Valeria Solesin ''alle Maldive''?

Non regalate pubblicità agli idioti in cerca di attenzioni.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 01-12-2015]

mentecatto redacted

Mi avete scritto in molti segnalandomi con disgusto i post su Facebook di un mentecatto che afferma che Valeria Solesin, una delle vittime degli attentati di Parigi, "non esiste" ed è "un personaggio inventato", "una vittima inventata" che in realtà sta "alle Maldive". Mi avete chiesto come mai non ne ho parlato qui o altrove.

La risposta è semplice: non regalo attenzioni agli idioti e non dovreste farlo neanche voi. Ripostare su Facebook o altrove queste diarree mentali o addirittura dedicare ad esse degli articoli, come hanno fatto Giornalettismo o Il Giornale, è esattamente quello che vuole ottenere da voi il provocatore. Non fate il suo gioco. Non linkatelo, non ripostatelo, non menzionatelo. Non dategli la gratificazione masturbatoria di vedersi citato per nome. Seppellitelo nel dimenticatoio, dove merita di stare, prigioniero della sua paranoia terminale, e tirate lo sciacquone. L'articolo continua qui sotto.

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Secondo te, come nascono la maggior parte delle bufale che girano su Internet?
Come scherzi rivolti esclusivamente ad amici e conoscenti (che poi involontariamente li propagano in giro)
Dalla "buona volontà" di persone che credono di fare un favore al mondo diffondendo dicerie e stranezze dandole automaticamente per buone
Dalla curiosità di vedere se una propria invenzione possa diventare "famosa" sulla rete, ma anche quanta gente ci arriverà a credere e con che velocità si propagherà
Dalla volontà di creare disinformazione su determinati argomenti
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E non indignatevi per il fatto che abbia dei seguaci: sono praticamente tutti dei troll che lo prendono per i fondelli dandogli corda. Non li ho mandati io, e non condivido la loro scelta; lo stanno facendo di loro spontanea iniziativa, ma mi tengono aggiornato. Per cui non c'è neppure da prendersela temendo che le sue tesi stiano diventando popolari.

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Paolo Attivissimo

(C) by Paolo Attivissimo - www.attivissimo.net.
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Commenti all'articolo (4)

concordo totalmente con i suggerimenti e gli inviti di Paolo. Aggiungo che ho i miei dubbi sul fatto che il mentecatto in questione scriva certe cose solo per la Da buon malfidato penso sempre che chi scrive certe stro..ate lo faccia con qualche secondo fine molto più ingobile. Leggi tutto
6-12-2015 21:35

MaXXX ti straquoto! :clap: :clap: :clap:
5-12-2015 14:28

....poi dicono che i social network non fanno danni... se uno pensa che non esista perché non ha un profilo fb .... Tolto ciò questi tizi stanno male di testa... ma tanto male..
3-12-2015 14:58

Sto tizio merita solo di essere trovato e ingabbiato...
2-12-2015 20:50

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Fidanzati sospettosi o inguaribili diffidenti, qual è la vostra arma preferita tra quelle che Facebook mette a disposizione di voi gelosoni per controllare il vostro partner?
I cuoricini in bacheca: un segno per far sentire sempre e dovunque la propria presenza, nonché un espediente per marcare il territorio del partner.
L'applicazione "Chi ti segue di più?": bisogna convincere il partner a usare questa applicazione (apparentemente innocua) per scovare eventuali vittime da annotare sulla propria black list.
Facebook Places: permette di taggare compulsivamente il partner e rendere noto al mondo intero il fatto che lei e il suo lui si trovano sempre insieme.
L'auto tag nelle foto: indispensabile strumento per essere certi di ricevere notifiche qualora un'altra persona osasse commentare o piazzare "Mi piace" alle foto del/della partner.
I commenti minatori: il simpatico approccio ossessivo-compulsivo verso chi tagga il partner o ne invade la bacheca. Di solito consiste in un discreto: "Che bello il MIO amore!"
Il profilo Facebook in comune: un unico profilo scoraggia anche il più audace dei rivali dal tentare un approccio.
La password nota al partner: Della serie: "Amore, se non mi nascondi niente allora posso avere la tua password?". Nessun messaggio di posta, commento o notifica è al sicuro.
Il tasto "Rimuovi dagli amici": una volta in possesso della password del partner, qualsiasi rivale dalla foto profilo provocante o la cui identità è sconosciuta verrà subito rimosso dagli amici.
La trappola: spacciandosi per il partner (password nota), si inizia a contattare i presunti rivali e testare le loro intenzioni con domande e allusioni per far cadere in trappola anche i più astuti.
Il Mi piace minatorio: post, foto, tag, nuove amicizie sono regolarmente marchiati da un Mi piace del partner. Dietro una parvenza di apprezzamento, dimostrano quanto in realtà NON piaccia l'elemento.

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