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L'app che permette di noleggiare un'autovettura direttamente dallo smartphone è molto contestata dai tassisti.
Non è necessario introdurre nuove regole per l'app. I tassisti hanno torto, perché il mondo si evolve ma loro ragionano come se Internet non esistesse, difendendo ciecamente la loro casta (che ha goduto di fin troppi privilegi negli ultimi anni).
I tassisti dovranno adeguarsi e mandare giù il boccone amaro, anche se un minimo di regolamentazione per l'app è necessaria.
L'app non va vietata del tutto, ma va limitata in modo pesante così da poter salvaguardare le esigenze dei tassisti.
L'app va completamente vietata: i tassisti hanno ragione a protestare, perché Uber minaccia il loro lavoro e viola leggi e regolamenti.
Non saprei.

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IBM libera 500 brevetti software

Il principale detentore mondiale di brevetti software ne cederà 500 per uso gratuito a sviluppatori di software Open Source. È una briciola, ma forse è anche una svolta.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 11-01-2005]

Sarà anche una mossa di marketing, ma il fatto è che 500 brevetti software saranno donati dalla IBM a progetti open source. Il modello di sviluppo basato sulla condivisione dei saperi, così lontano dalla filosofia industriale della IBM, guadagna un punto rispetto all'approccio tradizionale delle grandi industrie, teso a proteggere la proprietà intellettuale attraverso brevetti, copyright, marchi e leggi sul segreto industriale.

Tuttavia, non è ancora il caso di scendere in piazza a festeggiare: la decisione riguarda un numero irrisorio di brevetti per un gruppo che ne detiene 40.000 nel mondo (25.000 solo negli Stati Uniti). Nel solo 2004, l'US Patent and Trademark Office (PTO) ne ha concessi a IBM altri 3.248 (più che a qualunque altra società, e per il dodicesimo anno consecutivo!) e non crediamo che l'antifona cambierà nei prossimi anni.

La pratica convenzionale di accaparrarsi più brevetti possibile ed impedire a chiunque l'accesso alle innovazioni rivendicate, non è un incentivo allo sviluppo. Eppure la IBM, seguendo questa politica, ha guadagnato, secondo gli analisti, almeno un miliardo di dollari nel solo 2004 e solo per la concessione di licenze.

Ma proprio per questo la decisione appare una svolta, un segnale che qualcuno, anche tra i colossi dell'impero, ha capito che sta tirando un'aria nuova. Tra i brevetti liberalizzati, ci sono processi di link dinamici, protocolli per esportare i files, interoperabilità tra database e sistemi operativi, interfacce utente e gestione dell'internet. L'elenco dei brevetti IBM è disponibile qui.

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Commenti all'articolo (1)

Ignazio
Una possibile chiave di lettura... Leggi tutto
11-1-2005 16:30

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