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Fidanzati sospettosi o inguaribili diffidenti, qual è la vostra arma preferita tra quelle che Facebook mette a disposizione di voi gelosoni per controllare il vostro partner?
I cuoricini in bacheca: un segno per far sentire sempre e dovunque la propria presenza, nonché un espediente per marcare il territorio del partner.
L'applicazione "Chi ti segue di più?": bisogna convincere il partner a usare questa applicazione (apparentemente innocua) per scovare eventuali vittime da annotare sulla propria black list.
Facebook Places: permette di taggare compulsivamente il partner e rendere noto al mondo intero il fatto che lei e il suo lui si trovano sempre insieme.
L'auto tag nelle foto: indispensabile strumento per essere certi di ricevere notifiche qualora un'altra persona osasse commentare o piazzare "Mi piace" alle foto del/della partner.
I commenti minatori: il simpatico approccio ossessivo-compulsivo verso chi tagga il partner o ne invade la bacheca. Di solito consiste in un discreto: "Che bello il MIO amore!"
Il profilo Facebook in comune: un unico profilo scoraggia anche il più audace dei rivali dal tentare un approccio.
La password nota al partner: Della serie: "Amore, se non mi nascondi niente allora posso avere la tua password?". Nessun messaggio di posta, commento o notifica è al sicuro.
Il tasto "Rimuovi dagli amici": una volta in possesso della password del partner, qualsiasi rivale dalla foto profilo provocante o la cui identità è sconosciuta verrà subito rimosso dagli amici.
La trappola: spacciandosi per il partner (password nota), si inizia a contattare i presunti rivali e testare le loro intenzioni con domande e allusioni per far cadere in trappola anche i più astuti.
Il Mi piace minatorio: post, foto, tag, nuove amicizie sono regolarmente marchiati da un Mi piace del partner. Dietro una parvenza di apprezzamento, dimostrano quanto in realtà NON piaccia l'elemento.

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Le truffe online colpiscono iTunes e PayPal

Numerosi utenti di PayPal segnalano ammanchi anche per migliaia di dollari, spesi sul negozio online di Apple.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 24-08-2010]

Truffe online iTunes PayPal Apple
Foto via Fotolia

Un'ondata di truffe si sta abbattendo su iTunes e PayPal, un fenomeno in cui i malintenzionati ottengono le credenziali di accesso ai conti del sistema di pagamento elettronico e le sfruttano per fare acquisti sul negozio online di Apple.

Né si tratta di pochi spiccioli: un utente ha segnalato ammanchi per 1.000 dollari, un altro addirittura per 4.700. PayPal ha già fatto sapere che rimborserà i truffati, ma la situazione di pericolo continua.

Pare che non ci sia alcuna falla nei sistemi ma che tutto avvenga tramite campagne di phishing che vanno a segno e che arrivano a sfruttare il panico generato dalle truffe per ingannare nuovi utenti.

L'ultima trovata dei phisher, infatti, fa pervenire nelle caselle di posta una falsa email che finge di provenire da PayPal e annuncia un addebito a favore di iTunes. L'utente ignaro e preso dal panico clicca sul link fornito nell'email, crede di loggarsi su PayPal e invece consegna i propri dati ai criminali, che svuoteranno per davvero il conto.

Dal canto proprio Apple ha cercato di migliorare le misure di sicurezza in iTunes, rendendo obbligatoria in ogni caso la digitazione del codice di sicurezza riportato sul retro delle carte di credito.

Le raccomandazioni per evitare di cadere nelle trappole sono sempre le stesse: non cliccare sui link che si trovano nei messaggi di posta elettronica, in caso di dubbio cambiare la password e rimuovere dal conto PayPal le informazioni sulla carta di credito e, infine, se si notano degli ammanchi sospetti (ossia non si è fatta alcuna spesa eppure il credito è stato ugualmente scalato) avvertire immediatamente sia PayPal che la banca.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti all'articolo (ultimi 5 di 7)

in realtà banche -e non solo- comunicano abbondantemente con il cliente tramite email Solo non chiedono di inserire i dati di login per improbabili verifiche. Leggi tutto
26-8-2010 21:19

{pippolo}
Ancora c'e' chi casca nel pishing. Perche' mai la banca o le poste dovrebbero comunicare con il cliente tramite e-mail? Loro mandano lettere cartacee, tanto poi le fanno pagare al cliente (1,90 Euri), per le comunicazioni. Purtroppo il mondo e' pieno di ingenui, e certa gente ci sguazza
26-8-2010 20:11

In Italia manca parecchio la cultura informatica... Ps. Le frutte online colpiscono iTunes e PayPal
25-8-2010 17:19

sono convinto che in Italia, proprio perchè terra di truffati e truffatori, l'utente medio è molto meno propenso a cascare nella rete dei truffatori... ossia che quando vuole spendere dei soldi in internet si informa da qualcuno più pratico... Personalmente ogni tanto acquisto qualcosa da negozi virtuali, usando Paypal appoggiata ad... Leggi tutto
25-8-2010 16:36

Capisco che a te e a molti possa sembrare paradossale di cliccare su e-mail sospette per fare il login a paypal ecc. e anche io non lo farei mai, non mi loggo mai dai link di email, ma questo è perché ci è stato insegnato. Ci vorrebbe specie in Italia una cultura di base informatica migliore, proprio anche nell'ambito della sicurezza,... Leggi tutto
25-8-2010 06:06

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