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I cambiamenti climatici: l'aumento della temperatura causato dai gas serra può portare all'innalzamento dei mari e ad altre catastrofi, come inondazioni, siccità e tempeste.
I rifiuti tossici: dai pesticidi agli erbicidi fino alle scorie nucleari, tutti questi scarti hanno effetti dannosi sull'ambiente per molti anni dopo la loro produzione, contaminando acqua, aria e terra (e tutto quanto vi cresce).
L'impoverimento degli oceani: la pesca eccessiva ha decimato la fauna ittica, colpendo in particolare i grandi pesci predatori. A questa si aggiungono i rifiuti (specialmente in plastica) scaricati negli oceani e l'aumento dell'acidità dei mari.

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Acquisti online, più diritti per chi compra

Il nuovo Codice del Consumo aumenta la trasparenza e gli obblighi per chi vende, scongiurando le truffe e le attivazioni non richieste.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-06-2014]

codice consumo

Entrano in vigore da oggi le maggiori tutele previste dal nuovo Codice del Consumo per chi fa acquisti a distanza, sul web ma non soltanto.

Le novità previste dal decreto legislativo di febbraio che recepisce la direttiva 2011/83 dell'Unione Europea vengono finalmente applicate; far compere sui siti, via telefono o anche di persona ma lontano dai negozi, come nel caso dei contratti conclusi nelle case per la fornitura di gas o elettricità, diventa più sicuro.

La prima buona notizia per i consumatori è il raddoppio del tempo a disposizione per esercitare il diritto di recesso: passa infatti da 7 a 14 giorni, da calcolare dal giorno in cui viene concluso un contratto o in cui si entra in possesso di un bene.

Una volta informato il venditore della decisione di recedere dall'acquisto secondo le indicazioni offerte dall'apposito documento, ci sono 14 giorni di tempo (fino a oggi erano 30) perché il venditore stesso restituisca il pagamento e l'acquirente rispedisca il bene, integro o meno.

Se poi il venditore omette di ricordare al consumatore la possibilità di recesso entro 14 giorni, allora il tempo disponibile diventa di 90 giorni: fino a oggi era di 60 giorni.

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Altra novità interessante è la fine dei prezzi maggiorati per quanti scelgono di pagare tramite i vari strumenti a disposizione - come le carte di credito o i bonifici - anziché con i contanti: qualunque differenza di trattamento è esplicitamente vietata, e anche gli eventuali pagamenti supplementari per qualsiasi altro motivo devono essere autorizzati espressamente dal consumatore.

Sarà l'Antitrust a vigilare affinché tutte queste norme siano rispettate; chi non ottempererà potrà ricevere una sanzione fino a 5 milioni di euro.

Particolarmente utile per evitare le truffe in cui purtroppo capita di incorrere navigando nel web è l'obbligo di indicare chiaramente se un'offerta implica l'accettazione di un pagamento o la sottoscrizione di un canone di abbonamento. Per esempio, un pulsante che permetta di inoltrare un ordine deve contenere una dicitura del tipo «ordine con obbligo di pagare».

Le norme relative a questa parte servono anche a scongiurare le attivazioni non richieste: occorre l'esplicito consenso dell'utente prima di poter considerare concluso un contratto o venduto un prodotto per il quale sia richiesto un pagamento.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 10)

Se saranno più alti è tutto da vedere....se li alzano rischiano di non essere più competivi, e comunque i rialzi sarebbero per tutti...indistamente dal metodo di pagamento. Ammenochè non ci sia la clausola: "se paghi con X per te 0 spese di spedizione", come già alcuni fanno.
17-6-2014 21:40

Prezzi uguali con qualsiasi metodo di pagamento : Saranno adeguati ovviamente al più alto :!:
17-6-2014 16:30

Ma anche dovrebbero essere piu chiari quando li offrono...faccio un esempio...ho scaricato giorni fa un app per il meteo gratuita, mi dava i primi 3 giorni le previsioni in grande...in piccolo e in basso c'erano le previsioni dei successivi 3 giorni...per fortuna che ho guardato bene e che ci vedo bene, in caratteri micro c'era... Leggi tutto
17-6-2014 11:51

E quanti clienti sarebbero disposti a fare causa? Metti il caso di quei servizi che si attivano da soli sui cellulari, o per sbaglio... Si perché se esiste veramente questo diritto al recesso, perché non usufruirne anche in caso di errore? Quanti sarebbero disposti a fare causa, denuncia alla polizia postale per 5 euro sottratti da uno... Leggi tutto
17-6-2014 11:35

E' il fino a che non fa ben sperare... :?
16-6-2014 08:20

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