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Canada, il governo vuole riempire tutti gli aeroporti di microfoniIl governo registrerà le conversazioni dei passeggeri per sventare le organizzazioni criminali infiltrate. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-06-2012] ![]() Stanno spuntando come funghi, negli aeroporti canadesi, attrezzature composte da videocamere in alta definizione e microfono in grado di registrare le conversazioni a distanza. L'installazione di questi apparecchi sarebbe già avvenuta in alcuni scali - anche se non è dato sapere quali - ed è portata avanti dalla Canada Border Services Agency, l'agenzia governativa che si occupa di sorvegliare le frontiere. I motivi per cui il governo canadese sta portando avanti questa iniziativa non sono stati esplicitati con chiarezza, ma pare sianlo legati a un rapporto del 2008 in cui si annunciava che nei più importanti aeroporti canadesi sono attivi almeno 58 organizzazioni criminali. I membri di questi gruppi si muovono negli scali contattando il personale per corromperlo o infiltrando tra gli addetti persone di fiducia che li aiutino nel traffico di narcotici o nel contrabbando. I vari sindacati dei dipendenti degli aeroporti si sono già detti preoccupati per la possibilità che questi sistemi vengano utilizzati per registrare le conversazioni che avvengono sul lavoro, e magari inserite nei fascicoli personali di ognuno. Al momento, comunque, secondo quanto ha dichiarato una portavoce della CBSA gli impianti microfonici non sono attivi: lo saranno soltanto tra qualche tempo. Sondaggio
C'è anche la possibilità che tutta questa attività sia figlia del Customs Act, una legge del 2009 che prevede la creazione, all'interno degli aeroporti, «aree controllate» e conferisce agli agenti in servizio poteri estesi per interrogare e perquisire i passeggeri all'interno di queste aree. Pare vi sia, infine, un problema "tecnico". Ogni agenzia governativa che apporti modifiche importanti al modo in cui vengono raccolti dati personali (e l'installazione di microfoni e telecamere è decisamente una di queste modifiche) deve presentare all'Ufficio del Commissario per la Privacy un rapporto in cui spiega rischi, benefici, modalità di raccolta dei dati e quant'altro serva a tutelare la riservatezza di cittadini e ospiti. «Se la CBSA avesse intenzione di introdurre un monitoraggio audio-video, il nostro ufficio avrebbe dovuto ricevere una valutazione completa d'impatto sulla privacy, che avremmo esaminato per fornire raccomandazioni (non vincolanti) su come proteggere la privacy» ha dichiarato la portavoce del Commissario Valerie Lawton.
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