Zeus News è un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell'informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile: non è un semplice amplificatore di comunicati stampa ma riserva ampio spazio ai commenti e alle riflessioni, proponendosi quale punto di osservazione libero e indipendente.
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Il consiglio di Zeus
Il primo fu il Kindle di Amazon, costoso e poco attraente, seguito da un restyling più sottile e capiente giunto anche nel nostro Paese e causa di un nuovo tipo di pirateria, quella dei libri elettronici; presto sarà aperto ad applicazioni di terze parti.
Poi Fujitsu lanciò Flepia, l'e-reader a colori, Asus annunciò l'Eee Reader touchscreen, LG presentò il lettore a energia solare e Google, entrata nel mercato degli e-book, si accordò con Sony regalandole mezzo milione di libri.
Ultimo è arrivato l'Apple iPad, comprensivo di un chip per il Trusted Computing che aumenterà le già presenti polemiche su censura e copyright; l'iPad ha portato a un aumento nei prezzi degli e-book e ha spinto Amazon a ideare una nuova generazione di Kindle touchscreen, in attesa dell'e-reader flessibile.
Una suite di programmi che supporta ben cinque lingue e permette di tradurre singole parole, parti di testo, documenti di Office e intere pagine Web.
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Un netbook robusto pensato appositamente per gli studenti e dotato di una tastiera che rende piacevole la digitazione.
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Un Nas adatto per l'uso domestico che, grazie alla tecnologia EasySwap e al pannello Lcd semplifica la sostituzione dei dischi e il controllo delle impostazioni.
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Un router Wi-Fi "n" dotato di porta Usb 2.0 per trasformare qualunque disco esterno in un Nas.
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Una fotocamera compatta da 12 megapixel di facile utilizzo e con zoom ottico 5x. Funzione EasyShare per uploadare foto e video su YouTube premendo un pulsante.
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La Francia e la Svezia furono le prime a muovere contro The Pirate Bay, ma ben presto singoli artisti, come Micheal Jackson, si unirono ai tentativi di chiusura. E mentre la Baia creava il blog non censurabile, la Svezia dava il via libera alla Legge Orwell per monitorare tutte le comunicazioni.
Infine è arrivata l'Italia quando il Pm di Bergamo ha imposto ai provider di oscurare e poi dirottare il sito, scatenando le proteste di Aduc in particolare contro Fastweb. Ancora più inquietante il diritto arrogatosi dai discografici di leggere e manipolare i cookie degli utenti loggando gli indirizzi Ip e identificando i visitatori contro il parere del Garante.
La Cassazione ha ritenuto legittimo il sequestro del 2008, perché il sito violerebbe le leggi sulla proprietà intellettuale anche se non è più nemmeno un tracker BitTorrent: e così ha inizio un nuovo oscuramento della Baia.
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Concorrenza sleale tra Telecom e Tin.it?Una lettera su un caso molto comune di concorrenza tra i due Internet provider. [ZEUS News - www.zeusnews.com - 28-05-2003] Pino Bruno, importante giornalista specializzato in divulgazione telematica ci ha scritto una lettera su un caso comune, certamente, a moltissimi altri utenti di Internet.
Cari Amici,
Sappiamo che lei è abbonato al servizio Adsl di Tin.it mi ha detto, e le proponiamo di passare ad Alice con un congruo sconto. Lei non deve fare nulla, ha proseguito, perché la modifica contrattuale e le procedure tecniche saranno gestite direttamente da noi. Deve soltanto inviare un fax al numero xxxx, per disdire l'abbonamento con Tin.it. Allettato dallo sconto sul canone - circa venti euro a bolletta - dico di accettare con riserva. Il 22 maggio ricevo a casa una comunicazione ufficiale di Telecom-Alice con user-id e password per perfezionare il passaggio al nuovo Provider. Prima di agire, però, chiamo il 187 e scopro che il passaggio è indolore dal punto di vista tecnico, ma intanto non c'è la contestuale migrazione dei precedenti account di posta elettronica di Tin.it verso Alice. Chiamo allora il customer service di Tin.it. Non ne sanno nulla. Confermano che nel passaggio perderei i miei vecchi account di e-mail e che dovrei comunque pagare il canone Tin.it fino alla scadenza naturale del contratto. Nel mio caso è ottobre. Per fortuna non ho spedito il fax di disdetta! Sarei stato costretto a pagare, sia pure per qualche mese, un doppio abbonamento per lo stesso servizio Adsl! Naturalmente non ne ho fatto nulla e ho deciso di restare con Tin.it.
