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Chi di questi 10 non ha meritato il premio Nobel per la Pace?
Elihu Root, segretario di Stato USA, vincitore nel 1912, indagato per la repressione degli indipendentisti filippini.
Aristide Briand, politico francese, vincitore nel 1926, nonostante molti sostengano che gli accordi da lui voluti abbiano portato la Germania a tentare la successiva espansione verso est.
Frank Kellogg, vincitore nel 1929: la sua idea per evitare le guerre fu sconfessata di lý a breve dalla politica tedesca.
Carl von Ossietzky, giornalista tedesco, vincitore nel 1935 per aver rivelato la politica tedesca di riarmo in violazione dei trattati. Meritava il premio, ma la tempistica fu pessima: venne deportato in un campo di concentramento.
Nessuno: nel 1948 il premio non venne assegnato. Sarebbe potuto andare a Mohandas Ghandi, ma era stato assassinato e il Comitato non permise che il premio fosse assegnato alla memoria.
Henry Kissinger e Le Duc Tho, vincitori nel 1973 per aver negoziato il ritiro delle truppe USA dal Vietnam. Il primo per˛ approv˛ il bombardamento contro la Cambogia; il secondo rifiut˛ il premio.
Yasser Arafat, Shimon Peres e Yitzakh Rabin, vincitori nel 1994, sebbene gli accordi di Oslo abbiano avuto effetti molto brevi.
Kofi Annan e le Nazioni Unite, vincitori nel 2001, investigato nel 2004 per il coinvolgimento del figlio in un caso di pagamenti illegali nel programma Oil for Food.
Wangari Muta Maathai, vincitrice nel 2004, convinta che il virus HIV sia stato creato in laboratorio e sfuggito per errore.
Barack Obama, vincitore nel 2009, appena eletto presidente degli USA.

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I brevetti di Tesla Motors diventano open source

Elon Musk lascerà usare le tecnologie della sua azienda a chi le vorrà adoperare ''in buona fede''.



[ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-06-2014]

tesla brevetti
(Fai clic sull'immagine per visualizzarla ingrandita)

Si possono individuare tanti motivi che rallentano il diffondersi delle auto elettriche, ma uno dei peggiori è quasi immateriale: si tratta dei brevetti.

A pensarla così non è qualche fanatico dell'open source ma Elon Musk, eccentrico imprenditore, cofondatore di PayPal, fondatore di SpaceX e CEO di Tesla Motors.

Con un post sul blog ufficiale, Musk ha annunciato l'inizio della rivoluzione e ha dato l'esempio: i brevetti di proprietà del più celebre produttore di auto elettriche sono diventati open source.

Nel proprio intervento, Musk non ha esitato a paragonare la proprietà intellettuale a una mina che impedisce di avanzare verso l'era del trasporto sostenibile: soltanto lavorando insieme, secondo l'imprenditore statunitense, si potrà arrivare al risultato.

«Quando ho inaugurato la mia prima azienda, Zip2, pensavo che i brevetti fossero una cosa buona e ho lavorato duramente per ottenerli. E forse molto tempo fa erano davvero una cosa buona, ma oggigiorno troppo spesso servono soltanto a soffocare il progresso, consolidare le posizioni delle grandi multinazionali e arricchire gli avvocati anziché i veri inventori» scrive Musk.

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Come vedi il futuro dell'umanitÓ, in ambito scientifico?
Il futuro Ŕ nella condivisione delle conoscenze. L'arroganza delle multinazionali nei confronti della proprietÓ intellettuale Ŕ solo il canto del cigno: infatti grazie alle tecnologie il sapere non potrÓ pi¨ essere detenuto da pochi potenti.
Per tutelare ricerche che richiedono investimenti cospicui, la proprietÓ intellettuale Ŕ uno strumento equo e ragionevole. Lo strapotere attuale della grande industria va solo limitato nel tempo ed emendato dagli aspetti pi¨ truci.
Lo scenario pi¨ probabile Ŕ un doppio binario tra scienza proprietaria e open source. La prima coprirÓ i settori che richiedono investimenti a lungo termine, la seconda quelli in cui la cooperazione raggiunge i risultati migliori.
Il potere si concentra dove c'Ŕ il denaro. Volenti, o nolenti, i big dell'economia mondiale si accaparreranno tutte le fonti di conoscenza, e sapranno farle fruttare a dovere, per il bene dell'umanitÓ.

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Rendendosi conto che i brevetti posseduti da Tesla non servivano ad accelerare l'adozione delle auto elettriche, ma anzi la rallentavano non consentendo ad altri di approfittare delle medesime innovazioni tecnologiche, Elon Musk ha deciso che «Tesla non intenterà alcuna causa per i brevetti contro chiunque, in buona fede, voglia adoperare la nostra tecnologia».

In fondo si tratta di applicare la medesima filosofia nei confronti dei brevetti adottata dall'uomo dal quale Tesla Motors prende il nome. Si racconta infatti che Nikola Tesla, a chi gli portava la notizia della trasmissione di segnali senza l'uso di fili da parte di Guglielmo Marconi, abbia risposto: «Marconi è un brav'uomo. Lasciamolo continuare. Sta usando diciassette dei miei brevetti».

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Commenti all'articolo (ultimi 5 di 6)

{pagiu}
Finalmente qualcuno vede la luce del progresso,è meglio morire vicino a persone che ti amano che soli vicino ai soldi(che non ti porterai dietro)
20-6-2014 11:38


Zievatron
Che i risvegliati e le buone notizie, come questa, possano aumentare. :D
15-6-2014 13:30

{dbp}
Tutti dovrebbero chiamarsi Free Software Foundation; Richard Matthew Stallman; Matt Lee; John Sullivan; Jeanne Rasata; Libby Reinish; Free Software Foundation Europe; Free Software Foundation France; Free Software Foundation America Latina; Free Software Foundation India; Eben Moglen; Lawrence Lessig... che da pi¨ di 10 anni si muovono... Leggi tutto
14-6-2014 13:58

babbo
una luce nel buio, tutti dovrebbero chiamarsi Mask, fra tutti coloro che brevettano perfino il suono per non farsi uguagliare. E vero che per raggiungere una nuova tecnologia occorrono investimenti considerevoli, ma usare una tecnologia per incrementarla a raggiungere un miglioramento, migliorerÓ l'umanitÓ.
14-6-2014 08:35


kenshir
Di gran lunga la migliore notizia che io abbia sentito nell'ultimo anno. Se questo mondo marcio - dove vengono definiti "eroi" imprenditori senza scrupoli che si sono arricchiti enormemente a colpi di brevetti - e' ancora in grado di partorire dei nuovi Sabin, allora l'umanita' ha ancora una speranza. Grande Musk.
14-6-2014 02:40


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