La Commissione UE ha registrato l'iniziativa; ora parte la raccolta firme.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 21-04-2026]

La Commissione Europea ha registrato l'iniziativa dei cittadini che propone la creazione di un social network pubblico europeo finanziato direttamente dalla collettività, aprendo la strada alla fase di raccolta firme necessaria per avviare il processo legislativo. La registrazione, avvenuta lo scorso 4 marzo, consente agli organizzatori di iniziare entro sei mesi la raccolta delle dichiarazioni di sostegno, che dovrà raggiungere almeno un milione di firme provenienti da sette Stati membri per obbligare la Commissione a esprimersi formalmente.
L'iniziativa - denominata European Public Social Network - nasce dalla preoccupazione per l'impatto delle piattaforme commerciali sulla qualità del dibattito pubblico. Gli organizzatori denunciano la diffusione di algoritmi opachi che creerebbero bolle informative, la presenza di miliardi di account falsi e la circolazione di contenuti manipolati o ostili, fenomeni che colpirebbero in particolare minori e anziani. L'obiettivo dichiarato è la creazione di uno spazio digitale europeo sicuro, trasparente e indipendente da pressioni politiche o commerciali.
La proposta prevede che il social network sia istituito tramite un atto legislativo dell'Unione e gestito come servizio pubblico, con finanziamento proveniente dalla società e supervisione da parte di organismi indipendenti. Il modello delineato punta a garantire diritti e tutele uniformi per tutti gli utenti, senza distinzione, e a promuovere un ambiente di discussione aperto e verificabile. Gli organizzatori suggeriscono inoltre il coinvolgimento di università e aziende europee nella progettazione e gestione della piattaforma.
La Commissione ha confermato che l'iniziativa soddisfa i requisiti formali previsti dal regolamento: rientra nelle competenze dell'Unione, non è abusiva né contraria ai valori fondamentali dell'UE. La registrazione non implica un giudizio di merito, ma consente agli organizzatori di avviare la campagna di raccolta firme. Il periodo utile durerà dodici mesi a partire dall'attivazione ufficiale. Il contesto politico in cui nasce l'iniziativa è caratterizzato da una crescente attenzione alla sicurezza digitale e alla disinformazione. Secondo i dati citati, il 65% dei giovani tra 15 e 24 anni utilizza i social media come principale fonte di informazione su temi sociali e politici, rendendo la qualità degli ambienti digitali un tema centrale per le istituzioni europee.
Negli ultimi tempi l'Unione ha avviato diversi interventi per migliorare la protezione degli utenti, tra cui lo sviluppo di un'app di verifica dell'età (che, a dire il vero si è dimostrata un colabrodo) per tutelare i minori da contenuti dannosi e algoritmi potenzialmente dipendenti. Parallelamente, alcuni Stati membri stanno promuovendo l'introduzione di un limite minimo di età per l'accesso alle piattaforme sociali commerciali, con l'obiettivo di ridurre l'esposizione dei più giovani a rischi digitali.
L'iniziativa è stata resa possibile tramite lo European Citizens' Initiative, lo strumento introdotto dal Trattato di Lisbona che consente ai cittadini di invitare la Commissione a proporre atti legislativi. Dal 2012 a oggi sono state registrate 128 iniziative, ma solo una parte ha raggiunto la soglia necessaria per ottenere una risposta formale. La procedura richiede che le firme siano certificate dalle autorità nazionali competenti. Gli organizzatori sostengono che un social network pubblico europeo potrebbe garantire maggiore trasparenza, tutela dei dati personali e protezione delle fasce vulnerabili, offrendo un'alternativa ai modelli basati sulla profilazione commerciale. Il progetto mira inoltre a rafforzare l'indipendenza strategica dell'Europa nel settore della comunicazione digitale, riducendo la dipendenza da piattaforme extra‑UE.
Il finanziamento del progetto potrebbe essere sostenuto dalla collettività con un costo stimato di circa un euro per cittadino all'anno, anche se gli organizzatori non hanno fornito dettagli completi sui costi complessivi o sulle modalità operative. La proposta prevede la creazione di un'istituzione europea dedicata alla gestione della piattaforma, con supervisione da parte del Consiglio e del Parlamento. Il prossimo passo sarà l'avvio della raccolta firme, che determinerà se l'iniziativa potrà avanzare verso una valutazione formale da parte della Commissione. Solo al raggiungimento della soglia prevista l'Unione sarà tenuta a esaminare la proposta e a decidere se avviare un processo legislativo. Il risultato dipenderà dalla capacità degli organizzatori di mobilitare cittadini in almeno sette Stati membri.
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