.disable_ipv6 = 1″ | sudo tee -a /etc/sysctl.conf

Le ultime raccomandazioni sono probabilmente le più ovvie, ma sono ugualmente importanti: chi tiene alla propria privacy farà bene a utilizzare sistemi di pagamento che forniscano una forma di anonimato - come Bitcoin - e scegliere un provider che la garantisca e, quindi, non abbia montagne di log relativi all'attività degli utenti. Una lista dei fornitori di servizio più attenti a queste tematiche si può trovare su TorrentFreak.

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Commenti all'articolo (2)

@Paolo: perche' dovrebbe interessarmi quanto hai da fare? :-k
10-5-2012 17:16

{paolo del bunga}
più che una necessità delle V.P.N. (Virtual.Private.Network), se si vogliono iniziare a fare le cose seriamente si seguono i seguenti procedimenti: a)installazione di una delle distribuzioni qui elencate: link[/url] io consiglio la quarta o l'ottava perchè partecipa allo sviluppo la Free Software Foundation b) consiglio vivamente... Leggi tutto
7-5-2012 01:47

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