L'ha fatto in segno di protesta contro la crescente automazione, che toglie lavoro ai fattorini umani.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 20-10-2026]

Una professoressa universitaria in pensione di 78 anni è stata arrestata a Filadelfia (Pennsylvania, USA) dopo essersi rifiutata di lasciare passare un robot per le consegne autonome. La protagonista della vicenda è Carolyn Marvin, professoressa emerita della University of Pennsylvania ed ex docente presso la Annenberg School of Communication. Secondo quanto riferito dalla polizia di Filadelfia, la donna avrebbe bloccato ripetutamente il percorso di un robot impiegato per effettuare consegne per conto di Uber Eats nel quartiere di Center City, nei pressi del mercato coperto Reading Terminal Market.
Le forze dell'ordine sono intervenute a seguito di una segnalazione per disturbo; gli agenti avrebbero chiesto più volte alla donna di spostarsi e consentire al robot di proseguire la propria corsa. Di fronte ai ripetuti rifiuti, hanno proceduto all'arresto contestandole un'accusa di condotta molesta. Il robot coinvolto appartiene ad Avride, società che collabora con Uber Eats per le consegne autonome. I piccoli veicoli elettrici si muovono sui marciapiedi trasportando pasti e altri prodotti ordinati tramite applicazione, sfruttando sistemi di navigazione automatizzata e sensori per evitare ostacoli e raggiungere i destinatari.
Secondo la ricostruzione fornita dalla stessa Carolyn Marvin, il gesto era deliberatamente dimostrativo. L'ex docente ha spiegato: «So che stanno togliendo lavoro ai corrieri umani e per questo li ho protestati ogni volta che li vedevo, mettendomi davanti a loro e impedendo che avanzassero». La donna considera la propria azione una forma di espressione pubblica tutelata dalla Costituzione statunitense. L'episodio non rappresenterebbe peraltro un caso isolato. La professoressa ha affermato di aver già bloccato altri robot per le consegne in diverse occasioni e di aver partecipato a precedenti proteste analoghe. Uno di questi incontri, avvenuto nelle settimane precedenti, era già circolato sui social network e aveva attirato l'attenzione del pubblico locale.
Una testimone presente durante uno dei precedenti episodi ha raccontato di aver pensato inizialmente che il robot avesse urtato la donna. Quando le ha chiesto se stesse bene, Carolyn Marvin avrebbe risposto: «No, devo fermare tutto questo. Stanno conquistando il mondo». Dopo l'arresto, la docente ha dichiarato di non avere intenzione di interrompere le proprie iniziative. Interrogata sulla possibilità di continuare le proteste, ha risposto: «Sì. Perché no? Credo che sia un mio diritto, garantito dal Primo Emendamento, manifestare pubblicamente su un marciapiede contro i robot per le consegne»x.
In successive dichiarazioni rilasciate ai media locali, Carolyn Marvin ha approfondito le motivazioni della sua opposizione alla tecnologia. L'ex docente ha definito i robot il simbolo di un processo attraverso il quale, a suo dire, grandi imprese sostituiscono lavoratori umani con sistemi automatici per ridurre i costi operativi. Ha inoltre espresso la speranza che l'attenzione mediatica generata dal suo arresto favorisca una discussione più ampia sul ruolo dell'intelligenza artificiale e dell'automazione nella vita quotidiana.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio. Negli ultimi mesi, la diffusione dei robot per le consegne nelle città statunitensi ha generato numerosi episodi di tensione, documentati anche sui social. Alcuni video mostrano persone che ostacolano i robot, li spingono, li colpiscono o tentano di danneggiarli. Per lo meno una parte di questi comportamenti è collegata a timori riguardanti la sostituzione di posti di lavoro tradizionalmente svolti da esseri umani. Nel caso di Filadelfia, il servizio di consegna autonoma tramite robot è stato introdotto soltanto pochi mesi fa e rappresenta una delle sperimentazioni più visibili nel settore della logistica urbana dell'ultimo miglio. I veicoli si muovono negli spazi pubblici condividendo marciapiedi e attraversamenti con i pedoni, un aspetto che continua a sollevare interrogativi normativi e sociali nelle amministrazioni locali.
Per il momento l'unico procedimento aperto riguarda la contestazione di condotta molesta nei confronti di Carolyn Marvin. L'ex docente ha già annunciato di voler contestare l'accusa facendo leva sulle garanzie costituzionali relative alla libertà di espressione. Al di là dell'esito giudiziario, il caso è destinato a restare un esempio concreto dello scontro sempre più visibile tra automazione dei servizi urbani e preoccupazioni legate all'occupazione umana.
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