Zeus News è un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell'informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile: non è un semplice amplificatore di comunicati stampa ma riserva ampio spazio ai commenti e alle riflessioni, proponendosi quale punto di osservazione libero e indipendente.

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Quale di questi comportamenti ritieni che sia da evitare in assoluto?
Essere fuori sincrono: quando voce, tono, ritmo, posizione e movimenti non comunicano la stessa cosa si genera confusione e si viene ritenuti poco affidabili o sinceri.
Gesticolare eccessivamente: fare ampi gesti con le mani oppure giocare per esempio con i capelli o il telefono comunica insicurezza.
Tenere un'espressione neutra: la mancanza di un feedback dato dall'espressione facciale fa pensare all'interlocutore che l'argomento non interessi.
Evitare il contatto visivo: non guardare l'altro negli occhi comunica una sensazione di debolezza e lascia pensare che si stia nascondendo qualcosa.
Sbagliare la stretta di mano: non deve essere né troppo debole né troppo forte, o genererà in entrambi i casi un'impressione errata (servilismo o aggressività).
Inviare segnali verbali e non verbali opposti: se l'espressione facciale è opposta a ciò che le parole dicono, l'interlocutore non si fiderà.
Non sorridere: il sorriso comunica sicurezza, apertura, calore ed energia, e spinge a sorridere di rimando. Ugualmente errato sorridere sempre.
Roteare gli occhi: è un segno di frustrazione, esasperazione e fastidio; comunica aggressività.
Usare il cellulare durante una conversazione: lascia pensare che l'argomento non interessi e sia certamente meno importante dell'oggetto tra le mani.
Incrociare le braccia: l'interlocutore penserà che siamo sulla difensiva. Inoltre, se le mani non sono in vista crederà che abbiamo qualcosa da nascondere.

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Google, class action contro i cookie traccianti

Anche Internet Explorer sarebbe vittima dello stesso trucco usato per aggirare le protezioni di Safari.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 22-02-2012]

XL google cookie traccianti
Foto di Marin Stefan

C'era da aspettarselo: la vicenda poco chiara dei cookie di Google in grado di aggirare le protezioni di Safari è sfociata in una class action negli USA.

Secondo l'accusa, con questo comportamento Google avrebbe violato tre leggi federali statunitensi: il Federal Wiretap Act, lo Stored Electronic Communication Act e il Federal Computer Fraud and Abuse Act.

Nonostante Google abbia subito affermato che il codice incriminato era frutto di un errore e che in ogni caso non venivano raccolte informazioni personali, la vicenda si è subito ulteriormente complicata.

Microsoft, infatti, ha accusato Google di aver aggirato anche le protezioni di Internet Explorer, sempre al fine di installare dei cookie traccianti sui computer degli utenti.

La risposta da Mountain View è stata rapida: Microsoft - sostiene Google - utilizza un protocollo ormai troppo vecchio e inutilizzabile cui nessuno, a partire da Facebook e Amazon, dà più alcun credito.

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Tutto ciò è stato però sufficiente a mettere sul chi vive i gruppi in difesa della privacy, che hanno per l'appunto dato vita alla class action e anche presentato un reclamo alla Federal Trade Commission.

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Commenti all'articolo (3)


Gladiator
Già, ha perso un'ottima occasione per tacere. :lol: :lol: :lol:
26-2-2012 17:09


mda
Che autogol da parte Microsoft! :lol: Ciao
23-2-2012 07:17


mda
Che autogol da parte Microsoft! :lol: Ciao
23-2-2012 06:59

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