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Allo zio Bill non piace la SambaArzigogoli legali impediscono lo sviluppo del popolare programma GNU di interfaccia con reti Microsoft. Anche se c'è di mezzo una sentenza UE. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 30-01-2005] ![]() Microsoft e Brasile: pare proprio che, nonostante tutti gli sforzi, non sia un binomio possibile. Zeus News ha già detto del mancato incontro tra il presidente brasiliano e Bill Gates nel corso del World economic forum, in svolgimento a Davos, in Svizzera. L'ufficio stampa di Lula, peraltro presente ai primi giorni del contro-meeting, il World Social Forum, a Porto Alegre, ha giustificato il rifiuto con l'eccessivo numero di impegni del premier. Forse zio Bill avrebbe avuto più possibilità, se avesse scelto Porto Alegre come sede del colloquio. Ma Mister Windows ha la possibilità di consumare la sua sottile vendetta lanciando un potente siluro a Samba, il progetto GNU per la gestione di reti aziendali, che consente ai file e alle stampanti Windows di essere condivisi con sistemi Unix e Linux, e che ha grande diffusione e successo a causa della sua stabilità ed efficacia. Di brasiliano Samba ha solo il nome, ma di questi tempi non è il caso di sottilizzare. Riassumiamo: nel marzo 2004 l'UE aveva multato la Microsoft per quasi 500 milioni euro, e le aveva imposto, tra le altre cose, di mettere a disposizione tutte le informazioni per realizzare l'interoperabilita' di Windows con i sistemi operativi dei concorrenti. La soluzione di Redmond, in attesa dell'esito del ricorso presentato a Bruxelles, è una licenza di utilizzo della documentazione tecnica. Ma secondo la Free Software Foundation Europe, tale licenza escluderebbe deliberatamente Samba e tutto il free software dalle misure di interoperabilità imposte dall'UE. Le informazioni, secondo la UE, avrebbero dovuto essere concesse in "termini ragionevoli e non discriminatori,". La proposta da Microsoft, la WSPP Development Agreement, richiede il pagamento di royalty per il diritto di usare la documentazione tecnica di Microsoft, e stabilisce la chiusura del sorgente prodotto con le informazioni derivanti da tale documentazione. Non ci vuole un avvocato per capire che l'accordo non è compatibile col software libero. "Le condizioni sono non ragionevoli e discriminano il software libero: è impossibile per un prodotto sotto GPL rientrare nei termini di questa licenza," sostiene l'avvocato Piana della FSFE. Le comunità del software libero non possono firmare una licenza che richiede pagamenti di royalty per ogni copia distribuita. Per questo la FSFE sta facendo pressioni sull'UE per chiedere a Microsoft di riscriverlo. Se Samba sarà escluso dall'accordo, sarà difficile per esso continuare a rimanere interoperabile con Microsoft. E per il momento è l'unico software, free ed open source, che fa lavorare insieme sistemi operativi diversi con Microsoft NT o 2000. Paradossalmente, dunque, la licenza, concessa secondo Redmond in "termini ragionevoli e non discriminatori," esclude l'unica alternativa possibile. Secondo i legali della società USA, la licenza è utilizzabile da chiunque, basta pagare: il mondo dorato di Bill Gates continua a fingere di ignorare l'alternativa del Free ed Open Source Software. Strano, visto che, dal canto loro, i pubblicitari che lavorano per la stessa azienda sembrano in procinto di lanciare una nuova campagna contro il software a sorgente aperto. Voci non confermate dicono che a febbraio avrà inizio una seconda campagna Microsoft anti-Linux. Abbiamo già riferito della precedente, apparsa tra l'altro su autorevoli riviste riguardanti il pinguino (commenti qui), caratterizzata dall'occupazione sistematica degli spazi pubblicitari, in rete e su carta. Ma questa seconda fase troverebbe spazi presso le testate indipendenti, quelle particolarmente avare di elogi nei confronti della casa di Redmond. Un modo, certo, per dare la massima risonanza alla propria comunicazione, ma forse anche un sottile messaggio destinato a chi vede di buon occhio l'Open Source: nessuno, alla fine, può essere al cento per cento indipendente da Microsoft.
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