Cassandra Crossing/ Perché l'incontro tra Robotica e LLM ha attivato un'esplosione cambriana nascosta di nuove armi autonome? E cosa c'entra in tutto questo il cubo di Rubik?
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 22-04-2026]

L'anno scorso Cassandra aveva letto un articolo su Wired che dava conto di un nuovo record del mondo (del Guinness dei Primati). Si dava conto che alla Purdue University a giugno del 2025 un robot specializzato aveva battuto il record di velocità per la soluzione di un cubo di Rubik, stracciando il precedente record "robotico", detenuto dal 2024 da Mitsubishi Electric, che era di 305 millisecondi, tre decimi di secondo. Il nuovo record è di 103 millisecondi, un decimo di secondo.
Ora per comprendere l'impatto delle cose nuove con la realtà, bisogna non pensare solo ai numeri o ai record, ma alle loro relazioni con le cose più comuni e normali. Un decimo di secondo significa che è impossibile riprendere l'evento con una normale cinepresa, perché si vedrebbero solo il fotogramma iniziale e quello finale, certamente molto, molto mossi. Anche se si tratta di un gioco, parliamo di capacità così sovrumane da dare da pensare. Meccanismi automatici che agiscono sul mondo fisico, facendo le stesse cose che potremmo fare noi, solo in modo, appunto, sovrumano. Parentesi: meno male che li controlliamo noi... forse.
La disciplina sportiva dei solutori del cubo di Rubik si chiama Speedcubing, e il record (umano) del mondo, detenuto da un bambino di 7 anni, è di ben 2,76 secondi. Consideriamo che si tratta del solo tempo di esecuzione, perché il cubo viene guardato prima con calma e poi risolto. Il robot, invece, in quei miseri 103 millisecondi ha fatto ambedue le cose. Parentesi: abbiamo dovuto usare la locuzione "record umano"; pensateci...
Trenta volte più veloce del più veloce umano, la stessa differenza che c'è tra una passeggiata e una Formula 1 lanciata in rettilineo. Parlare di capacità sovrumane non è un'esagerazione, anzi, forse è un termine riduttivo. Ora i 24 incerti lettori diranno «Ma dove vuole andare a parare? I record sono praticamente una cosa di tutti i giorni». È giusto: la tesi di questa esternazione infatti è che la robotica, anche quella giocosa che risolve il cubo di Rubik, trascende ormai le capacità umane in maniera sistematica e schiacciante. E non basta dire che questo è successo anche con l'avvento delle scavatrici rispetto agli sterratori, e che non deve sorprendere. La robotica sovrumana, non quella umanoide e coccolosa, è la seconda metà di tutte le future armi autonome letali. E gli LLM, non c'è nemmeno bisogno di dirlo, sono la prima metà, quella che fino a tre anni or sono mancava, necessaria per avere armi contemporaneamente autonome e sovrumane.
Ben prima dell'avvento degli LLM Cassandra aveva profetizzato che le LAWS erano già tra noi, se non altro nei laboratori di ricerca militare, perché per ottenere un'arma autonoma bastava semplicemente cambiare il firmware a un benevolo automa lavoratore o a un sistema d'arma di tipo passivo. Ma oggi possiamo facilmente fare di più e meglio. Basta aumentare, se necessario, le capacità informatiche di un sistema d'arma, e dotarlo di un nuovo software che utilizzi gli LLM per mimare le capacità umane di linguaggio, sia in input che in output; mimare cioè quelle interazioni umane, realizzate in linguaggio naturale, che normalmente fanno parte del loop di autorizzazione di qualsiasi sistema d'arma.
Ecco che l'uomo può essere facilmente rimosso dal loop di comando, e il sistema d'arma diventa completamente autonomo. A questo punto Cassandra prevede due obiezioni; e le tratterà subito.
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L'etica delle IA e l'umano nel loop
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