[ZEUS News - www.zeusnews.it - 04-04-2026]

Dal 28 aprile 2026 tutti i laptop venduti nell'Unione Europea dovranno supportare la ricarica tramite porta USB‑C e saranno commercializzati senza caricatore in confezione, in applicazione della Direttiva (UE) 2022/2380 aggiornata poi con il Regolamento 2023/1717. L'obbligo completa il percorso normativo iniziato con smartphone e piccoli dispositivi elettronici, estendendo lo standard unico anche ai computer portatili. La direttiva impone che ogni laptop sia dotato almeno di una porta USB‑C utilizzabile per la ricarica via cavo. La scelta elimina la dipendenza da connettori proprietari e introduce un requisito uniforme per tutti i produttori, con l'obiettivo di ridurre frammentazione, costi e rifiuti elettronici. I laptop avevano ottenuto due anni aggiuntivi rispetto agli smartphone per adeguarsi, a causa della maggiore complessità tecnica legata alla ricarica ad alta potenza.
Oltre ad avere una porta USB‑C, i dispositivi che richiedono più di 15 W per la ricarica dovranno supportare lo standard USB Power Delivery (USB‑PD). Ciò garantisce compatibilità con caricabatterie universali certificati, riducendo la necessità di alimentatori proprietari e semplificando l'utilizzo di un unico caricatore per più dispositivi. La normativa introduce anche obblighi informativi: le confezioni dovranno indicare chiaramente la potenza di ricarica supportata e specificare se l'alimentatore è incluso. Tuttavia, come già accaduto nel mercato degli smartphone, la disponibilità di due versioni distinte — con e senza caricatore — comporterebbe costi logistici significativi per i produttori: è probabile che gli alimentatori inclusi nelle confezioni, semplicemente, spariscano. La direttiva in sé non vieta la vendita di versioni con caricatore, ma non obbliga i produttori a mantenerle, rendendo economicamente più conveniente una sola variante.
L'obbligo riguarda solo i laptop che richiedono fino a 240 W di potenza per la ricarica. I modelli che superano questa soglia - come molti laptop da gaming e workstation mobili - sono esentati, poiché lo standard USB‑PD non supporta ancora potenze superiori. Questi dispositivi continueranno a utilizzare alimentatori proprietari ad alta potenza.
Il cambiamento avrà un impatto diretto sull'esperienza d'acquisto: gli utenti dovranno verificare la potenza di ricarica supportata dal laptop e assicurarsi di possedere un caricatore compatibile. Per chi utilizza già dispositivi USB‑C, la transizione sarà più semplice; per altri, l'acquisto di un alimentatore adeguato potrebbe rappresentare un costo aggiuntivo. La Commissione Europea stima che l'adozione dello standard unico ridurrà significativamente i rifiuti elettronici, considerando che ogni anno nell'UE vengono generati circa 11.000 tonnellate di rifiuti legati ai caricabatterie. L'obiettivo è favorire il riuso degli alimentatori già presenti nelle case e limitare la produzione di accessori superflui.
Il percorso normativo che ha portato al 28 aprile 2026 è iniziato oltre dieci anni fa, quando l'UE ha avviato consultazioni per ridurre la frammentazione dei connettori. Dopo tentativi falliti di autoregolamentazione da parte dei produttori, la Commissione ha optato per una regolamentazione vincolante, culminata nella Direttiva 2022/2380. La scadenza del 2026 rappresenta l'ultimo passo del processo: dopo smartphone, tablet, fotocamere, cuffie, console portatili e altri dispositivi elettronici, anche i laptop rientrano ora nel perimetro del caricatore unico. L'industria ha avuto tre anni per adeguarsi, e la finestra tecnica concessa è ormai conclusa.
Il cambiamento potrebbe influenzare anche il mercato degli accessori: la domanda di caricabatterie USB‑C ad alta potenza è destinata a crescere, mentre gli alimentatori proprietari tenderanno a scomparire dai segmenti non esentati. Per i produttori, la standardizzazione rappresenta un'opportunità per semplificare la produzione e ridurre i costi di packaging e distribuzione.
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