La telefonia ritorna allo Stato: Poste Italiane vuole acquisire TIM

Poste Italiane lancia un'OPAS per comprare tutta TIM.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-03-2026]

poste italiane

In Italia fino al 1994 esisteva ASST, l'Azienda di Stato per i Servizi Telefonici: era un'azienda come le Poste, interamente dello Stato, i cui dipendenti erano statali con tanto di giuramento. Aveva funzioni ispettive nei confronti di SIP, un'azienda quotata in borsa ma controllata a maggioranza da IRI, cioè dalle partecipazioni statali; gestiva direttamente il traffico europeo e con le navi in navigazione, in più anche i collegamenti con fra Milano e Roma.

Aveva circa 13 mila dipendenti, quasi tutti iscritti a CISL e vicini alla Democrazia Cristiana - se non iscritti. Era l'unica azienda statale in attivo, con un buon attivo perché le telefonate rendevano bene; non faceva molti investimenti, anche se aveva già trasformato le centrali da elettromeccaniche a elettroniche.

ASST nel 1994 fu fusa con SIP e interamente privatizzata, così come i suoi dipendenti, con Italcable e con Telespazio. Nacque così Telecom Italia, da cui venne separata poi TIM, la divisione per la telefonia mobile; vent'anni dopo essa fu di nuovo fusa con la casa madre, che però prese il suo nome: TIM per tutti e basta.

Nel frattempo Telecom Italia ha cambiato tante volte proprietà: da Fiat a Olivetti di Colaninno, fino a Tronchetti Provera con Pirelli; finì ai francesi di Bollorè tornando poi, dopo la separazione della rete comprata da un fondo americano, sotto controllo dello Stato attraverso Poste Italiane.

Oggi come in un gioco dell'oca o del Monopoli, se andrà in porto l'OPAS, l'offerta pubblica di scambio appena lanciata da Poste Italiane, il suo maggiore azionista, TIM verrà incorporata dalle stesse Poste: uscirà dal mercato e tornerà sotto il controllo dello Stato, che di Poste è il maggior azionista e nomina presidente e amministratore delegato.

Certo oggi TIM non è più monopolista anche se rimane uno dei maggiori gestori di telefonia mobile del Paese e continua ad avere una posizione di mercato maggioritaria nella telefonia fissa o meglio nella fibra. Con la fusione con Poste, che controlla Poste Mobile, controllerebbe più del 50% del mercato della telefonia mobile.

Certo tante cose sono cambiate in TIM e nelle Poste ma il dato sorprendente è che, alla fine della fiera, lo Stato si riacquista ciò che era già suo, a imitazione di quello Stato svizzero che attraverso Fastweb si è comprato Vodafone Italia.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

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TIM torna italiana: le Poste ne prendono il controllo

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 9)

E dopo trent'anni tutto torna - quasi - come prima dopo che abbiamo ingrassato cani e porci con soldi pubblici, ovvero di pantalone, e lacrime e sangue dei dipendenti ed ex dipendenti telecom. :twisted: Preferisco non commentare ulteriormente altrimenti verrei sicuramente censurato dai moderatori. :blackhumour:
26-3-2026 15:25

{utente anonimo}
Mi sarei aspettato che Bartolini si comprasse le Poste ..
25-3-2026 21:29

Hai capito bene fino ad un certo punto, poiché la rete TIM Sparkle, non appartiene solo a KKR ma anche CDP (Cassa Deposito e Prestiti) che anche proprietaria di Poste, per cui in realtà non e che la rete e di proprietà estera, ma deve essere per le norme sulla concorrenza che valgono solo per le imprese europee che cosi non possono... Leggi tutto
24-3-2026 15:46

{zug}
@eratostene: hai capito di essere in Italia, dove la politica può fare qualunque cosa, mentre i cittadini sono permanentemente distratti con il panem et circenses (et officiale), e nel frattempo privati di ogni potere.
24-3-2026 11:26

{murdock}
Tim e' un pozzo senza fondo, e poste non e' proprio pubblica. il rischio e' che trascini anche poste che possiede i risparmi degli italiani!
24-3-2026 09:10

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