Zeus News è un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell'informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile: non è un semplice amplificatore di comunicati stampa ma riserva ampio spazio ai commenti e alle riflessioni, proponendosi quale punto di osservazione libero e indipendente.

Sondaggio
La sopravvivenza di alcune tecnologie "da ufficio" sarà messa a dura prova. Secondo te, quale tra queste non sopravviverà?
Le calcolatrici
Gli scanner
Gli schedari
I telefoni da scrivania
Le bacheche
I compact disc
I boccioni dell'acqua
I post-it
Le chiavette USB

Mostra i risultati (3622 voti)
Ottobre 2014
Nuovi iPad e iMac, aggiornati OSX e iOS
SIAE, una picconata al monopolio
Il chiavistello smart a prova di scassinatore
Hai scaricato Kill Bill? Arriva la multa
Vantablack, il materiale più nero del nero
Violati i server di Yahoo e Winzip
Mac colpiti da malware
Arriva Windows 10, cosa c'è da sapere (e dove si scarica)
Windows 10, torna il menu Start
Windows 10, tutte le novità
Settembre 2014
Ecco come sarà Windows 10
Il Tar del Lazio boccia il Regolamento Agcom
ShellShock, falla critica in Linux e Mac OS X
L'iPhone 6 si piega in tasca
Nuova ondata di foto rubate a celebrità
Tutti gli Arretrati

Addio a Red Hat Linux: cosa cambia

Cerchiamo di fare chiarezza su un evento apparentemente epocale per il mondo GNU/Linux e Open Source.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 10-11-2003]

La notizia è di quelle che fanno discutere. Red Hat (l'azienda) ha annunciato che cesserà di supportare la sua distribuzione Red Hat Linux, giunta alla sua versione 9. I motivi sono squisitamente economici: l'azienda ha deciso di concentrarsi su Red Hat Enterprise Linux, un sistema a pagamento destinato ai server aziendali. Ha comunque predisposto tutta una serie di ammortizzatori, locati nel cosiddetto Red Hat Linux Migration Resource Center, per orientare l'ex utente verso la soluzione più adatta.

Per l'azienda che è disposta a pagare e che chiede un prodotto stabile, supportato e certificato, la direzione è il Red Hat Enterprise Linux. Per chi non ha voglia o possibilità di pagare le licenze (da 179 dollari in su), o chi vuole essere sempre al passo con le novità, si consiglia il passaggio a Fedora, un progetto interamente basato su Software Libero (che assomiglia molto al favoloso Debian) che Red Hat finanzierà e da cui trarrà elementi di sviluppo software.

Come spesso avviene, la notizia può essere letta in modi diversi, a seconda del tifo, delle convinzioni politiche, dell'atteggiamento nei confronti del Software Libero e dell'Open Source.

Per i seguaci dello zio Bill, siamo di fronte all'ennesimo fallimento di un progetto software basato su GNU/Linux, il tanto decantato sistema operativo, che si è dimostrato non adatto per l'ambiente desktop. Chi ha scelto Microsoft può contare sul supporto e sull'aggiornamento dei programmi nel futuro, chi ha scelto Red Hat Linux si troverà appiedato, se gli va bene, entro il 30 aprile prossimo.

Per i puristi del Software Libero, è un passo previsto: GNU/Linux non può e non deve essere oggetto di business e chi persegue questo obiettivo è in errore o in malafede. Quindi, presto o tardi, le distribuzioni gratuite verranno sospese, e gli utenti verranno costretti a passare alle più remunerative versioni a pagamento, come è lampante in questo caso.

Prima di iniziare le polemiche, suggerisco di dare un'occhiata a Fedora, ormai definitivamente unico portatore della tecnologia Red Hat Linux, e di considerare che questo, comunque, non è l'unico esempio di Free Software in circolazione. Questa è diversità informatica: si può fermare un progetto, non se ne possono fermare mille.

Dunque, niente di nuovo: le politiche commerciali di una singola Software House non possono cambiare il corso della storia, con buona pace di Microsoft. Red Hat (l'azienda) non va sopravvalutata, né sottovalutata: non è un progetto di Software Libero, non è un sistema che ambisce a sostituire Microsoft o a esserne il contraltare, ma non è nemmeno uno squallido modo di fare business utilizzando risorse gratuite. Semplicemente, è una scelta in più per l'utente, un'azienda in più nel portafoglio dei potenziali fornitori; un'azienda che, per motivi tecnici, ha deciso di avvalersi di GNU/Linux, di supportare i propri clienti rispettando le complicate licenze che regolano questo particolare mondo. E di ricavarne un utile. Come la Esso e la Philip Morris, sì, ma anche come l'importatore di caffè equo e solidale, il nostro calzolaio, l'azienda in cui lavoriamo.

A Red Hat vanno riconosciuti il coraggio e la tenacia con cui ha abbracciato l'Open Source e ne ha fatto la base per i suoi scopi commerciali. In molti continueranno a trarne vantaggio, chi attraverso Red Hat Enterprise Linux, chi con Fedora.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita.

Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) sotto o segnalare un refuso.

Commenti all'articolo (2)

Mario
>"RedHat danneggia le altre distribuzioni a pagamento"Né più né meno di quanto non facciano le altre distro free. Inoltre le stesse distro a pagamento hanno una light version scaricabile od acquistabile in edicola a prezzo di costo.A mio parere sviluppare e distribuire software libero non danneggia proprio nessuno.
11-11-2003 16:23

Mossa RedHat Leggi tutto
10-11-2003 10:29

Inserisci un commento - anche se NON sei registrato

La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.


web metrics