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Il Grillo canta sempre al tramonto

La conversazione fra Dario Fo, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sulla Rete, la democrazia on line e il programma del Movimento 5 Stelle.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 12-02-2013]

Il Grillo canta sempre al tramonto è una conversazione fra il grande attore e commediografo, Il premio Nobel Dario Fo, Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, uscita in questi giorni in libreria, per i tipi di Chiarelettere al costo di 13,90 euro devoluti in beneficenza all’Associazione genitori dei ragazzi non vedenti e ipovedenti di Milano e ad Afa Centro Reul per i bambini sordi di Genova.

E’ ambientata idealmente fra le vestigia dell’Antica Grecia, e rappresenta, da parte di un padre nobile della sinistra radicale ed extraparlamentare italiana quale Dario Fo, l’investitura al movimento di Grillo e Casaleggio come erede della tradizione più nobile della sinistra radicale italiana.

Dario Fo ama fortemente Grillo come grande comico che sa affascinare il popolo nelle piazze, con la sua gestualità e il suo linguaggio scurrile ma vero, come facevano i giullari e anche S. Francesco viene riletto da Fo come un grande giullare che vuole rinnovare la Chiesa e la società del suo tempo. Casaleggio ricorda che il Movimento 5 Stelle è stato proprio fondato il 4 ottobre, data dedicata a San Francesco.

Dario Fo è scettico o almeno non nasconde qualche riserva sulla Rete: Casaleggio vanta l’inelligenza collettiva che deriva dalla Rete. Ma Fo esalta il rapporto interpersonale e quello tutto fisico delle piazze e del Grillo, Casaleggio e il patriarca del teatro politico italiano.

Fo ricorda di aver perso le primarie del centrosinistra, contro il prefetto Ferrante, poi nominato dai padroni delle Ferriere, la famiglia Riva, presidente di quell’Ilva che Grillo e Casaleggio vogliono chiudere, dando ai suoi operai un salario di disoccupazione.

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Grillo rivendica di essere stato il primo a chiedere la non candidabilità dei pregiudicati, il tetto dei mandati, il referendum contro la privatizzazione dell’acqua, di volere democrazia diretta su tutto, ovviamente on line, compresa la permanenza dell'Italia nell’euro e di come la sinistra tradizionale sia stata costretta a seguire queste strade, ma in ritardo e con grande fatica.

Grillo ammira la Svizzera dove i ministri mantengono il proprio lavoro ma a turno, ogni sei mesi, ricoprono la carica di Presidente della Repubblica che, secondo Grillo, in Italia ha troppi poteri. Anche la Malesia - dove le banche islamiche non chiedono l’interesse sul denaro prestato - è un modello.

Quella di Grillo è la sinistra radicale, anticapitalista, che oggi nemmeno Ingroia ha più il coraggio di sognare. Gli operai dovrebbero sedere nei consigli di amministrazione, una bottiglia di plastica può arrivare a costare 10 euro per disincentivarne il consumo, una pensione non dovrebbe superare i 4.000 euro al mese, una persona non dovrebbe avere più di 3 o 4 milioni di euro perché poi diventa pericolosa per la democrazia.

Gli avvocati dovrebbero essere tutti d’ufficio, sostiene Grillo, nominati dal Tribunale, perché non accada che i migliori se li possano permettere solo i ricchi. Le grandi infrastrutture, dalla rete all’acqua al gas, dovrebbero essere pubbliche.

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Pier Luigi Tolardo

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Commenti all'articolo (3)

[1] Luigi ti sei ingrassato. Manca solo Zoro e siamo al completo. {Michele}

[2] La benzina a 5 neuro al litro ce la siamo scordata? (Stx)

[3] a quando l'abolizione dei titoli di credito e della cartamoneta, e la reintroduzione delle sole monete di ferro? :ahrahr: (merlin)

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