La Nasa studierà Venere dall'alto, con dei dirigibili

Il progetto Havoc creerà una città tra le nuvole del pianeta.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-12-2014]

Cloud City

Quando si parla di esplorare altri pianeti, generalmente il pensiero corre a Marte; la Nasa, però, si sta interessando sempre più a Venere.

Certo ci sono degli ottimi motivi per interessarsi a Marte, a partire da una temperatura glaciale ma non eccessivamente bassa rispetto ad altri pianeti (-63 gradi Celsius), passando per l'ipotizzata presenza di grandi masse di acqua ghiacciata ai poli e arrivando a una composizione chimica dell'atmosfera non eccessivamente diversa da quella terrestre.

Anche Venere offre però caratteristiche interessanti: ha massa, dimensioni, gravità, densità e composizione simili a quelle della Terra.

Il problema è che è anche il pianeta più caldo del sistema solare: sulla superficie la temperatura arriva a 465 gradi Celsius; inoltre la densa atmosfera è popolata di nubi di acido solforico, e la pressione sulla superficie è 90 volte quella terrestre.

La Nasa ha però ideato una soluzione concettualmente semplice (metterla in pratica, poi, è un altro discorso): realizzare un insediamento che "galleggi" al di sopra delle nubi di Venere, a 50 km dalla superficie, dove la pressione è di appena 1 atmosfera e la temperatura di soli 75 gradi Celsius.

In quella posizione ci sarebbe abbondanza di energia solare (molto più che su Marte) e un quantitativo di radiazioni analogo a quello che colpisce ogni giorno il Canada.

Il progetto, tuttora allo stadio di "studio di fattibilità", si chiama High Altitude Venus Operational Concept (Havoc), secondo quanto riporta Ieee Spectrum, e si dovrebbe svolgere in più fasi.

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Nella prima fase, una missione completamente automatizzata dovrebbe raggiungere Venere per valutare da vicino le condizioni del pianeta; quindi, una seconda missione, condotta da personale umano, si stabilirebbe in orbita per 30 giorni.

Infine, una terza missione passerebbe 30 giorni nell'atmosfera del pianeta, preparando l'habitat per ulteriori missioni che potranno durare anche un anno, e magari costruire un insediamento permanente, una struttura che agli amanti della fantascienza non potrà non ricordare la Cloud City di Guerre Stellari.

La missione robotica - la prima a raggiungere l'atmosfera di Venere - verrebbe condotta dall'interno di un "dirigibile" alimentato a energia solare, con il pallone riempito di elio; l'aeronave sarebbe lunga 31 metri.

La prima missione umana in atmosfera adopererebbe invece un dirigibile analogo ma di dimensioni maggiori: dovrebbe essere lungo quasi 130 metri.

In entrambi i casi la parte superiore del pallone sarebbe coperta di pannelli solari, mentre nel veicolo posto sotto di esso troverebbero spazio i macchinari e, nella missione con personale umano, gli alloggi e le stanze comuni.

Ovviamente, prima di arrivare a questo punto ci sono ancora diversi problemi da risolvere: per esempio bisogna capire come fare per mettere in posizioni le aeronavi, che dovrebbero essere trasportate "impacchettate" fino a Venere e poi "aperte" e riempite di elio una volta giunte sul posto.

I problemi di un trasporto in sicurezza riguardano naturalmente anche l'equipaggio umano: il lavoro da fare è ancora parecchio.

HAVOC 2

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (4)

Giusto, se ci saremo ancora... :roll:
27-12-2014 14:47

Ne riparliamo tra 35 anni. Quando dicono che dovremmo essere diventati 9,5 miliardi sulla Terra. Se ci saremo ancora. :roll: Comunque, il progetto è carino. :D
27-12-2014 13:46

Ed è per questo che, cito dall'articolo, la NASA intende: Leggerlo tutto l'articolo prima di scrivere no eh? :wink: In ogni caso penso che siamo ancora mooolto lontani da poter pensare di realizzare un progetto del genere, sempre che saremo mai in grado di farlo... Leggi tutto
26-12-2014 16:38

{lupopz}
che strunzata, è pure scritto, le nubi di venere sono corrosive!
26-12-2014 09:29

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