Il nuovo piano di riferimento è da ben 500 dollari.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 30-09-2026]

OpenAI ha modificato in profondità il rapporto tra prezzo e utilizzo dei suoi abbonamenti più costosi, con una mossa che sta scontentando molto gli utenti. Con l'introduzione di un nuovo piano da 500 dollari al mese, il precedente ChatGPT Pro da 200 dollari perde infatti metà del valore pratico che offriva fino a poche settimane fa: i nuovi abbonati riceveranno una quota di utilizzo dimezzata rispetto a quella disponibile in precedenza, pur pagando lo stesso prezzo. L'annuncio è arrivato durante il DevDay 2026 di OpenAI, dove l'azienda ha presentato oltre venti novità dedicate sia agli utenti professionali sia agli sviluppatori. Tra queste, una delle più rilevanti sul piano commerciale riguarda proprio la riorganizzazione della gamma Pro di ChatGPT, che ora si articola su tre livelli: 100, 200 e 500 dollari al mese.
Fino a oggi, il piano Pro da 200 dollari rappresentava l'offerta individuale di riferimento per gli utenti con carichi di lavoro elevati: tale abbonamento prometteva una capacità di utilizzo pari a circa 20 volte quella del piano Plus da 20 dollari. La nuova versione del piano, destinata ai nuovi clienti, scende invece a sole 10 volte il livello del Plus. Parallelamente debutta il nuovo piano Pro 500, proposto a 500 dollari al mese. Questo livello introduce la modalità Astra Ultrafast, una variante ad alte prestazioni del modello GPT-6 Astra dedicata a chi necessita della massima velocità di elaborazione. OpenAI indica incrementi fino a otto volte nella generazione dei token all'interno di Codex e fino a sei volte tramite API.
Dal punto di vista delle quote di utilizzo, il nuovo Pro 500 viene descritto come equivalente a circa 25 volte il piano Plus. Ne deriva una conseguenza evidente: per ottenere una disponibilità di risorse vicina a quella che il precedente Pro 200 garantiva agli utenti intensivi, oggi è necessario orientarsi verso una sottoscrizione significativamente più costosa. La modifica arriva dopo un mese particolarmente complesso per OpenAI. Il 10 settembre l'azienda aveva infatti sospeso le nuove sottoscrizioni al piano da 200 dollari, spiegando che la domanda generata dal lancio di GPT-6 Astra aveva esercitato una pressione eccezionale sull'infrastruttura informatica. In quel periodo i vertici responsabili dei prodotti ChatGPT e Codex avevano parlato apertamente di una crescita della domanda ritenuta senza precedenti.
La riapertura delle sottoscrizioni non coincide però con un semplice ritorno alla situazione precedente. Il servizio torna disponibile, ma con limiti più contenuti: OpenAI mantiene invariato il prezzo di ingresso, riducendo la quantità di utilizzo inclusa per i nuovi clienti. Gli utenti già abbonati non subiranno immediatamente il cambiamento. L'azienda ha previsto un periodo transitorio durante il quale i clienti esistenti potranno continuare a beneficiare delle vecchie condizioni. Secondo quanto comunicato, il mantenimento delle precedenti quote sarà garantito fino al 29 ottobre 2026, data oltre la quale anche gli abbonamenti storici verranno riallineati alla nuova struttura.
Nel tentativo di contestualizzare la decisione, il responsabile dei prodotti ChatGPT e Codex, Thibault Sottiaux, ha suggerito che nel frattempo sia migliorato anche il livello base dell'offerta. In altre parole, il piano Plus garantirebbe oggi prestazioni e capacità superiori rispetto al passato, rendendo meno drastico l'effetto reale della riduzione del moltiplicatore assegnato al Pro 200. Tuttavia, la società non ha accompagnato questa spiegazione con un confronto dettagliato che consenta di misurare con precisione il beneficio ottenuto dagli utenti. Il dibattito si concentra soprattutto sul valore economico degli abbonamenti ad alta intensità di utilizzo. Analisi indipendenti citate nelle discussioni del settore avevano già evidenziato come i piani premium potessero risultare estremamente favorevoli per gli utenti più assidui. Una stima riportata nelle fonti indicava che sfruttando integralmente le quote disponibili il vecchio Pro da 200 dollari poteva generare consumi equivalenti a circa 14.000 dollari ai prezzi applicati alle API.
Questo squilibrio aiuta a comprendere il contesto economico della scelta di OpenAI. I modelli in abbonamento funzionano infatti grazie a una distribuzione disomogenea dei consumi: la maggioranza degli utenti utilizza il servizio ben al di sotto dei limiti teorici, compensando così una minoranza di clienti che sfrutta intensamente la capacità disponibile. Quando l'adozione di modelli particolarmente costosi come GPT-6 Astra cresce rapidamente, anche la sostenibilità di queste formule commerciali può diventare più difficile. L'introduzione del Pro 500 appare quindi come un tentativo di segmentare ulteriormente la clientela professionale. Da una parte OpenAI conserva un piano da 200 dollari, accessibile a una platea relativamente ampia; dall'altra crea un livello superiore destinato agli utenti che richiedono limiti più elevati, maggiore velocità e accesso prioritario alle funzionalità più onerose in termini di infrastruttura.
La rimodulazione modifica inoltre il posizionamento commerciale dell'intera offerta ChatGPT. Il divario tra Plus e Pro 100 rimane invariato, mentre il Pro 200 perde parte della sua attrattiva storica e il nuovo Pro 500 diventa il punto di riferimento per sviluppatori, professionisti e utenti ad altissimo consumo. Il prezzo non cambia per chi sceglie il piano da 200 dollari, ma cambia in modo sostanziale la quantità di risorse a cui si può accedere, ed è proprio questo aspetto ad aver alimentato le critiche nelle ore successive all'annuncio.
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