A cosa serve realmente la rimozione sicura dei dispositivi?

La manfrina della rimozione sicura delle chiavette USB e dei dischi rigidi esterni è davvero necessaria?



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-07-2015]

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È una di quelle domande che tutti si pongono mentalmente ma che molti non osano formulare pubblicamente per paura di fare brutta figura: ma la manfrina della rimozione sicura delle chiavette USB e dei dischi rigidi esterni è davvero necessaria?

Capita spesso, infatti, di rimuovere fisicamente di fretta uno di questi dispositivi dal computer senza passare dall'icona di rimozione sicura, eppure non succede nulla di male. Allora come stanno le cose?

La rimozione sicura è una compagna degli informatici sin dalla preistoria dei computer. Per tradizione, i sistemi operativi gestiscono i dispositivi di memoria di massa (all'epoca principalmente dischi e dischetti) presumendo che non spariscano di botto mentre è in corso una lettura o scrittura di dati su di essi.

Ai vecchi tempi c'era addirittura un sensore meccanico che rilevava la presenza del disco o dischetto e alcuni computer, per esempio i Mac, bloccavano meccanicamente la rimozione del disco se non veniva dato un apposito comando.

Ma i dischi e le chiavette USB di oggi non hanno nessun meccanismo di blocco e l'utente può quindi toglierli da sotto il naso del sistema operativo. Che succede in questo caso? Se è in corso una scrittura o una lettura, ovviamente non verrà completata.

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A questo punto dipende da quanto è furbo il sistema operativo o il programma che stava leggendo o scrivendo: a volte va tutto bene, ma a volte si perdono dati in modo irrecuperabile.

Sembrerebbe abbastanza facile capire quando è in corso una lettura o scrittura, ma c'è il problema che molti sistemi operativi fanno di norma scrittura differita per migliorare le prestazioni, per cui quando si dà il comando di salvare un file molto grande, per esempio, in realtà il salvataggio viene scritto su disco più tardi, un po' per volta.

Inoltre è sempre più diffusa la prassi di indicizzare (catalogare) il contenuto del disco rimovibile, approfittando dei tempi morti del computer e dell'utente per scrivere su di esso dei dati di gestione, per cui può capitare che sia in corso una scrittura anche se l'utente non sta facendo nulla.

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Stacca la chiave usb senza la rimozione sicura dell'hardware e fa esplodere il condominio

La rimozione sicura dice al computer di finire tutte le operazioni di scrittura in corso, senza differirle, e avvisa tutte le applicazioni del fatto che il disco sta per essere rimosso e che quindi devono concludere le proprie attività sul quel supporto.

Il risultato di tutto questo è che se state soltanto leggendo file probabilmente potete fare a meno della rimozione sicura, mentre se state scrivendo su un dispositivo esterno non è il caso di rischiare e conviene passare da questa procedura, tenendo d'occhio la spia luminosa del dispositivo che indica tramite lampeggiamento che è ancora in corso dell'attività di scrittura o lettura.

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Paolo Attivissimo

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Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 31)

No, "dare per scontato" significa "dare per certo", "considerare già accertato", "ritenere universalmente noto". Mauro Leggi tutto
27-7-2015 13:33

no lo so,ma io ho brucciato 2 chiavette de la 3 cosi!
27-7-2015 10:10

Beh no, dai, quello è stato solo un "fuori onda", in realtà sostanzialmente si parlava di memorie di massa, implicitamente di pendrive. Non ho esperienza diretta di quelle preistoriche chiavette: quando sono fuori con il notebook ho con me in un taschino un minuscolo routerino 3G wi-fi portatile. Ma ho un'esperienza... Leggi tutto
27-7-2015 02:38

Ah, tipo € 9,90 invece di € 12,90... Capito. Leggi tutto
27-7-2015 02:21

Scusa,ma prova a fare lo stesso con una chiavetta internet,non parlavamo solo di memory stick,ma di tutti i dispsositivi usb Leggi tutto
26-7-2015 14:58

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