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Rimborsi blackout, inutili quei fax all'Enel
Un appello invita a inviare all'Enel una richiesta di rimborso per lo storico blackout del 28 settembre 2003. L'Autorità per l'Energia smentisce
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Lo scherzone degli autovelox (ma le multe sono vere)Bastano una stampante laser e un po' d'ingegno per realizzare targhe false in grado di ingannare i sistemi di rilevamento automatici, e far ricadere la multa su una specifica persona. [SONDAGGIO] [ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-12-2008] ![]() Alcuni studenti della Richard Montgomery High School e della Wotton High School, nello stato del Maryland (USA), hanno trovato il modo di sfruttare gli autovelox per giocare costosi scherzi a compagni di scuola e professori. Il sistema è molto semplice: utilizzando dei font reperibili in Internet (pare che la scritta Maryland usi un carattere molto simile al Garamond Number 5 Swash Italic), carta fotografica glossy e una stampante laser, questi "monelli" sono in grado di creare riproduzioni di targhe automobilistiche sufficientemente fedeli da ingannare gli autovelox. Basta dunque attaccare la targa falsa sopra quella vera, passare appositamente a velocità elevata davanti a un rilevatore, e poi rimuovere la prova della contraffazione. Il legittimo proprietario di quel numero di targa riceverà comodamente a casa una bella multa da 40 dollari. Il trucco (inutile dirlo, illegale) funziona sfruttando due particolarità del sistema: la prima è che gli autovelox della zona riprendono soltanto la targa posteriore di ogni veicolo; la seconda è che le società preposte a inviare le multe non verificano che la targa fotografata e il modello di auto cui è stata assegnata secondo i registri corrispondano. Inoltre, per una migliore riuscita dello scherzo, gli studenti più furbi si fanno prestare da amici e parenti auto simili o identiche a quelle delle vittime. Il "gioco" è stato scoperto grazie al racconto di un genitore, il quale si augura un intervento da parte della Contea di Montgomery affinché, prima di comminare una sanzione, venga verificata l'identità di chi ha infranto la legge. "Inviare le multe a destinatari senza volto, senza alcun tipo di verifica, è una violazione dei nostri diritti" ha concluso.
La questione sta suscitando un crescente dibattito sulla legittimità dei controlli autovelox: ufficialmente introdotti per aumentare la sicurezza nelle strade, spesso vengono accusati di essere solo un bieco sistema per fare cassa, sulle spalle dei cittadini. Sotto accusa anche i semafori con telecamera, la cui durata del giallo è stata diminuita ad arte, in modo da poter "beccare" un maggior numero di automobilisti mentre passano col rosso. Tutte cose già viste anche da noi e ben note agli automobilisti italiani.
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