In prova: Buffalo Ultra Fast Mini Station DDR

IL TEST DI ZEUS - Un hard disk esterno USB 3.0 tanto veloce da gareggiare con le unità SSD.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 06-10-2014]

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Allo stato attuale, se gli hard disk esterni non sono ancora stati soppiantati dalle unità SSD è soprattutto perché, a parità di capienza, queste ultime hanno un prezzo superiore.

Tuttavia, le SSD possono vantare velocità di lettura e scrittura decisamente migliori rispetto ai tradizionali dischi rigidi.

Per venire incontro a chi si desidera ampio spazio di archiviazione ma anche elevate velocità, Buffalo ha lanciato la linea di hard disk esterni da 2,5 pollici USB 2.0/3.0 Ultra Fast MiniStation DDR che promette di raggiungere una velocità in scrittura pari a ben 400 Mbyte al secondo e in lettura superiore a 330 Mbyte al secondo.

Può sembrare curioso che la velocità di scrittura sia superiore a quella in lettura, ma il funzionamento peculiare di questo prodotto spiega perché le cose stiano così.

La sua particolarità sta infatti nell'abbinare un disco rigido da 500 Gbyte o 1 Tbyte a 1 Gbyte di DRAM DDR 3 che funge da cache: in tal modo i dati non vengono scritti direttamente sul disco come avviene normalmente (in questo scenario, i pochi Mbyte di memoria che ogni hard disk integra non sono significativi) ma vengono salvati prima nella RAM, notoriamente più veloce degli hard disk.

In lettura, i dati vengono prima caricati nella RAM, in modo da consentire un accesso più rapido ai grandi file; sempre nella RAM vengono mantenuti i file cui si accede più di frequente. Il risultato è un miglioramento sensibile nelle prestazioni.

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Abbiamo provato la versione da 500 Gbyte del prodotto di Buffalo.

L'unità arriva all'interno di una scatola che contiene anche un cavo USB 3.0, la garanzia e una Quick Setup Guide che consiste soltanto in un piccolo foglietto, il quale indica come collegare il disco al PC e fornisce l'URL per scaricare dal sito di Buffalo alcuni software di utilità.

Il disco ha l'aspetto di un piccolo "mattoncino" che misura 81 x 18 x 133 millimetri e pesa circa 250 grammi; l'aspetto è curato e le finiture sono piacevoli.

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Nelle vicinanze del connettore USB c'è un piccolo adesivo che informa - in inglese - sull'importanza di non disconnettere l'unità fino a che i LED della cache sono accesi.

In effetti immediatamente al di sopra dell'adesivo vi sono quattro LED che s'illuminano di bianco quando la RAM che funge da cache è in uso; maggiore è il numero di LED accesi, maggiore è la quantità di RAM impegnata.

Il motivo dell'avviso stampato sull'adesivo è ovvio: la RAM mantiene i dati soltanto finché è alimentata, dunque occorre aspettare che i LED siano spenti prima di scollegare il disco. Solo a quel punto potremo star certi che la cache è stata svuotata e che i dati sono al sicuro sui piatti dell'hard disk.

Dato che però gli utenti sono notoriamente portati a ignorare le avvertenze, Buffalo ha inserito anche una piccola batteria interna agli ioni di litio che serve a evitare le perdite di dati in caso di disconnessione improvvisa.

Ti invitiamo a leggere la pagina successiva di questo articolo:
Buffalo Mini Station, i benchmark

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Commenti all'articolo (5)


Molto probabilmente il SO impiegato è a 64 bit, ma.... quale S.O.? La crocetta nel rettangolino rosso degli screenshot mi fa pensare.... non bene :twisted:
3-11-2014 19:49

Direi che per effettuare backup di grosse quantità di dati non convenga la spesa da affrontare per un'unità come questa che è almeno doppia rispetto ad altre unità di pari dimensione, diverso il discorso per un'uso quotidiano con trasferimenti di file di dimensioni medio piccole in cui una cache di 1 giga potrebbe veramente fare la... Leggi tutto
12-10-2014 13:56

Cambia poco se per trasferire giga e giga di foto ci metti 58 secondi anziché 60. Nell'utilizzo quotidiano, fa invece molta differenza avere un hard disk velocissimo per i piccoli trasferimenti di file.
7-10-2014 09:37

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