Sondaggio
Qual è il momento della giornata in cui ti senti più creativo?
Alla mattina presto
A metà mattinata
All'ora di pranzo
Nel primo pomeriggio
Nel tardo pomeriggio
All'ora di cena
Di sera
A notte fonda
In un qualsiasi momento
Non sono per niente creativo

Mostra i risultati (1391 voti)
Maggio 2015
Navigazione più privata e sicura con Freedome
Paypal, multa di 25 milioni per il credito ''revolving''
Google manda le multe ai pirati
Halfbike, bicicletta a metà
I server virtuali hanno un bug peggiore di Heartbleed
Le 7 versioni di Windows 10
Wind e 3 Italia, fusione in vista
8 errori da evitare per non essere hackerati
Da Tesla il Powerwall per risparmiare elettricità in casa
Falla in Wordpress, milioni di siti vulnerabili
Microsoft logga gli IP dei pirati di Windows 7
Se la stazione rivela la password in diretta TV
Fastweb e Telecom Italia si alleano per la banda larga
La batteria all'alluminio che ricarica lo smartphone in 1 minuto
Aprile 2015
Copyright sui trattori, i contadini non possono ripararli
Tutti gli Arretrati

Petrolio addio, ecco le Transition Town

I ribelli contro i combustibili fossili si costituiscono in rete, cercando di sostituire l'azione politica, sinistramente e pericolosamente inattiva.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 26-04-2007]

Il logo di Totnes
Il logo di una transition town

Rischia di diventare il fenomeno internet dell'anno: un'organizzazione dal basso, formata da privati cittadini, con un sito collaborativo (wiki), si propone di colmare un vuoto lasciato dalla politica ufficiale, inerme e schiava delle pressioni dei petrolieri, e progettare la civiltà del dopo-petrolio, nel segno della "decrescita energetica".

L'iniziativa è partita l'anno scorso da due cittadine anglosassoni: Kinsale, in Irlanda, e Totnes, nel Devon; ora sta lentamente contaminando varie municipalità del Regno Unito. Si chiama Transition Towns (città di transizione) e sta guadagnando sempre maggiore visibilità nella rete. Le comunità che hanno aderito sono per il momento una quindicina, ma ciò è comprensibile, dato il notevole impegno richiesto.

Come ogni movimento che si rispetti, ha un capo carismatico: il docente universitario Rob Hopkins, che fa da coordinatore. Sulle riserve petrolifere Hopkins è uno dei pessimisti, uno di quelli che pensano che entro cinque anni il petrolio raggiungerà il picco di Hubbert, ovvero l'inizio del declino della capacità estrattiva.

Secondo questa previsione, non c'è un "piano B". L'era del petrolio sta volgendo precipitosamente verso la fine. Poiché non abbiamo ancora trovato un'altra fonte di energia sufficiente a sostituirlo, la sola risposta razionale è progettare la nostra decrescita energetica. Occorre pensare a una vera e propria economia di guerra: "La vita del dopo-petrolio sarà molto diversa da quella attuale", sostiene Hopkins.

"È bene evitare di riporre speranze in soluzioni impossibili", incalza Hopkins, "come l'idrogeno, per esempio". Per far circolare a idrogeno o a batteria le auto di una nazione come la Gran Bretagna occorrerebbero sessantasette centrali nucleari, oppure una centrale eolica più grande dell'intero Galles.

I biocombustibili? Altra bufala: servirebbero venticinque milioni di ettari di terreno coltivato a colza, vale a dire quasi cinque volte la superficie coltivabile del Regno Unito. E bisogna pur mangiare.

L'agricoltura attuale, più che produrre combustibili, sembra sia più votata al loro consumo: fertilizzanti sintetici derivati dal petrolio, pacciamatura con teli di plastica, pure derivati dal petrolio, e un sistema di produzione accentrato in grossi distretti monocolturali, che riforniscono interi continenti, tanto per consumare un po' di carburante in più.

Non tutti la pensano come Hopkins: George Monbiot, editorialista del Guardian, vicino al movimento dei townies, è convinto che il picco di Hubbert sia soltanto "relativamente vicino". Potremmo avere da dieci a trent'anni davanti a noi, tenuto conto anche delle riserve di carbone. Ma il cambiamento climatico, dovuto all'eccesso di CO2 in atmosfera, si farà sentire pesantemente ben prima del picco.

Al di là dei leader, è l'iniziativa dei singoli a costituire la forza del sistema. Ogni comunità sviluppa le proprie proposte, e le mette a disposizione di tutti, in pieno rispetto della filosofia hacker.

Vi sono agricoltori e commercianti biologici che si interessano anche del tragitto dei loro prodotti, associazioni di cittadini che progettano di interrare tubi per estrarre dal sottosuolo calore d'inverno e frescura d'estate.

Le proposte fioccano: vietare la pubblicità che stimola i consumi, installare pale eoliche, chiudere gli ipermercati, isolare termicamente le abitazioni, convertire appezzamenti inutilizzati in orti, piantare alberi come i noci, in grado di costituire fonte di cibo per eventuali emergenze alimentari, di abbattere efficientemente grandi quantità di anidride carbonica, ed essere eventualmente bruciati per produrre energia.

Ma non ci si limita alla bio-architettura. Le proposte abbracciano anche profondi cambiamenti nelle relazioni economiche, come l'introduzione una moneta sociale, che possa essere spesa solo per prodotti dell'economia locale, a minimo chilometraggio, oppure l'assegnazione a ogni prodotto di un punteggio, in relazione al peso del carburante impiegato per produrlo e portarlo a destinazione.

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato con Zeus News ti consigliamo di iscriverti alla Newsletter gratuita. Inoltre puoi consigliare l'articolo utilizzando uno dei pulsanti qui sotto, inserire un commento (anche anonimo) sotto o segnalare un refuso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 6)

{Paolo}
Il peak oil(il picco del petrolio) Leggi tutto
27-4-2007 15:54


Gateo
Due piccioni con una fava: fine dell'esportazione selvatica, meno soldi a cinesi ed indiani che quindi torneranno alla bicicletta. Tutto torna! :twisted: Leggi tutto
26-4-2007 10:55


liver
Il prezzo del petrolio Leggi tutto
26-4-2007 10:02


Gateo
Al lupo al lupo! Leggi tutto
26-4-2007 09:26


liver
Verdi a chi? Leggi tutto
26-4-2007 09:10


La liberta' di parola e' un diritto inviolabile, ma nei forum di Zeus News vige un regolamento che impone delle restrizioni e che l'utente e' tenuto a rispettare. I moderatori si riservano il diritto di cancellare o modificare i commenti inseriti dagli utenti, senza dover fornire giustificazione alcuna. Gli utenti non registrati al forum inoltre sono sottoposti a moderazione preventiva. La responsabilita' dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori. I principali consigli: rimani sempre in argomento; evita commenti offensivi, volgari, violenti o che inneggiano all'illegalita'; non inserire dati personali, link inutili o spam in generale.


web metrics