L'Unione Europea boccia la "dottrina Sarkozy"

L'Europarlamento ha eliminato dal "pacchetto Telecom" le proposte della Francia contro il p2p e per la trasformazione dei provider in cyberpoliziotti.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-09-2008]

Europarlamento boccia dottrina Sarkozy telecom
Foto di Uwe Bumann

La Dottrina Sarkozy non è passata: non ci sarà nessun metodo dei tre schiaffi per gli utenti, nessuna trasformazione dei provider in cyberpoliziotti, nessuna negazione dei diritti di accesso a Internet.

Il Pacchetto Telecom è stato purificato ed epurato delle norme più temute grazie a una serie di emendamenti posti a salvaguardia dei diritti e delle libertà dei navigatori.

Come in molti avevano chiesto, tra cui Jérémie Zimmermann di laquadraturedunet, i parlamentari europei hanno eliminato le regole che avrebbero dovuto porre fine al peer to peer e bocciato in pieno la proposta della Francia, cui spetta la presidenza di turno dell'Unione Europea.

È una buona notizia per tutti coloro che usano i software di condivisione p2p: non si tratta di difendere la diffusione di materiale illegale, ma di permettere che gli utenti possano usare gli strumenti esistenti senza che i provider siano costretti a sorvegliarli e senza sanzioni del tutto sovradimensionate rispetto alle infrazioni, come invece avrebbe voluto Nicholas Sarkozy.

Secondo il presidente francese, gli utenti che avessero condiviso illegalmente dei file avrebbero dovuto essere avvertiti due volte e poi, se ancora recidivi, cacciati dalla Rete.

Il compito di sorveglianza sarebbe spettato ai provider, trasformati in poliziotti della Rete: avrebbero dovuto conservare i dati relativi al traffico generato dai propri clienti e collaborare attivamente alla caccia al condivisore.

Tutto questo non sarà più possibile e, cosa più importante ancora, prima di poter comminare sanzioni a un utente che violi le norme occorrerà l'ordine di un magistrato e solo le istituzioni potranno farlo, non i provider.

Inoltre, le punizioni dovranno essere commisurate alle infrazioni: non si potrà privare qualcuno dell'accesso a Internet solo perché ha condiviso un mp3, come qualcuno avrebbe voluto.

Il merito di aver convinto il Parlamento a decidere in questo senso va anche alla relatrice, Catherine Trautmann, che in mail rivolta agli eurodeputati ha definito l'accesso alla Rete un diritto fondamentale dell'individuo: nessuno può esserne privato senza la decisione degli organi giudiziari.

Chi fremerà di rabbia, oltre al presidente francese, saranno le major e le associazioni discografiche, che contavano di avere mano libera nello spiare i navigatori e privarli della connessione al primo accenno di uso del p2p.

La dottrina Sarkozy potrà tornare in vita, riproposta più avanti? Possibile e forse anche probabile, ma è estremamente difficile che accada prima della scadenza del semestre di presidenza della Francia (la fine di quest'anno), Paese che come si può intuire più di ogni altro premeva per l'approvazione.

Nel 2009 la presidenza dell'Unione Europea passerà alla Svezia, che ha già fatto sapere di avere ben altro di cui occuparsi.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (2)

direi!!! Leggi tutto
26-9-2008 14:21

Infatti il P2P è un semplice metodo per condividere files legali, se poi c'è gente sprovveduta che lo usa diversamente che, come non è giusto che questo gravi sulle persone oneste. Un paragone? Una gioielleria è un attività soggetta a furti e cosa si fa? Si chiude la gioielleria? Per il P2P secondo me è stata la decisione giusta quella... Leggi tutto
25-9-2008 23:29

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