Addio a Red Hat Linux: cosa cambia

Cerchiamo di fare chiarezza su un evento apparentemente epocale per il mondo GNU/Linux e Open Source.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 10-11-2003]

La notizia è di quelle che fanno discutere. Red Hat (l'azienda) ha annunciato che cesserà di supportare la sua distribuzione Red Hat Linux, giunta alla sua versione 9. I motivi sono squisitamente economici: l'azienda ha deciso di concentrarsi su Red Hat Enterprise Linux, un sistema a pagamento destinato ai server aziendali. Ha comunque predisposto tutta una serie di ammortizzatori, locati nel cosiddetto Red Hat Linux Migration Resource Center, per orientare l'ex utente verso la soluzione più adatta.

Per l'azienda che è disposta a pagare e che chiede un prodotto stabile, supportato e certificato, la direzione è il Red Hat Enterprise Linux. Per chi non ha voglia o possibilità di pagare le licenze (da 179 dollari in su), o chi vuole essere sempre al passo con le novità, si consiglia il passaggio a Fedora, un progetto interamente basato su Software Libero (che assomiglia molto al favoloso Debian) che Red Hat finanzierà e da cui trarrà elementi di sviluppo software.

Come spesso avviene, la notizia può essere letta in modi diversi, a seconda del tifo, delle convinzioni politiche, dell'atteggiamento nei confronti del Software Libero e dell'Open Source.

Per i seguaci dello zio Bill, siamo di fronte all'ennesimo fallimento di un progetto software basato su GNU/Linux, il tanto decantato sistema operativo, che si è dimostrato non adatto per l'ambiente desktop. Chi ha scelto Microsoft può contare sul supporto e sull'aggiornamento dei programmi nel futuro, chi ha scelto Red Hat Linux si troverà appiedato, se gli va bene, entro il 30 aprile prossimo.

Per i puristi del Software Libero, è un passo previsto: GNU/Linux non può e non deve essere oggetto di business e chi persegue questo obiettivo è in errore o in malafede. Quindi, presto o tardi, le distribuzioni gratuite verranno sospese, e gli utenti verranno costretti a passare alle più remunerative versioni a pagamento, come è lampante in questo caso.

Prima di iniziare le polemiche, suggerisco di dare un'occhiata a Fedora, ormai definitivamente unico portatore della tecnologia Red Hat Linux, e di considerare che questo, comunque, non è l'unico esempio di Free Software in circolazione. Questa è diversità informatica: si può fermare un progetto, non se ne possono fermare mille.

Dunque, niente di nuovo: le politiche commerciali di una singola Software House non possono cambiare il corso della storia, con buona pace di Microsoft. Red Hat (l'azienda) non va sopravvalutata, né sottovalutata: non è un progetto di Software Libero, non è un sistema che ambisce a sostituire Microsoft o a esserne il contraltare, ma non è nemmeno uno squallido modo di fare business utilizzando risorse gratuite. Semplicemente, è una scelta in più per l'utente, un'azienda in più nel portafoglio dei potenziali fornitori; un'azienda che, per motivi tecnici, ha deciso di avvalersi di GNU/Linux, di supportare i propri clienti rispettando le complicate licenze che regolano questo particolare mondo. E di ricavarne un utile. Come la Esso e la Philip Morris, sì, ma anche come l'importatore di caffè equo e solidale, il nostro calzolaio, l'azienda in cui lavoriamo.

A Red Hat vanno riconosciuti il coraggio e la tenacia con cui ha abbracciato l'Open Source e ne ha fatto la base per i suoi scopi commerciali. In molti continueranno a trarne vantaggio, chi attraverso Red Hat Enterprise Linux, chi con Fedora.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) sotto o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (2)

Mario
>"RedHat danneggia le altre distribuzioni a pagamento"Né più né meno di quanto non facciano le altre distro free. Inoltre le stesse distro a pagamento hanno una light version scaricabile od acquistabile in edicola a prezzo di costo.A mio parere sviluppare e distribuire software libero non danneggia proprio nessuno.
11-11-2003 16:23

Mossa RedHat Leggi tutto
10-11-2003 10:29

La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.
Sondaggio
Quale mezzo di trasporto pubblico sostituirà quelli attuali nel giro dei prossimi 50 anni?
Evacuated Tube Transport: l'evoluzione dei treni a levitazione magnetica; questi veicoli sono in grado di raggiungere i 6.500 km/h perché viaggiano all'interno di tunnel in cui è creato il vuoto.
String Transport System: cabine sospese fino a 30 metri dal suolo che corrono su binari di acciaio e cemento a oltre 500 km/h.
Tubular Rails: i treni viaggiano a 240 km/h all'interno di anelli sollevati dal suolo che contengono i motori e le ruote, mentre le carrozze ospitano i binari.
I bus viaggiano al di sopra del traffico automobilistico, il quale scorre sotto di loro, usando piccole rotaie poste ai lati della strada.
Shweeb: monorotaia monoposto sospesa e a pedali che permette di raggiungere i 45 km/h.
SolarBullet: il treno ad alta velocità (354 km/h) alimentato a energia solare attualmente allo studio in Arizona (USA).
Treni elettrici che non necessitano di binari perché viaggiano su strada e ricevono l'energia dal sistema contactless installato al di sotto dell'asfalto.
SARTRE: le automobili viaggiano in convogli gestiti dall'intelligenza artificiale; si uniscono i vantaggi del trasporto pubblico alla flessibilità del trasporto privato.
Startram, il maglev orbitale: gli ultimi 20 chilometri del tracciato (di oltre 1.600 km) puntano verso l'alto per portare in orbita i treni.
Ascensore spaziale: una stazione posta a quasi 100.000 km da terra e collegata al suolo da cavi costituiti da nanotubi di carbonio, per portare in orbita uomini e materiali con costi relativamente contenuti.

Mostra i risultati (2379 voti)
Maggio 2016
Tre pianeti simili alla Terra distanti pochi anni luce da noi
Lo smartphone economico dell'ex CEO di Apple
Aprile 2016
Badlock, la minaccia è reale: a rischio tutti i Windows e i Linux
L'asciugamani ad aria è un ricettacolo di virus
6 funzionalità interessanti di Android N
Il successo degli ''inculators''
La fibra di Enel sfida Telecom Italia
Arrestati al cinema perché registravano l'audio
Marzo 2016
L'FBI è entrata nell'iPhone del terrorista
Romanzo scritto dal computer va in finale per premio letterario
Il phishing di Equitalia
Il campo magnetico della felicità
Chiavetta Usb con butt plug: i tuoi dati in un posto veramente sicuro
WhatsApp, arrivano le chiamate cifrate
Google svela Android N
Tutti gli Arretrati


web metrics