IA, 18 Paesi firmano le linee guida per lo "sviluppo sicuro"

C'è anche l'Italia, che insieme a Francia e Germania ha anche già sottoscritto un codice di autoregolamentazione per gli sviluppatori.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-11-2023]

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C'è anche l'Italia tra le 18 nazioni che hanno firmato le Linee guida per lo sviluppo sicuro dei sistemi di IA, pubblicate il 27 novembre.

Si tratta di un accordo che indica vari principi da rispettare nello sviluppo delle intelligenze artificiali, affinché siano realizzate «in un modo che tenga gli utenti e il grande pubblico al riparo dagli abusi».

Nel corso delle 20 pagine viene ampiamente affrontata la possibilità che le IA vengano violate da hacker, e sono fornite raccomandazioni circa i test da adottare prima che i modelli siano resi pubblici, in modo da minimizzare i rischi già in fase di progettazione e ben prima che i prodotti raggiungano gli utenti.

L'accordo - come ci si poteva aspettare - non è vincolante e non prende in considerazione alcuni punti che pure negli scorsi mesi hanno generato parecchie discussioni, come le modalità di raccolta dei dati che poi sono usati per addestrare i modelli.

Si tratta di un argomento sul quale presto o tardi le autorità di regolamentazione o i legislatori dovranno comunque intervenire, considerate le controversie - in particolar modo circa la privacy e la proprietà intellettuale - che la raccolta dei dati, in particolare per le IA che generano immagini, ha già causato.

Al di là di ciò, le Linee Guida puntano a stimolare il senso di responsabilità degli sviluppatori di IA nei confronti del loro lavoro, affinché «prendano decisioni informate sulla progettazione, lo sviluppo, la distribuzione e il funzionamento dei sistemi di IA».

Dal punto di vista del nostro Paese, l'apposizione della firma a questo documento è un tassello nel piano più generale avviato insieme a Francia e Germania al fine di regolamentare lo sviluppo delle intelligenze artificiali già una decina di giorni fa con la sottoscrizione di un codice di autoregolamentazione, informalmente noto come «AI Act».

Detto codice prevede che chi sviluppa i modelli metta innanzitutto a disposizione tutte le informazioni riguardanti la creazione e il funzionamento dei modelli stessi, comprese «capacità e limiti»; un'autorità statale dovrebbe quindi provvedere a verificare che lo sviluppo sia condotto all'interno di quelle specifiche, indicate in fase di progettazione.

Nella fase iniziale, non sono previste sanzioni per chi non rispetti questo modo di procedere, ma la situazione potrebbe cambiare in seguito, soprattutto se vengono rilevate più violazioni successive del codice di condotta.

«Dobbiamo regolamentare le applicazioni e non la tecnologia» - ha dichiarato il Ministro tedesco per gli Affari Digitali - «se vogliamo giocare nella serie A dell'Intelligenza Artificiale a livello mondiale».

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Commenti all'articolo (4)

Quindi, almeno per ora, carta straccia o, al massimo, un penoso fate i bravi se potete... :roll: Leggi tutto
29-12-2023 17:27

Si, ma l'emissario è arrivato su una vagonata di soldi :twisted: :evvai:
1-12-2023 14:54

{eurosmoke}
«se vogliamo giocare nella serie A dell'Intelligenza Artificiale a livello mondiale». La piccola europa, ultra-burocratica e affossa-aziende (e famiglie) vuole «giocare in serie A». L'unica cosa che sanno fare è regolamentare quello che gli altri producono. Che venditori di fumo.
30-11-2023 09:38

...poi arriva un emissario da Riad e quattordici cambiano idea. :complimenti:
29-11-2023 15:26

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