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Fidanzati sospettosi o inguaribili diffidenti, qual è la vostra arma preferita tra quelle che Facebook mette a disposizione di voi gelosoni per controllare il vostro partner?
I cuoricini in bacheca: un segno per far sentire sempre e dovunque la propria presenza, nonché un espediente per marcare il territorio del partner.
L'applicazione "Chi ti segue di più?": bisogna convincere il partner a usare questa applicazione (apparentemente innocua) per scovare eventuali vittime da annotare sulla propria black list.
Facebook Places: permette di taggare compulsivamente il partner e rendere noto al mondo intero il fatto che lei e il suo lui si trovano sempre insieme.
L'auto tag nelle foto: indispensabile strumento per essere certi di ricevere notifiche qualora un'altra persona osasse commentare o piazzare "Mi piace" alle foto del/della partner.
I commenti minatori: il simpatico approccio ossessivo-compulsivo verso chi tagga il partner o ne invade la bacheca. Di solito consiste in un discreto: "Che bello il MIO amore!"
Il profilo Facebook in comune: un unico profilo scoraggia anche il più audace dei rivali dal tentare un approccio.
La password nota al partner: Della serie: "Amore, se non mi nascondi niente allora posso avere la tua password?". Nessun messaggio di posta, commento o notifica è al sicuro.
Il tasto "Rimuovi dagli amici": una volta in possesso della password del partner, qualsiasi rivale dalla foto profilo provocante o la cui identità è sconosciuta verrà subito rimosso dagli amici.
La trappola: spacciandosi per il partner (password nota), si inizia a contattare i presunti rivali e testare le loro intenzioni con domande e allusioni per far cadere in trappola anche i più astuti.
Il Mi piace minatorio: post, foto, tag, nuove amicizie sono regolarmente marchiati da un Mi piace del partner. Dietro una parvenza di apprezzamento, dimostrano quanto in realtà NON piaccia l'elemento.

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Siri anche sull'iPhone 4

Gli hacker ci sono già riusciti. Ora pare che Apple sia al lavoro su una versione ufficiale.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 07-11-2011]

Siri iPhone 4 Apple google schmidt

La novità più consistente dell'iPhone 4S, potenziamento dell'hardware a parte, sta nel software e in particolare nell'assistente vocale Siri incluso in iOS 5.

iOS 5, di per sé, si installa anche sulle versioni precedenti di iPhone, ma in quel caso Siri non è incluso: al momento si tratta di un'esclusiva dell'ultimo modello, sebbene alcuni hacker abbiano dimostrato che può funzionare anche sull'iPhone 4.

Ora alcune indiscrezioni testimoniano che Apple starebbe lavorando per portare le funzionalità dell'assistente virtuale su tutti i modelli che possono installare iOS 5. L'articolo continua qui sotto.

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A testimoniarlo ci sarebbero alcuni iPhone 4 distribuiti a ingegnere di Apple e dotati di una versione modificata di iOS 5: la modifica consisterebbe proprio nell'abilitazione di Siri.

Permettere anche ai possessori di un modello non recente di melafonino di utilizzare Siri andrebbe contro la tradizione di Apple, che riserva alcune funzionalità all'ultimissima versione dei propri dispositivi, eppure avrebbe una sua ragione.

Siri è infatti più di un semplice strumento: è una nuova interfaccia alla ricerca online, e soprattutto non si appoggia a Google. Per Apple, insomma, si tratterebbe di assestare un colpo alla rivale, ma in maniera indiretta.

Che la minaccia di Siri per Google non sia tanto teorica è provato da alcune recenti affermazioni di Eric Schmidt, presidente esecutivo dell'azienda di Mountain View, il quale ha affermato che l'assistente di Apple è un potenziale pericolo per il core business di Google, ossia proprio la ricerca online.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti all'articolo (2)

un assistente vocale retrocompatibile come mezzo per battere Google? Contenti loro
8-11-2011 17:47

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