Ancora proposte di patteggiamento per il peer to peer

Continua l'offensiva delle major musicali: anche la Svizzera non è immune dal contagio e vengono usati metodi discutibili per colpire i trasgressori.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 22-05-2007]

music
Foto André Larsson

La "Federazione Internazionale dell'Industria Fonografica" con sede in Svizzera, lamentando un calo nella vendita dei CD del circa 40% negli ultimi sei anni, utilizza adesso un programma di scanning del web per rilevare gli indirizzi IP dei naviganti che utilizzano le reti peer to peer e poi li contatta privatamente proponendo un accordo economico per evitare la denuncia all'autorità giudiziaria.

Quelli che sono "beccati" sembra possano definire le pendenze mediante il pagamento di una penale di alcune centinaia di franchi in moneta locale e tre franchi per ogni opera scaricata, oltre a un altro migliaio di spese legali.

Stando alle notizie desunte dal responsabile della IFPI, in appena un mese sarebbero tuttavia state depositate circa 150 denunce, di cui una sessantina definite con un accordo stragiudiziale, mentre per tre si sarebbe giunti a una condanna penale.

Pur dissentendo con forza sia dalla "ratio legis" che dal metodo, occorre dire che gli Svizzeri fanno comunque onore al loro buon nome, sia per il rigore non tanto nel rispettare quanto nel far rispettare le leggi, sia per il fiuto per i buoni affari. Infatti, invece di viaggiare sul filo della Costituzione ricorrendo a una discutibile interoperabilità tra privati, forze dell'ordine, magistratura e Siae come da noi, i transalpini sniffano il web in modo probabilmente illegale, quindi propongono un accordo: o mangiare la loro minestra o provare ad adire il giudice togato.

Il sistema è tutto sommato pagante, in senso sia proprio sia figurato, visto che la soluzione proposta può rivelarsi anche abbastanza onerosa; né sembra poi condivisibile l'implicita affermazione che il calo nelle vendita sarebbe dovuto allo scambio illegale di opere protette da riserva di proprietà intellettuale.

Ma perché venga accettato il principio che le opere dell'ingegno sono di tutti e debbono essere liberamente fruibili in copia perché patrimonio dell'umanità, c'è ancora molta strada da fare; e tutta in salita.

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Commenti all'articolo (3)

Trovo che la parte della frase finale, evidenziata da me con il grassetto, valga tutto l'articolo. Leggi tutto
23-5-2007 10:37

{roberto}
la soluzione non passa sicuramente da "nasi" o da "minacce". Sorprende l'assordante silenzio dei governi a riguardo di questo mondiale fenomeno. (da qui) Leggi tutto
22-5-2007 23:29

visto che sistemi simili per sniffare la rete sono ormai all'ordine del giorno mi chiedo se poi questi non generino anche dei falsi positivi. Intendo dire che ogni tanto mi chiedo come venga visto il mio IP dal quale si scaricano svariati giga di roba ogni mese con il torrent, ma se poi vai a vedere scarico solo delle gran distribuzioni... Leggi tutto
22-5-2007 20:41

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