Wine supera gli ostacoli tecnici dell'installer Creative Cloud.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 20-01-2026]

L'installazione di Adobe Photoshop su Linux non è più un esperimento per appassionati: una serie di patch mirate per Wine ha rimosso gli ultimi ostacoli tecnici che impedivano all'installer di Creative Cloud di funzionare correttamente, aprendo la strada all'esecuzione stabile delle versioni 2021 e 2025 del software. Il problema principale non era Photoshop in sé, ma il flusso di installazione imposto da Creative Cloud. L'installer dipende da componenti Windows come MSHTML e MSXML3, fondamentali per il rendering dell'interfaccia e la gestione dei file di configurazione. Wine non era in grado di interpretare correttamente queste chiamate, causando crash già nelle prime fasi dell'installazione.
Lo sviluppatore indipendente noto come PhialsBasement ha individuato e corretto le incompatibilità legate alla gestione di JavaScript e XML, replicando il comportamento di Internet Explorer 9, che l'installer Adobe utilizza come riferimento interno. Le patch hanno permesso di superare il blocco storico che impediva l'avvio dell'installer, rendendo possibile l'installazione completa delle versioni moderne di Photoshop. Secondo le informazioni pubblicate, Photoshop 2021 risulta già eseguibile in modo fluido, con un comportamento definito «robusto» dallo sviluppatore. L'unico problema segnalato riguarda il drag‑and‑drop, ma PhialsBasement ipotizza che si tratti di un problema legato a Wayland. Pur installandosi correttamente, Photoshop 2025 necessita ancora di ulteriori test per verificarne la stabilità operativa.
Il risultato rappresenta un passo significativo per l'adozione professionale di Linux. L'assenza della suite Adobe costituisce un ostacolo strutturale per grafici, fotografi e studi creativi che volessero passare a Linux, costretti a mantenere sistemi Windows o macOS per esigenze di compatibilità. Pur valide, le alternative open‑source non hanno mai raggiunto la piena equivalenza funzionale con Photoshop nei flussi di lavoro avanzati. La patch non risolve proprio tutti i problemi: l'esecuzione di Creative Cloud rimane complessa e non è ancora garantita la compatibilità con tutte le applicazioni della suite. Tuttavia, la possibilità di installare e avviare Photoshop senza ricorrere a macchine virtuali rappresenta un cambiamento sostanziale rispetto al passato.
L'implementazione delle patch richiede una versione modificata di Wine, non ancora integrata nei rami ufficiali. Ciò significa che gli utenti interessati devono compilare manualmente il software o utilizzare repository non standard, con le comprensibili implicazioni legate alla stabilità e alla sicurezza. La comunità di Wine sta però già discutendo l'inclusione delle modifiche nelle future release ufficiali. Il lavoro di PhialsBasement ha attirato l'attenzione anche per la rapidità con cui ha affrontato problemi considerati irrisolvibili per anni. La gestione delle chiamate MSHTML e MSXML3 era stata più volte indicata come uno dei limiti strutturali di Wine, poiché richiedeva una compatibilità profonda con componenti proprietari di Windows. Le patch dimostrano che un approccio mirato può aggirare tali limiti senza violare licenze o reverse engineering non consentito.
Ora che versioni molto recenti di Photoshop possono finalmente essere installate, il prossimo passo è verificare la stabilità del software in scenari reali: gestione di file di grandi dimensioni, utilizzo intensivo di plugin, accelerazione GPU e integrazione con strumenti esterni. Se i test confermeranno la solidità dell'approccio, Linux potrebbe diventare una piattaforma più credibile anche per i professionisti che finora non hanno potuto abbandonare Windows o macOS.
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