Un saggio che usa le fiabe del Sud Italia per provare a delineare un futuro di democrazia digitale.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 29-01-2026]
Sta avendo un buon successo il saggio Qualcosa è andato storto di Riccardo Luna, già direttore dell'edizione italiana di Wired: esprime bene la delusione e il disincanto dei molti che avevano creduto nella diffusione di Internet come un'occasione straordinaria di crescita culturale della società e come mezzo di costruzione di relazioni basate sul dialogo e l'apertura alla diversità.
Il punto di rottura è ben individuato nella crescita enorme delle Big Tech USA oggi alleate strette di Trump, grandi imprese a cui interessa solo il profitto e che sono pronte ad aumentare e consolidare il controllo dei poteri forti politici personali ed economici a patto di non avere regole che ne soffochino la crescita, a scapito di rispetto della libertà e onestà dell'informazione e del diritto alla privacy. Forte nell'analisi delle storture nel web, il saggio di Luna individua solo a grandi linee i rimedi, consistenti in un sempre maggiore investimento nell'autoeducazione ed educazione critica e nella formazione continua a conoscere gli algoritmi che reggono i social e alle regole formali e informali della comunicazione on line.
Ben arrivato quindi il saggio di Moreno Carosella, docente universitario di informatica, intitolato Fiabe antiche per un futuro digitale. Metafore e mostri nell'era dell'intelligenza digitale; edito da Interlinea, punta molto di più sulla parte costruttiva che su quella critica. L'autore in modo intrigante e originale ha scelto di adottare le fiabe tradizionali più conosciute del Sud Italia - lucane, calabresi, sannite, siciliane e sarde - per indicare delle linee guida di approccio positivo alle sfide e ai problemi emergenti della società dell'informazione. Scelta di metodo, le fiabe esprimono le paure e le tensioni dell'umanità che si rivivono nei problemi dell'attualità, ma anche di campo e di contenuto.
Come Carosella ci richiama senza stancarsi, i problemi del web - dalla diffusione incontrollata delle fake news all'eccesso di narcisismo e di polarizzazione, dalla manipolazione alla riduzione delle nostre vite e della nostra intimità a merci nel mercato dei dati - non sono problemi solo e prevalentemente tecnici. Sono problemi invece umani e morali, richiedono più umanesimo, più coscienza morale, più spirito di servizio e di condivisione. Non saranno solo regole legislative e protocolli ma una spinta forte a credere nella democrazia e non nel potere di pochi, dando a tutti il più possibile un'alfabetizzazione digitale ma ancora di più un'educazione digitale, un possesso diffuso degli strumenti per essere soggetti attivi e critici del Web. Il libro è denso e ricco, scorrevole da leggere e ha il sapore dell'utopia; ma forse oggi le uniche vere utopie ancora credibili sono proprio la scuola e l'educazione.
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