Zeus News è un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell'informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile: non è un semplice amplificatore di comunicati stampa ma riserva ampio spazio ai commenti e alle riflessioni, proponendosi quale punto di osservazione libero e indipendente.
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Voluto dall'Unione Europea per limitare Internet Explorer e atteso originariamente insieme a Windows 7, il ballot screen ha subito rimandi e rimaneggiamenti successivi finché Microsoft ha ceduto inserendo nella schermata 12 browser scelti dagli utenti.
Nonostante alcune difficoltà tecniche che hanno costretto a un aggiornamento, già si vedono gli effetti con l'abbandono di Internet Explorer a favore dei browser proposti a partire dal primo marzo: Opera, Safari, Firefox, Chrome, Internet Explorer nelle prime posizioni e altri sette browser meno diffusi, scontenti per il trattamento ricevuto.
Ecco le nostre brevi recensioni dei cosiddetti browser "minori":
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Il cartello che ti rimborsa l'RC autoCosa c'è dietro l'appello che circola in Rete, secondo il quale le compagnie di assicurazione italiane avrebbero formato un cartello, sarebbero state per questo condannate e pertanto ora a noi consumatori spetterebbe un rimborso per i premi troppo esosi che ci sono stati estorti? Una volta tanto c'è la verità. [ZEUS News - www.zeusnews.com - 30-11-2002] L'appello ha grosso modo questo testo:
Dovete sapere che a febbraio 2002 c'è stata una sentenza che ha dato 700 miliardi di lire di multa a 39 assicurazioni (tutte praticamente)Ad eccezione di qualche dettaglio e superficialità, il succo del messaggio è autentico. Il link indicato porta davvero a una pagina dell'Adusbef che riporta la "Campagna ADUSBEF Onlus di promozione delle azioni giudiziarie per ottenere il rimborso delle quote dei premi illegittimamente pagati alle seguenti compagnie: SAI, GENERALI, HELVETIA, LLOYD ADRIATICO, AZURITALIA, MILANO, RAS, REALE MUTUA, ZURIGO, ALLIANZ SUBALPINA, ASSITALIA, TORO, UNIPOL, WINTHERTUR, AXA, FONDIARIA, GAN", a cura dell'avvocato Antonio Tanza. La pagina Adusbef, che vi invito a consultare, espone in modo più rigoroso i concetti espressi a spanne dall'appello. Alcune compagnie di assicurazione hanno effettivamente formato un cartello e per questo sono state effettivamente condannate dall'Antitrust ("Con provvedimento di chiusura istruttoria, n. 8546 del 28.07.2000, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato accertava l'esistenza di una intesa restrittiva della concorrenza operata da 39 imprese di assicurazione, operanti in Italia nel settore RC auto"). Grazie a questo cartello, le compagnie hanno incassato, si stima, circa il 20% in più rispetto a quanto avrebbero incassato in condizioni normali e legali. Alcuni consumatori si sono rivolti alla magistratura e hanno ottenuto il rimborso di questo 20%: la pagina Adusfbef presenta gli estremi delle relative sentenze. Prosegue poi con le istruzioni dettagliate su come procedere per chiedere e ottenere questo rimborso. La sentenza dell'AGCM citata esiste e parla proprio di questo caso. Ulteriori conferme vengono dal Codacons, un'altra associazione di consumatori, che pubblica un dossier sul cartello assicurativo e sui rimborsi RC Auto, con tanto di moduli e istruzioni su come procedere. L'unica differenza significativa rispetto alle analoghe pagine Adusbef è la percentuale del rimborso, che il Codacons dichiara essere il 15%. L'appello è impreciso, e lo è anche il sito Adusbef, quando cita soltanto alcune delle trentanove compagnie condannate: perché citarne