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Come vedi il futuro dell'umanità, in ambito scientifico?
Il futuro è nella condivisione delle conoscenze. L'arroganza delle multinazionali nei confronti della proprietà intellettuale è solo il canto del cigno: infatti grazie alle tecnologie il sapere non potrà più essere detenuto da pochi potenti.
Per tutelare ricerche che richiedono investimenti cospicui, la proprietà intellettuale è uno strumento equo e ragionevole. Lo strapotere attuale della grande industria va solo limitato nel tempo ed emendato dagli aspetti più truci.
Lo scenario più probabile è un doppio binario tra scienza proprietaria e open source. La prima coprirà i settori che richiedono investimenti a lungo termine, la seconda quelli in cui la cooperazione raggiunge i risultati migliori.
Il potere si concentra dove c'è il denaro. Volenti, o nolenti, i big dell'economia mondiale si accaparreranno tutte le fonti di conoscenza, e sapranno farle fruttare a dovere, per il bene dell'umanità.

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Google: conosco chi conosci tu, so dove vai

Il colosso di Mountain View ha cambiato le sue regole per la privacy: i dati condivisi sono molti di più rispetto alla semplice cronologia del browser. Ecco cosa occorre sapere.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 14-06-2012]

google

Bari Abdul, Vice President e responsabile di ZoneAlarm, divisione Consumer di Check Point, prende in esame le più recenti variazioni delle policy di sicurezza e privacy del motore di ricerca più noto al mondo.

I dati di Hitwise confermano Google come il motore di ricerca più diffuso al mondo, con il 65.02% di tutte le ricerche effettuate tramite la sua interfaccia.

Non è tutto. Gmail di Google è tra i programmi di e-mail più popolari. Per questo motivo, praticamente ogni utente Internet si trova a utilizzare uno o più siti o servizi di Google. E adesso, con le recenti modifiche alle policy di privacy e alla sicurezza di Google, gli utenti dovrebbero essere a conoscenza di quello per cui firmano.

I consumatori dovrebbero sapere innanzitutto che Google d'ora in avanti terrà traccia di tutti gli spostamenti tra i siti se si è loggati al proprio account Google mentre si naviga. Questo tracciamento serve in larga parte a personalizzare la pubblicità e le notizie sulla base di una serie di informazioni raccolte, quali abitudini online, interessi e location. Tuttavia, i dati condivisi sono molti di più rispetto alla semplice cronologia del browser.

Google raccoglie le informazioni in due modi: colleziona i dati personali dai consumatori sia quando essi si registrano ai suoi servizi, sia quando li utilizzano. Molti consumatori sono preoccupati per la privacy delle proprie informazioni personali. Google le condivide? Secondo l'azienda, solo se viene autorizzata a farlo.

Tuttavia, condividerà con il pubblico e i propri partner (incluso advertiser ed editori) una serie di informazioni non personali come per esempio i dati che mostrano i trend nell'utilizzo di Google.

Se si hanno delle preoccupazioni in merito alla possibilità che Google possa condividere le proprie informazioni personali, comprese le abitudini di navigazione, si possono seguire i seguenti passaggi per impedire che venga condiviso più di quello che si vuole.

1) Controllare le informazioni collegate al proprio account Google mediante la Google Dashbord. L'azienda consente agli utenti di vedere quali informazioni vengono raccolte, in modo da conoscere di quali dati viene già tenuta traccia. Per impedire che Google tracci la propria attività sul web, occorre disattivare la cronologia del browser.

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E' sacrosanta! Voglio poter parlare liberamente al telefono! - 8.7%
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Sono dei farabutti. Dovrebbe essere tolta loro ogni copertura e dovrebbero essere costretti ad agire alla luce del sole! Altro che bavaglio e privacy! - 43.6%
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Tuttavia, è bene sottolineare che la disattivazione della cronologia non comporta la cancellazione dall'archivio di Google di tutti i dati raccolti in precedenza.

Eva Galperin della Electronic Frontier Foundation ha dichiarato al Los Angeles Times: "Con la cronologia attivata, Google conserverà questi dati senza limiti temporali; se disabilitata, essi verranno resi parzialmente anonimi dopo 18 mesi".

2) Modificare le proprie preferenze di advertising, mediante il programma Ads Preferences Manager ed effettuare l'opt out per la pubblicità di Google.

3) Verificare con chi si condividono le proprie informazioni, controllare come viene visualizzato dagli altri il proprio profilo, e personalizzarne la visualizzazioni per specifici utenti.

4) Non effettuare il login al proprio account Google quando si va online, oppure utilizzare un motore di ricerca differente.

Se si sceglie di lasciare Google, si possono esportare dati personali come email da Gmail e file da Google Docs. Ciò richiede un po' di lavoro, ma permette di salvaguardare le proprie informazioni da Google.

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 18)


ioSOLOio
Direi di si...così come usare due istanze diverse di Firefox (vari modi possibili...da installazioni differenti, installazioni portable, utilizzi sandboxed...)
13-7-2012 11:23

PCMaster
Stavo pensando di utilizzare profili separati di Firefox (cosa che già utilizzo ordinariamente per atlri motivi, quindi basterebbe crearne un altro), dovrebbe sufficiente anche così, giusto?
20-6-2012 19:30


Benny
... e cancellando anche i cookies. Avevo tralasciato. Le opzioni sulla pubblicità le ho trovate in FF (che utilizzo a casa) ma non riesco a configurarle su Chrome (che uso al lavoro)
19-6-2012 17:43


Zeus
Basta che cancelli i cookie, o che specifichi alla rete pubblicitaria di non utilizzarli (tasto Adchoice o similare).
19-6-2012 17:12


Benny
Io invece utilizzo la webmail perché mi risultano odiosi i client... ogni volta che ne configuro uno ci metto una vita a trovare le impostazioni giuste (anche copiando la configurazione precedente) Altra cosa che ho notato, indipendente da Google (almeno credo), è che a volte visito siti di annunci on-line dopo di che ritrovo le mie... Leggi tutto
19-6-2012 16:58


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