Mercanti di futuro

La via d'uscita dalla crisi della new economy è fatta di comunione delle proprie esperienze per accrescerle, di scambio di informazioni, di libera circolazione delle conoscenze contro ogni forma di assoluta difesa del diritto d'autore.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-08-2002]

Carlo Formenti è un webbologo? Non so se questo neologismo sia contemplato dai nuovi dizionari ma so che potrebbe calzare molto per Carlo Formenti che se lo è meritato con il suo testo "Incantati dalla Rete", considerato dai più come uno dei libri italiani più belli sull'impatto di Internet sulla cultura delle donne e degli uomini del nostro tempo. Ora Formenti ritorna, pubblicando un libro da Einaudi, su Internet e sulla rivoluzione antropologica che ha innestato, dopo che il trionfo del Web si è rovesciato nella grave crisi del Nasdaq e della New Economy.

Il titolo è "Mercanti di futuro. Utopia e crisi della Net Economy", è dal titolo si intravede la tesi di fondo di Formenti. Per Formenti l'espressione mercante di futuro non è qualcosa di negativo, che ci fa immediatamente pensare alla trasformazione in senso mercantile del Web ed alla sua progressiva e negativa mercificazione.

Formenti afferma a proposito della crisi della Net Economy che stiamo vivendo: "Per quanto brusco possa essere il ritorno alla normalità, non sarà facile dimenticare lo spettacolo di un'economia che mette improvvisamente a nudo le sue leggi: se è bastato che milioni di persone credessero in una "economia della speranza", in un'economia, cioè, in cui il valore scaturiva dalla semplice aspettativa di prosperità, per fare assumere a quella speranza la forza di una profezia capace di autoavverarsi, allora tutto è possibile, anche una vera democratizzazione dell'economia".

Formenti non crede in intepretazioni solo economicistiche delle motivazioni dell'agire umano, come possono essere quelle di una parte del marxismo e di un certo neoliberismo. Conta molto, e qui l'esempio citato sempre è quello delle esperienze del Software Libero, l'essere Comunità, l'accrescere le proprie conoscenze, scambiarle, divertirsi lavorando ed esprimendo la propria creatività.

Quella che stiamo vivendo, ci dice l'Autore, è lo spezzarsi di quella cosa definita, con termine gramsciano, il blocco sociale della New Economy. Un blocco sociale fatto dal management delle dot-com e dai programmatori e professionisti, ricercatori e creativi, tra chi aveva una visione della New Economy come la nuova frontiera del capitalismo e chi la viveva come una straordinaria esperienza di creatività e libertà: due opposti modi che però hanno felicemente convissuto e cooperato fino alla crisi attuale.

Oggi la risposta alla crisi non può essere quella dell'Amministrazione Bush che protegge i monopoli come quello della Microsoft, nega la privacy in nome della lotta al terrorismo e, nel contempo, difende a spada il copyright. La risposta positiva per uscire dalla crisi sta in altre scelte: come quella dell'IBM che propone un'alleanza agli sviluppatori del software open source, nelle imprese che adottano la cultura della "corporate community" per convenienza ma rispettando la privacy dei clienti e valorizzando i dipendenti.

Una risposta positiva alla crisi sono le forme di welfare autogestito promosso dal no profit, sono le comunità scientifiche che continuano a praticare quello che Formenti definisce il comunismo delle idee, cioè, il primato della libera circolazione delle conoscenze contro ogni forma di assoluta difesa del diritto d'autore.

Sta in queste esperienze la possibilità di ricreare quella sintesi felice che ha dato vita alla Net Economy.

Scheda:
Titolo: Mercanti di futuro
Sottotitolo: Utopia e crisi della Net economy
Autore: Carlo Formenti
Editore: Einaudi
Prezzo: € 14,50

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Pier Luigi Tolardo

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