solo alcune e tacerne tante altre? Forse si è preferito concentrare l'attenzione sui nomi più importanti e trascurare i pesci piccoli del panorama assicurativo italiano. Comunque è una lacuna importante, perché mi pare di capire (e io, sia ben chiaro, non sono un esperto in materia) che soltanto gli assicurati con le compagnie condannate hanno diritto al rimborso. L'elenco completo è reperibile sulsito dell'AGCM (l'Antitrust), nel provvedimento n. 8546 citato sopra: andate alla sezione di ricerca "Intese, abusi e concentrazioni" e immettete "8546". Il provvedimento si può trovare più direttamente immettendo in Google "chiusura istruttoria 8546" oppure presso il sito del Codacons. Se siete curiosi ma al tempo stesso pigri, cito qui l'elenco tratto dal provvedimento, così nessuna compagnia si sente maggiormente messa alla gogna di altre e potete sapere se siete fra coloro che possono richiedere il rimborso. Con motivazioni diverse, sono elencate le seguenti compagnie:
"le società Assicurazioni Generali Spa, Assitalia - Le Assicurazioni d'Italia Spa, AXA Assicurazioni Spa, Bayerische Assicurazioni Spa, Levante Norditalia Assicurazioni e Riassicurazioni Spa, Lloyd Adriatico Spa, Lloyd Italico Assicurazioni Spa, Milano Assicurazioni Spa, SAI - Società Assicuratrice Industriale Spa, Sara Assicurazioni Spa, Società Reale Mutua di Assicurazioni, Toro Assicurazioni Spa, Compagnia Assicuratrice Unipol Spa, Winterthur Assicurazioni Spa e Zurigo Compagnia di Assicurazioni Sa hanno posto in essere, in violazione dell'articolo 2, comma 2, della legge n. 287/90, un'intesa orizzontale consistente in una pratica concordata di vendita congiunta di polizze CVT e RCA"; Seconda imprecisione: il rimborso vale soltanto per chi si è assicurato per l'RC auto con queste società fra il 1995 e il 2000. Almeno così dice la già citata pagina Web dell'Adusbef. Terza imprecisione: le cifre ipotizzate dall'appello ("Se per ipotesi in famiglia avete 4 macchine aspettatevi una bella somma intorno ai 2500 euro") sono totalmente campate per aria. Facciamo due conti. Visto che non tutte le famiglie hanno quattro auto, dividiamo per quattro l'allettante cifra prospettata: otteniamo 625 euro. Affinché il rimborso del 20% ammonti a 625 euro, il premio pagato dovrebbe essere quindi di 3125 euro. Ma il rimborso del 20% non va calcolato sull'intero premio della polizza auto, ma sulla sola quota riguardante la garanzia RCA, come segnala una delle sentenze citate dall'Adusbef. Se date un'occhiata alla vostra polizza, potreste trovare che la quota RCA è ben lontana dai 3125 euro. Quindi il rimborso che potete attendervi è molto più modesto, anche se va moltiplicato per il numero di anni per il quale siete stati assicurati con le compagnie condannate. L'appello è dunque autentico e sostanzialmente nel giusto, ma fate bene i conti prima di muovervi: il rimborso non comporta necessariamente spese legali, dato che spesso è sufficiente ricorrere al Giudice di Pace (come nelle sentenze citate dall'Adusbef), ma potrebbe ammontare a cifre piuttosto trascurabili rispetto alla fatica e ai travasi di bile necessari per riottenerle. L'indagine antibufala è disponibile qui.
(C) by Paolo Attivissimo - www.attivissimo.net.
I commenti dei lettori[1] non c'è niente da fare!!!!!
[2] come volevasi dimostrare
[3] Visto che avevo ragione???
[4] ops! ho visto dopo che ha risposto: mi prostro
[5] Perché Attivissimo non si caga la sig.ra Gril
[6] rimborsi rca
[7] Cercando con Google "chiusura istruttoria 8546" viene fuori......
[8] una domanda
[9] commento di Linda Grilli
[10] Perché Paolo Attivissimo non commenta?
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