Automatic Content Recognition è il colpevole

Smart TV che fanno la spia mandando screenshot di quello che guardiamo.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-04-2025]

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Smart TV che fanno la spia mandando screenshot di quello che guardiamo

Se avete una Smart TV, uno di quei televisori ultrapiatti che si collegano a Internet, probabilmente ogni volta che lo usate per guardare qualcosa siete in compagna di un ospite non invitato.

Questo ospite si chiama ACR, che sta per Automated Content Recognition o "riconoscimento automatico dei contenuti". È un software, integrato nel televisore, che raccoglie dati su tutto quello che guardate e li manda a un archivio centrale per identificare cosa state guardando e mandarvi pubblicità personalizzate. La sua esistenza non è un segreto in senso stretto, ma i fabbricanti di televisori non si sforzano molto per farla conoscere al consumatore medio.

Questo ACR effettua continuamente delle catture dello schermo, degli screenshot, di quello che state vedendo; lo fa con qualunque cosa venga mostrata sullo schermo, quindi non solo programmi di canali televisivi ma anche Blu-Ray, sessioni di videogioco, video personali e schermate di lavoro per chi, come me, usa una Smart TV come monitor gigante per il proprio computer. Ne fa veramente tante, di queste catture: fino a 7200 ogni ora, ossia circa due al secondo.

Queste catture vengono elaborate per crearne una sintesi, una sorta di impronta digitale [fingerprint in inglese] che viene confrontata con un enorme archivio di contenuti video di vario genere, compresi gli spot pubblicitari. Quando viene trovata una corrispondenza, il sistema deduce che state guardando quel contenuto e avvisa i gestori del servizio, che possono vendere quest'informazione a scopo pubblicitario o per proporre contenuti a tema. Queste vendite rappresentavano, nel 2022, un mercato che valeva quasi venti miliardi di dollari ed è in continua crescita.

I fabbricanti che partecipano al sistema ACR sono fra i più blasonati: nomi come Roku, Samsung, LG, Sony, Hisense e tanti altri. Non è un sistema particolarmente nuovo, perché esiste almeno dal 2011. E funziona molto bene, almeno dal punto di vista di chi lo vende: a novembre 2021, uno di questi fabbricanti di Smart TV, Vizio, uno dei più importanti negli Stati Uniti, ha guadagnato dalla vendita dei dati dei propri clienti più del doppio di quello che ha ottenuto dalla vendita degli apparecchi televisivi [The Verge; Vizio].

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Non è proprio legale... ma le sanzioni sono irrisorie

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Paolo Attivissimo

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 23)

Infatti su questo contano oltre ad annidare i punti più critici delle finalità in un legalese criptico e ben dissimulato che aiuta gli utenti ad accettare tutto in modo sbrigativo pur di andare oltre. Leggi tutto
15-7-2025 19:07

Il consenso, dato che esiste un profilo penale, non può essere implicito ma deve espressamente dichiarare tutte le finalità. il problema e che quasi tutti comprano il televisore, lo montano a casa e poi accendono e fanno accetta sulle varie schermate, perché se leggessero dovrebbero rimanere tutti senza tv.... Leggi tutto
15-7-2025 19:03

In effetti questo è il metodo più sicuro che possono utilizzare per evitare p, quantomeno ridurre al minimo, disastrose cause e pericolosissime impopolarità. Leggi tutto
14-6-2025 15:33

E chi le paga? Il produttore? E se lo scoprono (impossibile nasconderlo a qualche geek con un apparato ben attrezzato), chi ripagherà le mostruose cause per violazione della privacy, finanche allo spionaggio, di cui saranno sommersi? Per non citare il fatto che se scoppiasse un simile scandalo, il fallimento sarebbe questione di minuti,... Leggi tutto
12-6-2025 10:30

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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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