Zeus News è un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell'informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile: non è un semplice amplificatore di comunicati stampa ma riserva ampio spazio ai commenti e alle riflessioni, proponendosi quale punto di osservazione libero e indipendente.

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Quale tra queste minacce all'ambiente ritieni che sia quella da affrontare con maggiore urgenza?
La drastica riduzione della biodiversità: alcune stime ritengono che oltre cento specie ogni giorno si estinguano, compromettendo l'ecosistema in maniera irreversibile.
L'assottigliamento della fascia dell'ozono che protegge dagli ultravioletti dannosi: l'utilizzo di certi materiali (come i CFC) assottiglia lo strato di ozono mettendo in pericolo l'intero pianeta.
I cambiamenti climatici: l'aumento della temperatura causato dai gas serra può portare all'innalzamento dei mari e ad altre catastrofi, come inondazioni, siccità e tempeste.
I rifiuti tossici: dai pesticidi agli erbicidi fino alle scorie nucleari, tutti questi scarti hanno effetti dannosi sull'ambiente per molti anni dopo la loro produzione, contaminando acqua, aria e terra (e tutto quanto vi cresce).
L'impoverimento degli oceani: la pesca eccessiva ha decimato la fauna ittica, colpendo in particolare i grandi pesci predatori. A questa si aggiungono i rifiuti (specialmente in plastica) scaricati negli oceani e l'aumento dell'acidità dei mari.

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Reporters Sans Frontières: anno nero per i netcitizen

Sono aumentati gli arresti di blogger e le violenze contro gli attivisti in Rete.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-03-2012]

reporters sans frontieres nemici internet

«Un anno di violenza senza precedenti contro i cybercittadini»: così l'ultimo rapporto stilato da Reporters Sans Frontières ha definito il 2011.

Il perché è presto detto: «In 5 sono stati uccisi mentre gli arresti sono stati ben 200, includendo i blogger, con un aumento del 30% rispetto all'anno precedente. Un bilancio record che rischia di divenire ancor più pesante tenuto conto anche della cieca violenza adoperata dalle autorità siriane. A oggi, sono 120 i cyber dissidenti ancora in prigione».

Il rapporto, pubblicato nella Giornata mondiale contro la censura che si è tenuta ieri, contiene l'elenco aggiornato di quelli che RSF definisce «i nemici di Internet», ossia quegli Stati che filtrano o bloccano la libertà di parola in Rete.

Non si tratta soltanto di elencare quei Paesi che notoriamente censurano Internet - dall'Arabia Saudita alla Cina, dalla Corea del Nord a Cuba, dall'Iran alla Siria, oltre alle new entry Bahrein e Bielorussia e a molti altri - ma anche di valutare quegli Stati che, nominalmente democratici, impongono una forma di controllo sulla Rete.

Accanto ai regimi tirannici vi sono infatti quei governi che adottano «misure sproporzionate per proteggere il copyright», arrivando a violare la privacy degli utenti e menomando le loro possibilità di collegarsi alla Rete per combattere chi scarica illegalmente materiale protetto dal diritto d'autore.

Sondaggio
Negli spazi per i commenti alle notizie, in che modo si comportano i maggiori siti di informazione online?
Sono eccessivamente censori. Se i loro articoli subissero lo stesso trattamento, accuserebbero di dittatura.
Mostrano una spudorata tendenza a privilegiare i commenti favorevoli alle loro linee editoriali.
Si limitano alle normali regole del vivere civile e delle leggi in vigore.
Danno importanti spazi e a volte dovrebbero contenere gli "ardori" dei commentatori con maggiore decisione.
Sodoma e Gomorra! Va bene la libertà d'opinione ma c'è un limite a tutto.

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È interessante notare come Reporters Sans Frontières sia preoccupata anche dal cosiddetto diritto all'oblio, che può diventare pericoloso per la net neutrality e la libertà di parola online.

Il riferimento è alla proposta, avanzata dal Commissario europeo Viviane Reding, per la creazione di una direttiva che permetta a chiunque di richiedere la cancellazione di tutti i dati di natura personale presenti in rete, a fronte di «ragioni legittime».

Ciò potrebbe, secondo Reporters Sans Frontières, essere difficile da far concordare con i concetti di libertà di espressione e informazioni: in particolare, l'organizzazione teme che la direttiva crei norme «difficili da implementare nella pratica» e imponga «obblighi impossibili agli editori di contenuti e alle aziende di hosting: la cancellazione completa dei contenuti online».

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