Aldilà dell'esperienza personale, alcune considerazioni: Telecom Italia ha fatto un uso per lo meno leggero, se non spregiudicato, delle informazioni personali che mi riguardavano. Una violazione della privacy? Quasi certamente. Inoltre mi chiedo e vi chiedo: è corretto questo comportamento commerciale ai danni di un altro provider, per di più dello stesso gruppo aziendale?
Risposta
Caro Pino,
Il problema è che Tin.it. che dovrebbe e potrebbe ricorrere all'Authority contro Telecom Italia per concorrenza sleale non lo farà, perché Tin.it appartiene a Seat-Pg che è di proprietà di Telecom Italia e anche dopo la scissione di Seat in due aziende (ed una, quella che si occupa degli elenchi telefonici, sarà presto venduta) le attività Internet rimarranno a Telecom Italia e, probabilmente, nel giro di 1-2 anni il marchio Tin.it sparirà e ci sarà solo Alice di Telecom Italia, che si potrà permettere maggiori economie di scala nella promozione e nell'assistenza. D'altra parte fino al 1998 era così: Alice non esisteva e Tin.it non era una società a sé stante ma la linea Internet di Telecom Italia. Quindi si tratta di una concorrenza sleale "autorizzata e controllata" dallo stesso unico Gruppo, che danneggia principalmente i piccoli azionisti di Seat che non siano contemporaneamente azionisti di Telecom Italia. L'unica cosa che può fare un cliente è chiedere a Telecom Italia, in base alla legge sulla privacy, di non ricevere offerte pubblicitarie e di non passare i suoi dati a terzi(basta chiamare il 187 e chiederlo all'operatrice). Certamente un altro gestore, Wind piuttosto che Fastweb potrebbe contestare questo passaggio di informazioni che nei loro confronti, invece, non avviene. Lo hanno già fatto in passato chiedendo che i dati sul traffico e sul passaggio di un cliente da un gestore all'altro non venissero comunicati dalla linea Rete di Telecom Italia alle linee commerciali, anzi avevano chiesto addirittura la separazione della Rete dalla Telecom commerciale. L'Authority ha già censurato questo passaggio di informazioni come concorrenza sleale, ha chiesto che non avvenga più e ha multato Telecom Italia e potrebbe farlo ancora. E' possibile anche che Telecom Italia sia in futuro più accorta e, pur continuando a passare le informazioni, imponga ai suoi addetti di fare promozioni sui clienti in base ai dati ma senza far capire troppo chiaramente che il cliente è osservato e monitorato. Il fatto poi che Telecom Italia conceda ai suoi clienti l'uso di una casella e-mail Tin.it (compresa negli abbonamenti Alice) che però non può essere la stessa casella e-mail Tin.it già utilizzata dal cliente è un'assurdità burocratica, che testimonia come le aziende quando devono fare i propri interessi sono molto flessibili (se non spregiudicate) ma lo sono molto meno se si tratta di agevolare un cliente che in questo caso avrebbe dovuto pagare un doppio abbonamento se non voleva perdere l'uso di un indirizzo e-mail, probabilmente, già molto conosciuto.
I commenti dei lettori[1] ...a me è andata peggio! [2] Altri esempi a corredo... [3] Problema diverso:stesso risultato [4] Piccola precisazione Inserisci un commento - anche se NON sei registrato
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