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Fidanzati sospettosi o inguaribili diffidenti, qual è la vostra arma preferita tra quelle che Facebook mette a disposizione di voi gelosoni per controllare il vostro partner?
I cuoricini in bacheca: un segno per far sentire sempre e dovunque la propria presenza, nonché un espediente per marcare il territorio del partner.
L'applicazione "Chi ti segue di più?": bisogna convincere il partner a usare questa applicazione (apparentemente innocua) per scovare eventuali vittime da annotare sulla propria black list.
Facebook Places: permette di taggare compulsivamente il partner e rendere noto al mondo intero il fatto che lei e il suo lui si trovano sempre insieme.
L'auto tag nelle foto: indispensabile strumento per essere certi di ricevere notifiche qualora un'altra persona osasse commentare o piazzare "Mi piace" alle foto del/della partner.
I commenti minatori: il simpatico approccio ossessivo-compulsivo verso chi tagga il partner o ne invade la bacheca. Di solito consiste in un discreto: "Che bello il MIO amore!"
Il profilo Facebook in comune: un unico profilo scoraggia anche il più audace dei rivali dal tentare un approccio.
La password nota al partner: Della serie: "Amore, se non mi nascondi niente allora posso avere la tua password?". Nessun messaggio di posta, commento o notifica è al sicuro.
Il tasto "Rimuovi dagli amici": una volta in possesso della password del partner, qualsiasi rivale dalla foto profilo provocante o la cui identità è sconosciuta verrà subito rimosso dagli amici.
La trappola: spacciandosi per il partner (password nota), si inizia a contattare i presunti rivali e testare le loro intenzioni con domande e allusioni per far cadere in trappola anche i più astuti.
Il Mi piace minatorio: post, foto, tag, nuove amicizie sono regolarmente marchiati da un Mi piace del partner. Dietro una parvenza di apprezzamento, dimostrano quanto in realtà NON piaccia l'elemento.

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Bernabè contro Ruggiero, contestato dai soci

Bernabè propone un'azione contro l'ex AD. L'assemblea lo fischia per aver permesso a Tronchetti Provera di guadagnare la prescrizione.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 16-05-2012]

franco bernabe

Dopo anni passati a invitare tutti - azionisti, giornalisti e dipendenti - a dimenticare le gestioni passate, Franco Bernabé si è convinto a passare all'azione.

Il presidente esecutivo di Telecom Italia ha proposto all'assemblea degli azionisti, celebrata a Rozzano il 15 maggio, una azione di responsabilità contro l'ex amministratore delegato Riccardo Ruggiero. L'articolo continua qui sotto.

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Bernabè pensava così di placare i forti dissensi nati a causa degli scandali emersi - dalle SIM false allo spionaggio telefonico di Tavaroli, fino al recente scandalo Teleasing.

In realtà ha però soltanto suscitato i fischi e i «buu» di disapprovazione dei piccoli azionisti: essendo ormai passati oltre cinque anni non è più possibile agire anche contro l'ex patron di Telecom Marco Tronchetti Provera, il quale ha così potuto guadagnare la prescrizione. Una classica storia italiana.

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© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pier Luigi Tolardo

Commenti all'articolo (3)


mda
Mi chiedo verso quali soci si rivolgesse in causa..... :lol: :lol: :lol: Io se fossi un poliziotto prenderei nota dei nomi... Non si sa mai... :lol: :lol: :lol: Ciao
18-5-2012 16:50

{ranx}
resta di stucco, è un bernatrucco
17-5-2012 14:48

Freestyler
Caro Babbo Natale, porta ad un po' di gente la capacità di vergognarsi delle proprie azioni...
17-5-2012 00:59


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